L’appuntamento settimanale alla scoperta delle migliori pagine facebook dedicate al mondo dei libri e della lettura prosegue con l’intervista alle amministratrici di una fanpage dal nome accattivante: Il cortile dei lettori esiliati. E’ già interessante partire dalla scelta del nome per conoscere meglio l’attività del loro spazio facebook:

https://www.facebook.com/pages/Il-Cortile-dei-lettori-esiliati/117263315000185?fref=ts

1) ”Il cortile dei lettori esiliati”, ci spiega la scelta di questo nome?

La nostra pagina esprime la sua essenza anche attraverso il nome. La scelta è presto spiegata. Il Cortile è un elemento architettonico molto presente dalle nostre parti. È un luogo di incontro e di condivisione di notizie e di opinioni, soprattutto in estate. Abbiamo pensato che il nome ‘Cortile’ potesse ricreare, anche nell’ambito virtuale, quell’atmosfera rilassata tipica dei cortili reali, una sorta di piccola comunità pronta ad accogliere chiunque avesse qualcosa da dire. L’aggettivo ‘esiliati’ rispecchia, invece, una condizione imprescindibile della lettura: il lettore spegne luci e rumori del proprio mondo, annulla sé stesso per entrare nell’universo del libro. Nel momento in cui lo ripone, rientra nel mondo reale desideroso di condividere le proprie esperienze di lettura. La nostra pagina vuole essere questo: un posticino tranquillo ed intimo pronto a dare il benvenuto a chiunque ami leggere e condividere questo suo interesse.
Lyn

2) Qual è lo scopo della vostra pagina?

Lo scopo della nostra pagina è quello di crescere non come numero ma emotivamente. Il Cortile per me rappresenta una fonte di scambio, un modo di utilizzare al meglio la virtualità. Non è facile arrivare agli altri con i propri gusti personali, spesso le scelte che faccio colpiscono poche persone, forse quelle che si sentono più vicine alle mie letture. Pur avendo una predisposizione, credo “innata”, verso un certo tipo di letteratura, il confronto con gli altri mi porta quotidianamente a scoprire ambiti che prima non avevo attenzionato ed ecco svilupparsi il mio interesse per il fantasy e i classici per ragazzi. Lo scopo principale della pagina è la crescita di chi la gestisce e di chi legge, l’abbattimento dei pregiudizi nei confronti di alcuni generi letterari, l’amore per la scoperta del nuovo che mai finisce di stupirci. Il Cortile è per me anche un rifugio e così quando ho voglia di scappare dalla realtà, come purtroppo accade a molti di noi, mi siedo e cerco di immaginare un posto vivo oltre questo schermo dove c’è qualcuno, che come me, ha lo stesso malessere e mi fa compagnia a suon di consigli e “confidenze”. Ogni giorno questa piccola pagina mi ricorda che c’è sempre qualcosa da imparare, da rispettare e da conoscere. Chi ama la lettura non può esimersi dalla sua condivisione perché è solo grazie al confronto di pensieri differenti che l’uomo può migliorare la propria natura.
A.

3) Da quante persone viene gestita?

Al momento, siamo in tre a gestire la pagina del Cortile: io (De), A. e Lyn. Per quanto mi riguarda è da poco che faccio parte del “gruppo”, ma devo dire che ci troviamo benissimo, anche perché, essendo in qualche modo diverse, abbiamo la possibilità e l’opportunità di portare, all’attenzione di chi ci legge, una varietà di interessi, autori, poeti, ma anche artisti provenienti da più parti. Trovo che la collaborazione tra più persone, per una pagina che si rivolge a dei lettori, molto spesso, diversi completamente tra di loro sia motivo di “arricchimento” e una possibilità in più di scelta. Mi capita spesso di iniziare a leggere un post e, prima ancora di finirlo, so già chi lo ha scritto tra A. e Lyn. È un riconoscersi e credo che anche chi ci legge, in qualche modo, abbia imparato a distinguerci e ad identificarci un po’ per quello che siamo.
De

4) In che modo pensate sia possibile alimentare una passione come quella per la lettura tramite una pagina social?

