Approfondimenti Rivista — 01 dicembre 2012

E’ visitare posti che non hai visto mai, sognare a occhi aperti, viaggiare voltando pagina. E’ socchiudere l’anta di un armadio e scoprire il Mondo di Narnia, trovare una dolce compagnia nella solitudine, fermare il mondo e cadere in un altro mondo, altri tempi, altri luoghi, altri personaggi. Leggere forma, arricchisce, plasma. Una passione che ami o detesti. I libri, come sostiene Mario Vargas Llosa, fanno vivere ai lettori l’impossibile tirandoli fuori dal loro io individuale, rompendo i confini della loro condizione e facendo loro condividere, immedesimati con i personaggi dell’illusione una vita più ricca, più intensa, o più abietta e violenta, o semplicemente differente da quella nella quale siamo confinati”.

L’alfabetizzazione è cresciuta, l’industrializzazione ha portato progressi e il benessere si è fatto strada, ma non basta, non è bastato per trasmettere l’amore per la conoscenza e la lettura. Si legge poco, anzi pochissimo. Risulta quasi faticoso leggere, in corsa su questa giostra impazzita quale è la vita. Sempre di fretta, ritmati da un preciso tic-tac. E così avere tempo per un buon libro diventa un lusso per pochi. Quasi fosse un privilegio.

Siamo più disattenti e poco concentrati. Complice la tecnologia che ci costringe a una lettura veloce e rapida, saltando da un paragrafo all’altro e focalizzando solo le parole chiave in grassetto. Così diventa quasi difficile seguire un intreccio di vite, personaggi, incontri sulla carta stampata. E si preferisce la televisione dove le immagini sono preconfezionate e non servono né immaginazione né fantasia.

Come appassionare alla lettura? Occorrono i mezzi per comperare un libro, occorre il tempo per leggerlo, occorrono, spesso, incentivi sociali per leggere, e, soprattutto, occorre una certa istruzione per capire e gioire di che cosa si legge. Si può, anche in tempi di crisi.

A testimoniarlo è la Spagna che a Madrid, nel quartiere di Chamberi, ha aperto la prima libreria dove prendi un libro e te ne vai senza passare in cassa. Si chiama “Libros libres”, Libri liberi, e gratuitamente si sceglie la propria lettura preferita a una sola condizione: un’iscrizione di 12 euro l’anno, un caffè al mese. “Noi non ci sentiamo in concorrenza con le librerie tradizionali, ma complementari – hanno risposto i gestori di Libros Libres – Abbiamo ricevuto libri in regalo dalle case editrici e nessuno si è lamentato. La cultura genera sempre altra cultura: leggere aiuta a sviluppare l’abitudine alla lettura”.

Per vivere, per sopravvivere, è necessario pensare! – scriveva Oriana Fallaci – Per pensare è necessario produrre idee, fornirle! E chi più dello scrittore produce idee? Chi più di lui le fornisce? Perché vede cose che gli altri non vedono, sente cose che gli altri non possono né immaginare né anticipare… E non solo le vede, le sente, le immagina, le anticipa: le trasmette. Da vivo e da morto. Nessuna società s’è mai evoluta al di fuori degli scrittori. Nessuna rivoluzione (buona o cattiva che fosse) è mai avvenuta al di fuori degli scrittori. Nel bene e nel male, sono sempre stati gli scrittori a muovere il mondo: cambiarlo”. Fortuna che qualcuno non ha ancora smesso di leggere e di desiderare di poter cambiare in meglio il mondo!

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