News Rivista — 21 gennaio 2013

Quanta fatica oggi per riconoscere un libro. Troppe forme hanno abbracciato la sua essenza, alcune tanto diverse dall’originale che sembrerebbe utile un’altra parola per indicarlo.

Leggendo le righe di seguito i dubbi non saranno chiariti, anzi, penserete voi, tutto appare ancora più confuso.

Il musicista e cantante statunitense Beck ha inciso il suo ultimo album: Song reader. Ma sarebbe meglio dire: ha scritto il suo spartito. Sì perché più che un cd è un libro; una raccolta di venti canzoni inedite distribuite dal cantautore solo sulla carta. Perciò l’ultima novità di Beck è stata pubblicata da una casa editrice, la McSweeney’s dello scrittore americano Dave Eggers.

Non è ancora finita qui però, perché il cantautore ha attivato un sito www.songreader.net, dove poter ascoltare le versioni delle canzoni suonate e caricate dai vari fan su YouTubee.

Beck non ha offerto la propria performance incidendola su un disco, ma ha lasciato che quello spartito fosse solo letto e non ascoltato. Questo potrebbe naturalmente solleticare la curiosità e l’ambizione di molti artisti o amanti della musica.

Forse sarà solo una delle ultime trovate, una strategia di marketing dirompente; fatto sta che ad alcuni piace pensare che sia un nuovo modo di leggere, una rinascita della carta, un’altra forma di ciò che, con romanticismo, chiamiamo “libro”.

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