Gli odierni social network hanno scatenato una certa tendenza al voyeurismo e Facebook, il più popoloso tra questi, è una specie di enorme finestra attraverso cui scrutare tutto e tutti. Mi piace pensare che abbiamo estrapolato il buono da queste nuove abitudini, dato che sfruttiamo le tipiche modalità delle comunità virtuali per invitare alla lettura e al confronto. Non abbiamo strategie, agiamo d’istinto nel condividere ciò che ci piace, ma curiamo nei particolari la ‘presentazione’ per accendere la ‘curiosità’, trampolino di nuove scoperte ed acquisizioni. È vero che ci siamo adattate ai ritmi di Facebook. Ricorriamo ad immagini suggestive per catturare lo sguardo di chi scorre velocemente, sperando che i brani accuratamente scelti suscitino interesse; mentre quesiti e sondaggi rappresentano dei momenti giocosi ed efficaci nel creare dibattiti anche piuttosto animati. Tutto sommato possiamo ritenerci soddisfatte. È un continuo flusso di idee e di scambi ci ha permesso di centuplicare le conoscenze grazie al dialogo con persone nuove e lontane che non avremmo potuto “incontrare” in altri modi.
Lyn

5) Come può una pratica individuale diventare comune?

Che la lettura fosse una pratica “solitaria” per i più, lo si sapeva già. Ma il bello è anche in questo, scegliere quel momento di solitudine con la possibilità di condividerlo in seguito con gli altri.
Si può essere soli nel momento in cui si legge, ma il solo fatto che centinaia di persone nel tempo abbiano letto il mio stesso libro, in qualche modo mi porta a far partecipare gli altri alla mia lettura. Decido di parlarne, di confrontarmi e se non ho ancora letto un determinato libro scelgo di farmi consigliare, stimolare da chi lo ha già fatto.
Sono cresciuta come una lettrice “solitaria”, scegliendo le mie letture spinta dagli interessi del momento, da ciò che mi circondava, ma senza mai avere l’occasione di parlarne molto con le persone che frequentavo giornalmente. D’altronde che fai, parli di Pessoa con la cassiera del supermercato mentre ti chiede la tessera dei punti? Naturalmente “estremizzo” però devo dire che internet con il passare degli anni, mi ha dato modo, inizialmente partecipando a dei forum sui libri per poi iniziare a discuterne anche su fb, di conoscere e approfondire molti autori dei quali non conoscevo l’esistenza. Qualcuno potrebbe dire: “Ma si, però parli attraverso il pc con chi forse non incontrerai mai.” Va benissimo, è possibile che sia così, ma nel momento in cui su consiglio o spinta da pareri positivi vado a comprare il libro del quale ho parlato con una persona, a quel punto “do valore” a quel testo ma soprattutto alla persona con la quale ho discusso. Questo è un modo per “accorciare le distanze”, per aggiungere “qualcosa di umano” a questo mezzo così “freddo”.
E tutto ciò non significa anche far diventare “comune” una pratica individuale?
De

6) Come scegliete i contributi da far vedere ai vostri fan?

