Approfondimenti — 26 aprile 2013

In una società come quella contemporanea in cui stile, eleganza, buon gusto e raffinatezza sono caratteristiche sempre più difficili da riscontrare, in cui kitsch, pacchianeria, ostentazione sembrano dominare, noi di Historica edizioni abbiamo deciso di realizzare un progetto in controtendenza, fedeli al motto che la qualità paga.

Nasce così, in collaborazione con Stilemaschile l’omonima rivista pensata, ideata, fortemente voluta da Alfredo De Giglio, deus ex machina di un progetto di indubbio valore che si articola su vari piani, da una rivista cross-mediale a un club nel cuore di Roma punto di ritrovo di raffinati uomini di stile, rifugio per dandy, artisti, uomini di cultura, sognatori, commercianti di lusso, tutti accomunati da un comune amore per il bello sia esso rappresentato in un’opera d’arte, in un libro, in un film o, al meglio, incarnato in una persona.

Sul sito: www.stilemaschile.it sono disponibili maggiori notizie mentre è possibile scrivere a: info@historicaweb.com per richiedere informazioni relative all’abbonamento cartaceo.

Di seguito alcune righe per spiegare al meglio di cosa si tratta.

Francesco Giubilei

 

Stilemaschile (stilemaschile.it) è un progetto editoriale indipendente nato nell’ottobre del 2010 con due obiettivi:

1)difendere e valorizzare quella cultura maschile, fatta di etica ed estetica, propria dell’uomo elegante. Elegante deriva dal latino eligere, scegliere. L’uomo che sceglie cosa indossare, quali libri leggere, come comportarsi è il nostro lettore ideale, non quello che si ciba di mode eterodirette volubili e quindi femminili per definizione.
2) strettamente collegato a questa idea di uomo che potremmo definire classica c’è la difesa e la valorizzazione dell’artigianato, visto come un mezzo per costruire e affinare la propria personalità maschile. Soprattutto per quei mestieri che ‘vestono’ l’uomo, dal calzolaio al sarto. Tale sapere secolare, che in molti settori è stato depredato e depauperato, va difeso dall’omologazione del gusto, che coincide con un appiattimento verso il basso dei costumi, mai così barbari e dis-educati.
In questo desolante panorama, Stilemaschile cerca di offrire un prodotto editoriale diverso e totalmente unico nella sua complessità.

È infatti l’unico progetto editoriale veramente cross-mediale: sfrutta una comunicazione su più mezzi per coinvolgere il suo lettorato. Nato come sito culturale, nella forma di un trimestrale, con contenuti curati e complessi, che spaziavano dalla filosofia al cinema, dalla sartoria alla sociologia, è poi approdato al blog e ai Social network. Forme diverse per raccontare quel l’idea di uomo che non trova cittadinanza in nessun’altra rivista europea. Una lotta di minoranza ma di qualità, che ha coinvolto un pubblico molto giovane, più della metà va dai 25 ai 44 anni. A riprova del vuoto che gli uomini provano, non trovando né maestri né esempi da imitare. E la situazione politica italiana ne è un triste paradigma.

A sito, blog e facebook dalla fine del 2012 ha affiancato un Club vero e proprio, una sede, un luogo di ispirazione anglosassone in cui l’uomo elegante può condivide le sue passioni con altri simili, sorseggiando un distillato, fumando un sigaro, scegliendo un tessuto o una cravatta vintage, sfogliando un libro della biblioteca maschile…
In questo Club, che avrà una sua vita associativa dalla seconda parte del 2013, si svolgono gli eventi che Stilemaschile ha fin dalla sua nascita organizzato. Una decina in tutto sinora.
In questi eventi il progetto editoriale, virtuale, si faceva reale, e metteva al confronto lettori e aziende in quel l’unione cliente/artigiano che è fondamentale per la crescita dell’uomo elegante.
A marzo del 2013 Stilemaschile ha compiuto un ulteriore passo in avanti con la presentazione di un semestrale cartaceo, in vendita solo in abbonamento e in alcune librerie selezionate. Questo semestrale racconta storie di uomini che hanno affermato la propria identità ma anche di prodotti unici frutto della sapienza di quel made in Italy vero troppo spesso schiacciato dalle grandi griffe multinazionali che di italiano hanno, se va bene, solo il nome.

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