Rivista — 25 settembre 2012

In Italia, si sa, il racconto è  a torto considerato un genere letterario di serie b. Il motivo è presto detto: lo scarso appeal che nutre tra i lettori del nostro paese che preferiscono di gran lunga i romanzi rispetto alle raccolte di racconti.

Questa tendenza, in voga ormai da alcuni decenni, sembra però, complici i grandi cambiamenti che sta attraversando il mondo dell’editoria – ebook in primis – , avere subito un’inversione di rotta.

Probabilmente a causa del libro digitale, i cui fruitori prediligono le forme brevi e le narrazioni veloci, o per l’evoluzione della nostra società più orientata verso contenuti rapidi e dove il tempo a disposizione è sempre meno.

Nicola Lagioia, in un articolo pubblicato su “La Repubblica” spiega come i racconti non siano una forma narrativa minore: “il racconto è una delle forme più interessanti in cui è dato di incarnarsi alla letteratura d’invenzione (tanto più adesso, quando il romanzo sta assumendo forme ibride, tra autobiografia, reportage e fatti storici)”.

Prosegue Lagioia: “è stupefacente osservare come dai tempi di Salinger – che era andato a lezione da Hemingway e prima ancora da Rilke -, la forma breve abbia raggiunto via via gradi maggiori di complessità. Da Raymond Carver a Andre Dubus, da Flanneri O’Connor a Buzzati e Manganelli (un occhio a Cechov e Kafka, l’altro rivolto al futuro) non sono pochi gli autori che hanno scritto in venti pagine ciò che sarebbe stato impossibile spiegare in cinquecento”.

Spesso, presi dall’americanismo che pervade la nostra società, ci dimentichiamo che il  racconto ha avuto origine in Italia con il Decameron di Boccaccio, vera e propria raccolta di racconti (o novelle).

In epoche più recenti, non è forse lo stesso libro Cuore una raccolta di racconti?

Quando leggo del minimalismo carveriano, uno stile di scrittura reso magistralmente dall’autore di Cattedrale, inevitabilmente penso allo stile di Pinocchio di Collodi e alla sua prosa semplice, diretta, accessibile a tutti ma al contempo unica e straordinaria.

La storia letteraria del nostro paese è ricca di autori che hanno raggiunto ottimi risultati nella prosa breve, Verga e Pirandello su tutti.

In un momento di grande crisi per la letteratura italiana contemporanea, dove stentano ad affermarsi nuovi autori di buon livello, la riscoperta del racconto può essere una strada da intraprendere per valorizzare la produzione letteraria autoctona.

@francescogiub

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