Ampia libertà in questo. Nel momento in cui l’amore per il libro e per tutto ciò che ruota intorno ad esso rimane il “fulcro” intorno al quale agiamo, qualsiasi scelta è ben accetta. Di base c’è il rispetto che vige tra di noi, ma anche per chi ci legge. Personalmente, ma credo di parlare anche per le mie compagne, non usiamo fare il “copia incolla” importato da altre pagine, più o meno note. All’interno della nostra bacheca proponiamo, giornalmente, quelle che sono le nostre letture, i nostri personali interessi, le nuove scoperte e ne parliamo come proposta da fare o consiglio da dare, ma anche da ricevere. Delle volte capita di scoprire un nuovo poeta e di esserne entusiaste e non vediamo l’ora di condividere con gli altri questa nuova scoperta, per il puro piacere di far conoscere, di “diffondere il bello”. Anche nella scelta delle immagini, ad esempio, da abbinare a dei brani o a delle poesie, c’è una piccola ricerca che fa “capolino” spesso nell’arte, nella fotografia, tra i disegnatori o anche tra i musicisti. Le scelte non sono mai casuali e hanno, quasi sempre, un filo logico, un intento che quando viene compreso e apprezzato è in grado di regalarci soddisfazione e gioia. In tutto questo, non dimentichiamo di dare spazio anche ad interessanti articoli di giornale riguardanti sempre l’argomento in questione, o che parlano di siti e pagine interessanti da consultare, da scoprire e conoscere. Si può spaziare in molti modi diversi e, per fortuna, in rete si può trovare di tutto. A noi resta la possibilità di selezionare ciò che è più vicino al nostro “sentire”.
De

7) Perché, nell’immensità delle pagine facebook, un appassionato di lettura dovrebbe scegliere la vostra?

Non saprei cosa rispondere a questa domanda. Io stessa vago inquieta tra le vie di Facebook alla ricerca di nuove pagine di lettura. Sento il bisogno di condividere con quanta più gente possibile la mia passione. Quindi, lungi dal tessere lodi indiscriminate della nostra piccola comunità che – di per sé è un luogo accogliente e brulicante di buonumore – sostengo che più pagine si frequentano, meglio è! Il confronto è un presupposto importante per la crescita di ciascuno di noi. Quindi, perché privarsi del piacere di scoprire nuovi libri confinandosi in una solo community? Siamo per la condivisione della conoscenza, non per il monopolio!
Lyn

8) Anche ScrivendoVolo ha una pagina facebook (https://www.facebook.com/scrivendovoloweb?fref=ts) e ne esprime un’altra intitolata “Leggere è Rock”. Pensate che la passione per la lettura sia ormai fuori tempo e fuori moda, o possa ancora rappresentare un valore aggiunto per ognuno di noi? Se sì, in che modo?

Parlare di moda quando si tratta di libri credo sia un po’ fuori luogo, anche se il mondo dell’editoria risponde a certe esigenze di mercato poiché tutto gira attorno alla circolazione del denaro. Non credo che la passione per la lettura possa definirsi fuori tempo o fuori moda, sono concetti che non riesco assolutamente a comprendere in relazione al libro. Sono però fermamente convinta che non si dia la giusta importanza alla funzione educativa che la lettura porta con sé. La società attuale fonda i suoi massimi princìpi sul consumo, giocando con la mente dell’uomo lo induce, attraverso mezzi potenti come la pubblicità, a desiderare il possesso sfrenato degli oggetti, predisponendolo all’accumulo compulsivo anche di cose inutili che di certo svuotano le tasche ma non arricchiscono l’animo. Molti sono convinti che l’acquisto di libri sia uno spreco di soldi, soprattutto gli adolescenti che così sono stati educati da questa società. Nel mondo dell’apparire è molto difficile affilare l’intelletto verso il miglioramento di sé, la funzione del libro viene quindi sminuita perché non è un ornamento estetico o un soprammobile, esso comporta il “sacrificio” di PENSARE: un atto molto pericoloso per il Sistema. Leggere non è solo un valore aggiunto per ognuno di noi, leggere è come respirare.
A.

9) Essendo espressione diretta di una realtà nata grazie alle nuove tecnologie, cosa pensate dei libri digitali?

