Approfondimenti Rivista — 06 gennaio 2013

Il Blogger del Guardian (quotidiano britannico) Rick Gekoski, qualche giorno fa ha riportato la sensazionale, nonché inusuale notizia di riuscire a leggere in media ben quattro romanzi a settimana. Tale ritmo di lettura è dovuto al problema patologico da cui Gekoski soffre da anni, l’Insonnia; tuttavia questo grattacapo costituisce per il Blogger una marcia in più per la lettura, o meglio per poter leggere più copiosamente in orari in cui il silenzio, la pace e la tranquillità sono di guardia.

Il giornalista spiega che dormire di meno gli permette di leggere di più, ovvero gli permette di dedicarsi alla sua più grande passione, la lettura, senza togliere del tempo prezioso alla moglie, ai figli e al suo lavoro.

Durante la notte Gekoski, mentre la moglie si trova beatamente nelle braccia di Morfeo, prende in mano un libro o un Kindle, accende la sua lampadina ed inizia a leggere, tenendosi compagnia con Kafka, Dostoevskij, Proust, Joyce, Shakespeare, Pasternak, Fitzgerald, Melville e chi più ne ha ne metta, tutti scrittori anch’essi che amavano leggere e dar vita alle loro opere di notte.

Come ben sappiamo molte delle persone che soffrono di questo deficit, cercano di guarirne, ricorrendo ad esempio a rimedi erboristici o medici; ebbene, nonostante ciò, l’insonnia è portatrice di ben due risvolti positivi, primo fra tutti: il tempo in cui restiamo svegli, cercando di riaddormentarci lo potremmo usare per leggere, scrivere, o altre attività che più aggradano ogni essere umano; il secondo sviluppo, prende il nome di Pattern bi-modale, ovvero il modello di sonno, secondo gli scienziati “spezzato”, in pratica si dorme per poche ore (2/3 al massimo) si rimane svegli per circa due ore e poi ci si riaddormenta per un’oretta o due.

Questo criterio di sonno sembra essere, secondo uno studio scientifico quello più congeniale per l’essere umano, il dormire per otto ore di fila, per riprendere in pieno possesso le nostre capacità fisiche e psichiche sembra essere una vera e propria illusione; l’insonnia quindi rappresenta il parametro del dormire più adeguato ed equilibrato possibile, lo steroide di tutte le attività notturne.

 

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