Approfondimenti Rivista — 25 settembre 2013

È stata la storia di J.K.Rowling ad ispirare il primo dei dieci comandamenti del Book Marketing. La storia della mamma single che dopo aver consultato dodici case editrici riesce ad ottenere un contratto con la tredicesima, solo perché la figlia dodicenne dell’editore adorava il capitolo letto. Questa curiosa vicenda che ha fatto sì che una giovane mamma divenisse uno degli esponenti più popolari della letteratura contemporanea è il punto d’inizio della prima teoria di BookBuzzr, ossia quella che riguarda il pubblico, cioè il lettore ideale di un libro.

Tutti gli altri editori avrebbero infatti rifiutato l’opera della Rowling perché nessuno dei lettori era un bambino un giovane ragazzo, cioè il lettore ideale di quel libro, quello con cui l’autore vuole comunicare. “Conosci il tuo pubblico”, così inizia la serie delle dieci regole imperdibili, un invito ad essere originali e a tenere conto innanzitutto del pubblico al quale ci si rivolge. Dopo la pubblicazione da parte di BookBuzzr del post “The Seven Book Marketing Mistakes That Authors Make” il blog ha incrementato le visite in pochissimo tempo. Così tre anni dopo lo staff si cimenta in un’altra pubblicazione, ovvero quella delle dieci regole da seguire per un Book Marketing efficiente. Il terzo comandamento affronta la questione della commercializzazione del libro in maniera più diretta, analizzando la questione del self publishing.

Il post in questo caso fa riferimento ad un’intervista rilasciata da Suw Charman-Anderson in cui viene dichiarato che un tempo, prima che l’auto pubblicazione divenisse una pratica così diffusa era davvero difficile che un “cattivo” libro venisse pubblicato, le case editrici rifiutavano persino lavori meritevoli. Ora invece è tutto più semplice, chiunque può pubblicare il suo lavoro senza dover sottostare al giudizio dell’editore. L’altra faccia della medaglia? Il giudizio che un autore che si autopubblica deve temere è quello del pubblico stesso che con recensioni e numero di lettori deciderà il futuro del libro e dello scrittore stesso, di gran lunga una morte più dolorosa… oppure un successo più eccitante! Quello che un autore deve fare quindi per non buttare via i suoi soldi nel marketing del libro è “ragionare come Steve Jobs”. È ovviamente una metafora che vuole indirizzare il lettore ad immedesimarsi in un personaggio dal conosciuto perfezionismo, a ragionare un po’ come il direttore di un’azienda di fama mondiale, ad ispirarsi ad un progetto senza dubbio riuscito. Un po’ cinico forse agli occhi di uno scrittore. Ma una storia è una cosa e le cifre sono un’altra. C’è una gran bella differenza. L’autore muta così identità, dalla romantica storia della Rowling alla ricerca del lettore perfetto, alla razionalità di Steve Jobs che era sempre attento a creare oggetti che fossero esteticamente belli e ben presentati al pubblico. Ma la chiave del comandamento è che “un buon libro troverà un lettore. Il marketing può solo accelerare…”

Molto interessante è l’idea di partenza del settimo post, in cui a dare l’input è la vicenda dei libri venduti gratuitamente o in saldo su Amazon. Al lancio l’iniziativa aveva raccolto molto consenso, i download dimostravano quanto per i lettori l’idea di avere un libro desiderato in modo totalmente gratuito fosse allettante. Ma continuando l’offerta gli utenti hanno continuato a comprare senza leggere, avendo accumulato i testi e non avendo tempo per finirli tutti. Tutto questo per dire che ogni autore deve analizzare il proprio lavoro e capire cosa c’è di unico in esso, cosa incuriosirebbe il lettore e lo spingerebbe a leggerlo e ad apprezzarlo a tal punto da giudicarlo positivamente. Ogni lavoro è unico e possiede una propria particolarità, un qualcosa che gli altri non hanno. Una volta scoperta l’essenza del vostro libro non vi basterà che usarla come biglietto da visita, usare lo stesso marketing e la stessa strategia di grande masse di autori non vi renderà riconoscibili tra la folla di titoli. Ma anche qui l’autore muta identità e si fa interprete di un altro ruolo, l’unico modo per trovare il nocciolo del lavoro è tentare, o meglio, sperimentare. L’audace scrittore dovrà provare e riprovare finché l’esperimento non presenterà il risultato prefissato, l’obiettivo iniziale sarà raggiunto solo con un lavoro ambizioso ma razionale come quello di uno scienziato. Da sognatore a imprenditore, fino a divenire un attento e preciso scienziato che tenta il suo esperimento pericoloso ma mantiene la razionalità che serve per leggere i risultati ottenuti. Le pagine sono il laboratorio, le parole il fenomeno, il pubblico i dati; il pubblico emozionato il segno dell’esperimento è riuscito.

Gaia Schiavetti

Share

About Author

scrivendovolo

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.