Approfondimenti Rivista — 19 settembre 2013

I social media hanno velocizzato la diffusione delle notizie, facilitato la comunicazione, reso ogni messaggio più immediato grazie al linguaggio sentenzioso e diretto. Siamo fortunati perché possiamo interpretare ed inglobare una notizia molto più velocemente e facilmente, tutte le informazioni viaggiano senza filtri, spesso anche senza grammatica. Oltre a ricette lampo da fare in pochi minuti quando non si sa proprio cosa cucinare, a offerte imperdibili su viaggi e vestiario, a notizie false che circolano su Facebook per giorni e giorni, troviamo nei social delle notizie o dei consigli che qualcuno sceglie di postare “per il bene della società”.

Le ultime regolo d’oro vengono direttamente da Disney Pixar. La regista e sceneggiatrice Emma Coats ha raccolto in 22 punti tutto ciò che è riuscita ad imparare dagli illustri colleghi della Pixar e li ha poi condivisi su twitter con fans e appassionati. Si chiamano “Pixar story rules” e sono le nuove regole d’oro dello storytelling.

Le 22 norme si occupano di tutti gli elementi della storia a partire dal personaggio che, recita la regola numero uno: si ammira più per i suoi tentativi che per i successi. Le massime della Coats sono piuttosto insolite, stimolano a “giocare” con la storia, non sono consigliate a scrittori poco audaci come dimostra la numero sei: In cosa è bravo il tuo personaggio, con cosa si sente a suo agio? Gettalo al polo opposto. Sfidalo. Come reagirà?

Uno dei segreti è quindi quello di concentrarsi sul personaggio, renderlo qualcuno in cui il pubblico possa immedesimarsi facilmente, un idolo da seguire con ansia e trasporto. Chiedetevi: Qual è la posta in gioco? Dai al pubblico un motivo per tifare per il personaggio. Che cosa succede se non ci riescono? Fai un elenco delle possibilità.(#16).

Scorrendo tra i 22 semplici ma preziosi consigli risulta essenziale per la buona riuscita della storia l’immedesimazione nel pubblico-lettore. Certo questo non ci è nuovo, siamo noi stessi i primi ad essere spettatori attenti di storie che spesso vorremmo andassero in modo diverso. Eppure spesso dimentichiamo di stare dalla parte di chi guarda, e Emma Coats ci ammonisce: devi tenere a mente ciò che è interessante per te, come pubblico, non ciò che è divertente da fare come scrittore. Le cose possono essere bene diverse (#2).

Spesso però a deludere è il finale di una storia. Quante volte vi è capitato di andare al cinema, innamorarvi del film, dei personaggi, della storia e odiare quel finale deludente che sembrta essere stato preso da un’altra proiezione? Stando al principio numero 7 il finale andrebbe scritto prima di stilare tutta la storia, anche prima di sapere come si svolgeranno le vicende, per lo scrittore è la parte più difficile.

Un ottimo modo per creare qualcosa che ci soddisfi è partire proprio da ciò che non ci piace ad esempio, come recita la regola numero 20: prendi gli elementi costitutivi di un film che detesti. Come fai a riorganizzarli in qualcosa che ti piace?

L’elemento essenziale rimane comunque il significato della storia, quello che vogliamo raccontare e il motivo per cui lo stiamo facendo. Raccontando scegliamo di condividere una sensazione, l’essenza della storia è il motivo stesso che ci ha spinti a scriverla, un bisogno, un istinto che non sappiamo controllare. La storia è questione di tentativi gusti o sbagiati che siano, ragionati o azzardati, rispecchia la vita reale in tutto e per tutto, quella che viviamo o quella che vorremmo vivere. Per questo è essenziale partire da se stessi, conoscere se stessi e la differenza tra il fare del tuo meglio e l’agitarti soltanto (#18).

 

Gaia Schiavetti

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