Approfondimenti Rivista — 08 novembre 2012

Nonostante i nuovi media abbiano modificato profondamente la quotidianità, tanto da sentirci estremamente in ritardo o fuori dal mondo quando manchiamo alla connessione sul web, la nostra scrittura sembra mantenere la lentezza che le appartiene, la calma che la lascia perpetuamente aspettare una nuova lettura.

Gli scrittori mantengono lo stile e i generi che sono stati creati quando ancora anche solo l’idea del digitale era inesistente come l’universo senza il cannocchiale per osservarlo. Il tradizionalismo della parola scritta protegge la forma, la consistenza e il ritmo di un pratica che è sempre risultata senza tempo. Talmente senza tempo che le giovani generazioni possono leggere nei romanzi un passato che ancora pulsa di sensazioni provocate da esperienze presenti, possono ritrovare delle risposte talmente simultanee ai loro dubbi che le parole sembrano imprimersi sul foglio dopo aver sbirciato nelle vite di ognuno di noi. Mi verrebbe allora da chiedere: cosa c’è di più sincronico della scrittura?

La lettura instaura con i lettore quel legame che si crea tra due amici che non si vedono da tanto, eppure si riconoscono, capiscono uno sguardo che sa di tristezza o soddisfazione. Eppure riconoscono quell’abbraccio e perdonano il ritardo. Perché il tempo può appropriarsi di qualcosa che pesa sulla terra, ma non sulla mente.

L’interessante articolo How Authors Write apparso su Mit Technology Review sottolinea come gli autori odierni non stiano plasmando la loro scrittura in base alle piattaforme di pubblicazione a disposizione con il digitale. Gli scrittori infatti sono molto più attenti a provare i nuovi programmi di composizione che a creare generi e forme che si adattino alle caratteristiche del mondo moderno. Le storie pubblicate sul web non hanno nulla di diverso da quelle pubblicate su carta.

Queste considerazioni potrebbero scuotere la disapprovazione di molti uomini di lettere che amano il tradizionalismo dell’opera e sono impauriti da un futuro che possa deteriorare la qualità artistica delle pubblicazioni. Le sfide lanciate da questo articolo non credo debbano solo generare dissenso, ma anche stimolare una riflessione produttiva.

La brevità di cui sono prigioniere le pubblicazioni sul web è la prima gamba tesa che le allontana dalla tradizione e dal consenso dei letterati. Inoltre queste sembrano affette dalla malattia del tempo. Hanno una scadenza; esse scadono quando nessuno le condivide più, e spesso ne ignora l’esistenza chi al momento non era connesso. Troppo fugace è lo sguardo del lettore sul web, che immediatamente si distrae sopraffatto da un nefasto senso di infinita disponibilità. Letture ci distraggono con nuove letture, e ancora si intersecano immagini e musica.

Non parlo di tweet o stati su Facebook di aspiranti Guru quando dico che nuove forme possono generarsi dai bit. La scrittura può rinascere dalle proprie ceneri come una fenice, anche se queste ceneri sono fatte di algoritmi.

Quindi ritengo legato alla sua natura il motivo per cui gli scrittori continuano a scrivere romanzi lunghi e senza tempo.

Sono comunque curiosa di assistere al tempo in cui le menti degli editori e degli scrittori producono nuovi generi. Quindi sperimentare equivale a creare un’alternativa fatta di parole scritte, purché queste vengano generate da chi conosce il valore che per secoli le ha contraddistinte e che dalla libertà del web rischia di essere intaccato.

La frenesia non ci permetterà mai di terminare un libro; saltellando tra una riga e l’altra leggeremo la frase finale credendo di aver portato a termine un dovere. Quando in realtà aspettare il tempo di una risposta ci permette almeno di osservare imparando.

Milioni di bit non seppelliranno le lunghe e buone pubblicazioni, ma a volte la novità, l’imperfezione, e la somiglianza con qualcosa di familiare genera interesse e soprattutto spunti che soddisfino lettori superstiti e ne convincano di altri.

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scrivendovolo

(1) Reader Comment

  1. Su come cambia la scrittura con i nuovi media digitali abbiamo scritto un intero ebook. Forse vi può interessare approfondire l’argomento con la Guida alla Letteratura 2.0 di Storiacontinua.com , “Oltre L’eBook”
    Ci farebbe piacere ricevere un vostro commento.
    A presto.

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