Questa domanda è oggetto di numerosi dibattiti anche nel nostro Cortile, non ci sono mezzi termini nelle risposte che riceviamo. Per quel che mi riguarda non disdegno i libri digitali, anzi, li reputo utili in quanto costituiscono una buona alternativa per ovviare ai costi del cartaceo; inoltre, per loro natura sono grandi contenitori di libri, consentono un’ampia scelta anche quando si è lontani da casa. Però, se devo essere onesta, mi reputo una sostenitrice fedele e tenace del formato tradizionale. Ho bisogno di “toccare con mano” ciò che leggo, ogni singolo rito legato al libro di carta e di inchiostro – che sia carezzarne il dorso, odorarne le pagine, evidenziarne i brani particolarmente belli – è parte del mio essere lettrice, mi permette di creare un legame affettivo, indissolubile, con la lettura del momento. Quindi, pur apprezzando per certi versi il formato digitale, mi schiero a favore del formato classico, perché foriero di sensazioni che le nuove tecnologie non riescono a suscitare, perlomeno nel mio caso.
Lyn

10) Gli ultimi dati riguardo il numero di lettori, specie giovanissimi, sono sconfortanti, cosa pensate sia possibile fare per coinvolgerli maggiormente fin dalla tenera età?

In effetti, i dati non sono confortanti, spesso mi capita di ascoltare in libreria i commenti di molti ragazzini riguardo alcuni libri. Per tanti il libro è un “territorio sconosciuto e da evitare”. Avendo una figlia di 9 anni, posso dire, ad esempio, che la mia non è stata una scelta, né una strategia, semplicemente a mia figlia ho dato e cerco di dare e di portare quelle che sono le mie “passioni”, senza imporle naturalmente. Da piccolina, nel momento in cui dovevo scegliere se era più utile metterla di fronte alla tv oppure leggere insieme a lei un libro, anche quando era molto piccola, non avevo dubbi, sceglievo il libro. Un bambino che cresce in una famiglia dove vede dei genitori che leggono spesso, che lo portano in libreria per scegliere insieme dei libri, che si mettono accanto a lui, quando ancora non è in grado di farlo da solo, leggendo una fiaba ecc.. è un bambino che, molto probabilmente, un qualche interesse per il libro lo avrà. Una qualche curiosità e un certo piacere magari. Tuttora leggo con mia figlia dei libri “in comune”, naturalmente alla sua portata, ognuno di noi, a turno, legge un capitolo ad alta voce e così possiamo poi parlarne, posso spiegare le cose che non afferra per bene, alcuni termini. Non so se tutto questo possa essere una “strategia” valida, non è detto che non ci siano genitori che facciano anche meglio di me, senza ottenere grandi risultati con i propri figli. Certo è che non posso dire a mio figlio “leggi”, mentre io me ne sto tutto il giorno di fronte alla tv o a fare sempre altro. Non posso dire “leggi”, se non do a lui gli strumenti per capire ed apprezzare la lettura come forma di piacere personale, da ricercare e da amare. Strategie? Non saprei… Ci sono esempi da poter dare. Una strategia per far leggere qualcuno, senza che sia “espressa con passione”, non reggerà a lungo nel suo intento e per la lettura: ci vuole passione!
De

11) Quali sono gli obiettivi futuri che vorreste conseguire con la vostra fanpage?

Questa è una domanda difficile che mi tocca particolarmente. Il mio obiettivo futuro è un sogno: un Cortile reale, da toccare con mano. Mi piacerebbe creare un giornale letterario da gestire con le mie compagne di viaggio, perché questo loro sono per me. Credo che la nostra sintonia possa tramutarsi in qualcosa di tangibile e di meraviglioso. Mi manca l’odore della carta stampata, un posto in cui poter parlare senza l’odiosa tastiera che fa da ponte in questa distanza tra noi tre, visto che una di noi abita lontano. In passato ho espresso questo desiderio e proprio quando sembrava che qualcosa si stesse muovendo a nostro favore, un membro del Cortile ha abbandonato il timone. Avendo solo un contatto facebook non sono più riuscita a rintracciarlo ed ecco il lato brutto della virtualità: presenza-assenza legata ad uno schermo. Oggi abbiamo raggiunto un certo “equilibrio virtuale” ma non mi basta ed è troppo poco per chi, come noi tre, ama i libri nella loro materialità: dorso, copertina, odore… Per il futuro mi auguro una collaborazione reale, viva, che ci dia quella soddisfazione che una macchina non potrà mai dare.

A.

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