Approfondimenti Rivista — 05 gennaio 2013

Il mercato editoriale e le sue leggi sono stati già oggetto di numerosi articoli in questo periodo, quasi tutti incentrati sulla necessità, da parte del nostro sistema legislativo, di adottare una legge che sostituisca o integri la legge Levi del 2011, chiamata anche “Nuova disciplina del prezzo dei libri”, criticata per via della sua parzialità.

Molti lettori infatti l’hanno percepita come una limitazione al loro potere d’acquisto: il porre un limite agli sconti concessi non si è rivelata una soluzione efficace come si era previsto. C’è però chi pensa che il malcontento derivi da una sostanziale ignoranza riguardo le leggi a lungo termine del mercato, e dalla non considerazione che il libro è un bene particolare, data la sua rilevanza culturale.

Markus Gerlach nel suo saggio “Proteggere il libro”, con tema principale quello di spiegare il cosidetto “prezzo fisso”, ci spiega che garantendolo, appunto, si preserva una molteplicità di realtà editoriali, che invece, aumentando le possibilità di sconto, andrebbero riducendosi. Man mano che ci si addentra nel suo ragionamento i risultati ipotetici di un mercato che ha abbandonato il prezzo unico diventano quasi catastrofici: aumento dei prezzi, diminuzione della scelta, chiusura delle librerie con relativa crescita della vendita al dettaglio e quindi sottomissione degli editori…

Uno scenario che sicuramente gli amanti dei libri non vorrebbero trovarsi davanti.

Il premio di Gerlach al paese più “virtuoso” in questo senso è dato alla Francia, che con la legge Lang fissa lo sconto al 5%, producendo un riallineamento dei costi.

Bisogna quindi decidere se fidarsi di quello che c’è scritto in questo saggio, ed appoggiando questa linea di condotta, oppure battersi per un mercato in cui ogni editore è libero di fissare lo sconto che più gli conviene.

Tornando qui in Italia, si è diffusa l’idea di creare una legge d’iniziativa popolare, con a capo l’associazione senza fini di lucro “Forum del libro”, con Presidente Giovanni Solimine, professore di Biblioteconomia e Management delle biblioteche presso l’Università “La Sapienza” di Roma. A tutti gli interessati è data la possibilità di intervenire in prima persona sulla pagina “Legge-rete.net” e quando la legge sarà formata sarà sottoposta al vaglio dei cittadini per la raccolta firme necessaria a portarla in Parlamento.

Stranamente, per ora non si è accennato alla questione del prezzo in maniera volontaria, ma alcuni articoli sono già in fase di ultimazione, per esempio l’art. 1 che pone il libro come “prodotto culturale” o l’art. 13, che propone l’equiparazione del’IVA per le pubblicazioni elettroniche a quella cartacee.

Quanti consensi ed interessamenti raccoglierà quest’iniziativa? Si riuscirà a portare una vera legge in Parlamento? E soprattutto, l’Italia riuscirà a trovare un accordo pacifico e proficuo con il suo mercato editoriale?

 

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