News Rivista — 05 gennaio 2014

E’ nato come oggetto di un esame di comunicazione e società che un gruppo di studenti al primo anno dell’università Cattolica di Milano dovrà sostenere in questi giorni.

Readbook.it è un social network, aperto da non più di un mese, che permetterà alle giovani generazioni di avvicinarsi di più al mondo della lettura.

Matteo Cuturello ha 20 anni, è cresciuto a Cerro Maggiore e assomiglia, almeno dal punto di vista fisico, all’inventore di Facebook, Mark Zuckerberg, di certo però non si aspettava che la sua creazione, realizzata insieme a un gruppo di altri 8 ragazzi, avesse così successo.

Readbook.it assomiglia per la grafica a Facebook, ma i temi trattati sono più ristretti e ben diversi. In realtà l’obiettivo di questo gruppo di studenti è proprio quello di “sfidare” il colosso dei socialnetwork, così come si legge anche nella campagna pubblicitaria studiata e realizzata dai ragazzi: “Molla Facebook, Read a Book!”.

L’iscrizione a Readbook.it avviene in un momento posteriore alla lettura, così spiega Cuturello: “Sul nostro socialreading, ci si iscrive dopo avere letto un libro, perché qui si discute esclusivamente di libri“. Come funziona? È semplice, una volta registrati al portale, l’utente ha la possibilità di inserire le proprie recensioni degli ultimi libri letti, in modo da condividerle con gli altri partecipanti, e discuterne tutti insieme.

Readbook.it non è solo l’oggetto di un esame, ma vuole crescere e portare avanti la lettura all’interno delle nuove generazioni. Al momento conta una cinquantina di iscritti, ma gli studenti sperano che aumentino presto.

“Lo scopo – continua Cuturello – è quello di stimolare le nuove generazioni alla lettura in un periodo in cui gli italiani leggono sempre di meno. Abbiamo pensato di farlo con strumenti di comunicazione altrettanto giovani che potessero stimolare anche il dibattito, la condivisione e la conoscenza“.

Infatti secondo alcuni dati, nel 2012 quattro italiani su cinque hanno avuto accesso a Internet, in media un italiano ha speso 1 ora e 27 minuti al giorno online , e ogni 7 minuti uno è per Facebook. Il dato preoccupante però è il seguente: nel 2012, un italiano su due non ha letto nemmeno un libro. Ecco che tramite questo social, che assomigliando a Facebook non è qualcosa di completamente nuovo all’interno delle nostre vite, il gruppo di studenti spera che questi dati possano cambiare, proprio grazie al loro social.

L’idea, semplice e chiara, convince. Infatti, un editore si è già fatto avanti per acquistare il marchio, ma i ragazzi, almeno per ora, non glielo hanno concesso. Prima devono pensare e fare l’esame (in bocca al lupo!), poi vedranno!

Francesca Macchiarini

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