News Rivista — 07 marzo 2013

Il famoso romanzo del 1851 di Herman Melville “Moby Dick or the Whale” torna in auge grazie all’Emoji, ovvero la lingua di messaggistica italiana più diffusa al mondo, usata soprattutto su WhatsApp, l’applicazione che consente di scambiare messaggi di testo con i contatti della propria rubrica tramite connessione ad Internet.

La creazione di questo nuovo modo di scrittura, sancita appunto dal romanzo ribattezzato appunto “Emoji Dick”, ha fatto sì che si legittimasse come una lingua a tutti gli effetti, grazie anche alla biblioteca nazionale più grande al mondo, la Library of Congress, che da oggi vanterà, tra i suoi archivi oltre ai 128 milioni di volumi tradotti in 470 lingue, anche la versione moderna del libro di Melville.

Le diecimila frasi del romanzo sono state tradotte da ben ottocento lavoratori dell’Amazon Mechanical Turk (servizio internet di crowdsouring, di proprietà Amazon che sfrutta le intelligenze umane e artificiali in modo combinato) in tre versioni differenti, le quali successivamente sono state esaminate da un gruppo di editor che ha premiato la più soddisfacente e scartato le altre due.

Dopo questa sorprendente e bizzarra traduzione di Moby Dick, molti, incuriositi da questa nuova lingua, hanno deciso di tradurre i titoli di ben venti classici della letteratura in Emoji.

Il prossimo romanzo ad essere tradotto quale sarà?

Camilla Lombardozzi


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