Curiosità dal web News — 21 settembre 2016

La biblioteca di Al Qarawiyyin, un vero e proprio patrimonio culturale mondiale, è non soltanto la più antica biblioteca dell’Africa ma, secondo l’Unesco, anche la più antica istituzione di insegnamento in assoluto. Situata nella città di Fes, in Marocco, custodisce tra le sue mura millenarie manoscritti che risalgono al XII secolo a. C.

Fondata nell’859 a. C. da una donna, Fatima El Fihriya figlia di un ricco mercante di nome Muhammad al-Fihri, a testimonianza del ruolo tutt’altro che secondario della donna nella civiltà musulmana, Al Qarawiyyin nasce come una moschea, diventa poi luogo di istruzione religiosa e dibattito politico, fino ad estendere le proprie competenze nel campo dell’istruzione e trasformarsi in una vera e propria università. In passato, è stata un punto di incontro fondamentale di scambio interculturale tra la civiltà araba e quella europea. Un centro culturale di inestimabile valore che visto formarsi tra i suoi manoscritti pilastri della civiltà orientale, filosofi, economi e poeti.

Questo pezzo di storia rischiava di essere dimenticato per sempre: le sue porte erano state chiuse per anni, lasciando l’edificio e il suo tesoro in uno stato di totale abbandono. Ora finalmente sono terminati i lavori di riabilitazione, iniziati nel 2012 su iniziativa del Ministero della Cultura marocchino che ha affidato il progetto all’architetto Aziza Chaouni. L’inaugurazione era prevista per maggio, ma le attività di ricostruzione della struttura si sono protratte per qualche settimana.

Le autorità assicurano però che prima della fine dell’anno la biblioteca potrà finalmente accogliere nuovamente tra le sue sale studiosi e visitatori. Per accedere alla biblioteca di Al Qarawiyyin – che ospita anche una moschea e un’università – si deve oltrepassare un’enorme porta di ferro dotata fin dall’antichità di quattro grossi lucchetti, ognuno dei quali si apre con una chiave differente. I preziosissimi manoscritti contenuti al suo interno erano stati messi a rischio negli ultimi secoli da polvere e umidità: due vere piaghe per testi che vantano centinaia di anni. Aziza Chaouni, però, ha provveduto a dotare la struttura di un nuovo sistema fognario e di un sistema di canali sotterraneo in grado di drenare l’umidità. La biblioteca, inoltre, ha a disposizione anche un laboratorio all’avanguardia in grado di trattare, preservare e digitalizzare gli antichi testi.

I manoscritti più vecchi sono custoditi all’interno di una stanza speciale dotata di sensori che assicurano uno stretto controllo sulla temperatura interna; tra questi scritti il più antico è una copia del Corano risalente al nono secolo d.C. scritto su pelle di cammello nell’antica grafia cufica. Come tutto il Marocco, ora anche la città di Fes, già dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità, sarà ancora più affascinante e magica.

Share

About Author

scrivendovolo

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.