News Rivista — 10 novembre 2012

E’ insolito venire a conoscenza che uno scrittore termina definitivamente la propria attività. Gli autori non appendono la penna al chiodo. E’ molto più probabile che lascino un romanzo incompleto nel cassetto e qualcuno dopo molti anni dalla loro morte lo scopre e ne fa la sua fortuna.

Invece Philip Roth ha detto basta. Houghton Mifflin, il suo editore, lo ha confermato.

Lo scrittore tante volte vicino al Nobel sembra convinto a lasciare una pratica che per tutta la vita ha determinato la forma e il ritmo dei suoi giorni.

Con Pastorale Americana del 1997 ha vinto il premio Pulitzer e due National Book Award.

Nell’intervista, rilasciata alla rivista francese Les Inrocks, P.Roth dice di aver sacrificato tutta la sua vita ed è ora di smettere. A 79 anni abbandona una passione ormai percepita come una gabbia, come un colore costante e predominante nei giorni che si lascia alle spalle. Nemesis è stato il suo ultimo romanzo.

Sarà difficile stare lontano dalla penna, o meglio dalla tastiera. Il foglio continuerà ad aspettare che le idee sporchino con le parole il nulla del bianco.

Non tutte le passioni sono eterne. Ma si prendono molto di noi e quando le lasciamo non ci restituiscono nulla. Quindi mutilati cerchiamo di sopravvivere e di riappropriarci di una vita che non conosciamo.

Sofia Di Giuseppe

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