notebook Rivista — 07 settembre 2012

È il momento di Pinterest e durerà. Affascinante “luogo” o “visual network” dove condividere le proprie passioni, i propri gusti e persino le proprie ossessioni attraverso le immagini, si stanno sperimentando solo alcune delle   potenzialità che ha, e sono tante. Continuerà a sorprenderci. Va provato,  “assaggiato”, va costruito su misura delle proprie esigenze. Adesso non serve più l’invito, basta andare su http://pinterest.com/ e fare il login.

La crescita che si è riscontrata per questo nuovo spazio di condivisione ed emozione che è stato definito in tanti modi ( “personalized magazine” magazine personalizzato, è la definizione che mi sembra più calzante ma non è la sola possibile), è stata una delle più rapide nella storia dei social network. Lanciato nel 2010, all’inizio del 2011 Pinterest aveva 1,6 milioni di iscritti, a febbraio 2012 sono diventati 11, 7 milioni. La crescita è costante  e sorprendente. Sono uscite inchieste, saggi, manuali per descrivere come si usa, che cos’è, come fare per non perdere tempo girovagando fra i vari account o fissandosi su cose non utili,  ma per renderlo fin dall’inizio uno strumento utile e fecondo. Le potenzialità, la capacità di rendere virale un’immagine, seguita da link e tag appropriate,  la possibilità di aumentare sensibilmente il traffico di blog e siti interntet e la singolare maniera che ha Pinterest di consentire lo svelamento di un modo di essere, attraverso la condivisione di quello che piace, dei propri gusti personali, dei dettagli, lo hanno reso al centro di un interesse costante da parte dei siti specializzati più prestigiosi come Mashable “The largest independent website dedicated to news & resources for the connected generation. “ che, ogni settimana segnala addirittura i “Top 10 Pinterest Pin”. 

Come scrive Chiara Dal Ben in “Pinterest, il potere delle immagini”, edito da 40k Unofficial:

La nostra vita possiamo raccontarla in mille modi: su Pinterest diventa un diario originale di quello che siamo. La quotidianità scorre sulle lavagne online..” Su Pinterest è l’immagine (o il video) scelto appositamente, ad aggiungere un tassello alla mappatura quotidiana di noi stessi che ormai, da tempo, compiamo utilizzando web, social network, file sharing ( da Twitter a Instagram a Linkedin a Facebook). Le immagini “pinnate” ci raccontano,  descrivono il nostro mondo,  comunicano quello che facciamo, quello che ci piace, quello che collezioniamo, quello che  desideriamo avere attorno.  Le persone seguono chi ha interessi simili, i brand possono creare originalissimi cataloghi on line, e dare spazio a creatività ed inventiva, e, su Pinterest, più si è inventivi, più si risulta vincenti.  Non è dei brand, però, che voglio parlarvi. Non è riservato solo a marche, o ad aziende.

Viene definito “un social network emozionale” e l’emozione è la costante, quando si cominciano a seguire i vari board tematici; per questo diventa  utilissimo e fecondo per  chiunque svolga un’attività creativa, o abbia dei progetti, delle passioni importanti, l’occhio per il dettaglio, il fascino per il particolare e per l’ altrove e desideri mettersi in evidenza.

Pinterest è capace di connettere in base ai gusti, rende più ricettivi. Appassiona, coinvolge. Inserendo il “pin it button” nella barra degli strumenti del proprio computer, si possono raccogliere immagini come si raccolgono idee, semi fecondi per creare, e si può fare in qualsiasi sito o pagina ci si trovi, navigando sul web. Perché sul social network, certo, ci si diverte, si “pinna” e si “repinna” ma, nel frattempo, si rendono virali link, immagini, siti, personaggi. Si integrano elementi del proprio lifestyle alla propria immagine e alla professione che si svolge e l’insieme costituisce un magnifico  biglietto da visita multimediale. Questo avviene attraverso semplici gesti piacevoli, perché la creazione dei vari board è un atto creativo: la creatività è prima di tutto nella scelta, il “cosa”, poi nel “come” e nella qualità dei pin o dei repin. Inoltre i titoli dei board vanno pensati ( esiste tutta una strategia e sono consigliabili in inglese) , e va pensata  anche la disposizione delle immagini, dei video delle tag, che deve essere strategica.

Le possibilità di Pinterest sono enormi, io me ne occupo da tempo nella mia rubrica dedicata al web su For Men Magazine, e mi sono concentrata su alcuni specifici utilizzi. Nell’ultimo numero di settembre 2012 ho segnalato alcuni account che mi piacciono particolarmente, dedicati  ai viaggi, alle arti visive e all’architettura. Pinterest permette di creare board che diventano tributi ad artisti di ogni genere. Attraverso questi tributi, prendono forma le idee, si concretizzano percorsi di lavoro. L’architettura, per questa ragione, ha su Pinterest una grande rilevanza. E più è contemporanea, geniale, dalle forme magnetiche, più attrae. Per questo, è proprio su Pinterest che ho dato inizio a un progetto molto importante che è in fase di organizzazione,  ma sto tracciandone le coordinate:  riguarda il grande architetto ed artista Santiago Calatrava.

