News Rivista — 17 novembre 2012

I premi letterari puntano i riflettori sui titoli che secondo la saccente opinione degli esperti sono degni di rappresentare la cultura di un paese. Riconoscere l’eccellenza protegge dal nichilismo, ma soprattutto da quei subitanei parametri che spesso innescano il ribaltamento delle classifiche dei libri.

Il premio statunitense National Book Award nasce nel 1950, e da allora premia le opere meritevoli; una per ogni genere considerato.

Il 14 novembre 2012 sono stati resi noti i nomi che entreranno nell’annuario del premio e che godranno della stima che un riconoscimento sottolinea.

Letteratura per ragazzi: William Alexander con “Goblin Secrets”. Rownie fugge alla ricerca di suo fratello scomparso. Lungo il suo cammino però strani incontri lo porteranno ad affrontare inspiegabili avventure.

Poesia: David Ferry con “Bewilderment: New Poems and Translation”. La poesia nella sua veste delicata e nobile. Uno dei risultati più incantevoli del secolo.

Non-Fiction: Katherine Boo con “Behind the beautiful forevers: Life, Death, and Hope in a Mumbay Undercity”. Annawadi, all’ombra degli alberghi di lusso vicino Mumbai, è il luogo dove si intersecano le storie di giovani persone che lottano per un futuro fatto di speranze e meriti. Ma la brutalità degli errori umani si abbatte come una colpa su di loro.

Fiction: Louise Erdrich con “The Round House”. Nell’estate del 1988 in una riserva del Nord Dakota una donna viene uccisa. I dettagli del crimine vengono nascosti. Così Joe, il figlio, si trova in un attimo a divenire grande e ad affrontare le conseguenze di una morte ingiusta e che aspetta giustizia.

La letteratura con nobili parole dona la rivincita quando il tempo crede di aver dettato legge, quando crede che nulla a lui resisterebbe. E così lei, cheta e inopponibile, dimostra il contrario.

La considerazione e il riconoscimento della cultura permettono l’integrazione degli artisti e della pratica letteraria che seduce chi ha la dolce debolezza di accostarsi ad essa.

Dovrebbe sempre essere nell’interesse di uno stato disporre di quei mezzi che mantengono viva la fiamma della conoscenza.

Sofia Di Giuseppe

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