Approfondimenti Rivista — 03 dicembre 2013

James McBride sta avendo un anno eccellente, soprattutto per aver ottenuto il mese scorso il National Book Award, con il suo romanzo “The Good Lord Bird”. La trama parla di uno schiavo di 12 anni, dopo che John Brown gli ha ucciso il padrone; questo romanzo è stato premiato a sorpresa, dal momento che nessuno se lo aspettava. Ma molti dei destinatari degli ultimi premi sono stati una sorpresa, basti pensare al romanzo di Lily Tucy, “The News From Paraguay”, vincitore nel 2004. La maggior parte di questi romanzi sono radicati nella storia, sono colmi di storie passate, sia con personaggi reali sia di fantasia.

Eppure se dovessimo fare un sondaggio tra i lettori, quanti libri storici hanno letto e quanti sono piaciuti, i numeri sarebbero molto bassi; salvo per la trilogia di Hillary Mantel, “Thomas Cromwell”, il romanzo storico rimane comunque un sottogenere poco apprezzato nei circoli letterari.

“Song Yet Sung”, romanzo storico di McBride del 2008, che tratta di uno schiavo fuggitivo, che sperimenta visioni profetiche, ha ricevuto ben pochi riconoscimenti, soprattutto a causa del  tipo di romanzo. Ci sono voluti un paio di anni prima che quel libro fosse riconosciuto per la sua portata, solo una volta dopo che la società si era abituata a questo genere.

La popolarità, invece, di alcuni programmi come Boardwalk Empire, i Tudor, e in particolare Mad Man e Dowtown Abbey, ha dimostrato che le storie ambientate nel passato riescono ad essere un grande successo per la televisione – gli inglesi per esempio da anni trasmettono altri telefilm storici, come Mr. Selfridge, Call the Midwife, e The Hour; stessa cosa vale per l’America, dove la maggior parte di questi film iniziano, per poi sbarcare oltreoceano. Infatti i produttori americani hanno constatato che questa è una programmazione che funziona davvero molto bene: riescono a mettere insieme, una narrazione storica e una narrazione vera e propria, in cui i telespettatori sono appassionati alla trama, ma guardando il film, riescono anche a ricordare, o imparare dall’inizio, certi avvenimenti storici.

Per quale motivo i programmi televisivi storici riscuotono così tanto successo? È raro per un libro riuscire ad evocare un tempo passato e posizionare il personaggio nel modo più adatto, così come invece avviene in un film. Il più grande libro storico di tutti i tempi è ovviamente Guerra e Pace di Tolstoj, che è riuscito a trasmettere ogni singola emozione, e far quasi interagire il lettore con la trama stessa.

Senza l’aiuto visivo dei costumi, del set e gli attori, un racconto storico non riesce ad appassionare quanto un film, tramite cui puoi vedere, interpretare, immaginare e ricordare le diverse avventure e trame.

Riflessione: proviamo a pensare se le stesse trame dei programmi televisivi fossero scritte in un romanzo, avrebbero gli stessi lettori?

Francesca Macchiarini


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