Ho cominciato  a studiare nei dettagli la sua opera, ad approfondire la sua storia, i suoi inizi, si tratta di un lavoro che richiederà molto tempo. Il lavoro di Calatrava è uno scrigno di genialità e di sapienza tecnica, di bellezza e di coraggio nell’osare, con le forme, quello che non si è mai fatto prima.

We think he is the Da Vinci of our time”( Pensiamo che sia il Leonardo Da Vinci del nostro tempo) ha dichiarato Joseph Seymour, il direttore esecutivo e coordinatore di uno dei progetti più delicati e importanti di Calatrava negli Stati Uniti, “The World Trade  Center Transportation Hub” nel centro di Ground Zero. La bliografia è vastissima, ho iniziato con un testo meraviglioso di Philip Jodidio “Calatrava. Complete Works 1979-2009” , ne sto cercando  altri e mi sono immersa nello studio della sua storia, nell’approfondimento della sua idea di architettura e arte. Parallelamente allo studio e all’analisi delle opere, ho creato un board su Pinterest a lui dedicato

http://pinterest.com/fmazzucato/santiago-calatrava-master-of-form/

È solo all’inizio,  si tratta di un work in progress destinato ad espandersi ogni volta, ma mi permette di conservare le tracce che desidero, mi ispira nuove suggestioni, attira l’attenzione e il seguito di altri utenti ed è, senza dubbio, un modo per iniziare ad esplorare- e nello stesso tempo ad onorare – la figura del grande architetto.

Sotto ogni immagine o video inserirò ulteriori  link, commenti, rimandi e trascriverò alcune parti che ritengo utili dai libri che leggo, o persino anticipi dei capitoli del mio lavoro finale per sondare, attraverso Pinterest, il gradimento e l’interesse: in qualche modo immagino il board come la scaletta del lavoro che sto per iniziare, e il suo proseguimento, un contenitore potenzialmente infinito

Il testo finale inaugurerà una nuova collana di Errant Editions, dedicata ai grandi protagonisti dell’architettura contemporanea, la versione cartacea, illustrata e bilingue, sarà pubblicata da Historica. Ogni lavagna del social network, come scrive sempre Chiara Dal Ben, “può essere intesa come uno storyboard”.

La dimensione creativa, affidata alle capacità individuali, alle risorse e alle passioni, ritorna sempre. Alcuni board ben curati possono essere considerati dei blog autonomi, possono acquisire la potenzialità di una pagina dedicata su Facebook, o di un sito. Succede sempre più spesso che si dia l’indirizzo Pinterest invece che l’email, o l’account twitter;da Pinterest sarà possibile l’accesso  a tutte le informazioni di contatto necessarie, inoltre, dando l’indirizzo Pinterest, si fornisce un biglietto da visita speciale che  fa accomodare una persona nel nostro mondo. Che permette un assaggio preliminare. Per questo, iniziare un progetto partendo da un board, può aiutare e stimolare.

Tornando a Calatrava, digitando il suo nome,  ho trovato, con piacere, altri board a lui dedicati, così in parte ho “repinnato”, ma ho soprattutto inserito  immagini e video “pinnandoli” dal web, sulla base del percorso che intendo fare con il mio lavoro. Ha ottenuto subito un notevole gradimento e mi    dedico con molta attenzione a costruirlo nel modo più adeguato: so che potrà modificarsi e ampliarsi con l’aggiunta di una grande quantità di “affluenti” ( gli inizi, l’influenza di Le Corbusier, lo studio di Zurigo, i nuovi progetti). Grazie a Share as image ( http://shareasimage.com/ ) potrò inserire anche testi , citazioni, estratti che rimandano a link di vario tipo.

Lo stile di Calatrava combina una concezione visuale dell’architettura all’interazione con i principi dell’ingegneria; i suoi lavori spesso sono ispirati alle forme ed alle strutture che si trovano in natura. Ha inoltre disegnato numerose stazioni ferroviarie.

Per quanto primariamente noto come architetto, Calatrava è anche scultore e pittore, e sostiene che l’architettura sia un combinare tutte le arti in una sola. Per questo, credo che sia necessario iniziare da lui, per offrire una panoramica dei grandi protagonisti dell’architettura contemporanea, e anche dell’arte. Le sue forme interpretano il nostro tempo, e la plasticità con cui riesce a piegarle e a renderle fruibili come spazio dove vivere, passare, stare, è stupefacente.

Santiago Calatrava è uno dei pochi architetti che possono essere ancora definiti universali. I numerosi edifici, i progetti ingegneristici, le sculture e gli elementi d’arredo di questo architetto hanno creano un nuovo, magnifico linguaggio della forma capace di integrare struttura e movimento. Non sono strutture architettoniche semplicemente utilitaristiche, ma metamorfosi tecnologiche connotate da forti elementi surreali. Si può parlare di “poetica del movimento” come la definisce  Alexander Tzonis .

Francesca Mazzucato

http://pinterest.com/fmazzucato

 

Riferimenti, bibliografia, sitografia:

Chiara Dal Ben

Pinterest. Il Potere delle Immagini

40k unofficial

 

Philip Jodidio

Calatrava

Complete Works 1979-2009

 

Gabriela Taylor

Social Marketing su Pinterest.

 

Alexander Tzonis,

Santiago Calatrava: The Poetics Of Movement,

 

http://mashable.com

http://shareasimage.com/

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