Approfondimenti Rivista — 21 dicembre 2012

Da qualche settimana stiamo cercando di capire (e spiegare) chi, che cosa e in quale misura influenza il mercato editoriale. I consigli dei blog letterari, le recensioni di firme autorevoli, sono solo alcuni fenomeni latenti, ma tuttavia degni di essere rilevati. Dacché il nostro pare essere un Paese ancora un po’ lontano dal pieno sposalizio con il web, uno dei fattori che spingono il lettore all’acquisto di un certo libro piuttosto che un altro è il passaparola. Se ad esprimere gradimento è un “opinion leader”, tanto meglio. Se lo esprime tramite un social network in grado di raggiungere decine di migliaia di persone il libro vende centinaia di copie. Ecco, questo è un fenomeno rilevante, ma latente.

Poniamo adesso il caso, invece, in cui un opinion leader senta esso stesso la diretta necessità di diffondere il proprio pensiero, pubblicando un testo in un particolare momento storico. A quel punto sarà direttamente lui a cavalcare un certo momento favorevole per assicurarsi la risposta che cerca dal mercato editoriale.

È il caso della politica.

La rielezione del presidente degli Stati Uniti Barack Obama ne è un esempio lampante, tanto che Jason Pinter, dell’ HuffingtonPost.com, ha condotto una ricerca proprio sulle ricadute che un risultato politico del genere possa avere sul mercato editoriale.

Oltre ad Obama stesso, che ha già alle spalle due pubblicazioni (Dreams from my father e The Audacity of Hope ) per un totale di più di quattro milioni di copie vendute, e che si è quindi già creato un’immagine in grado di ricevere un certo feedback dal mercato editoriale qualora decidesse di pubblicare nuove opere, quello che sarà interessante analizzare sarà la “risposta” che il gruppo dei repubblicani offrirà alla debacle elettorale. Ci si aspetta nuove pubblicazioni da parte di Chirs Christie, Marco Rubio, Jeb Bush, Paul Ryan, Nikki Haley e Bobby Jindal soltanto per dirne alcuni.

La regola vuole che chi sta all’opposizione guadagni di più, e quindi pubblicazioni del genere muoveranno quasi certamente qualche milione di copie dagli scaffali delle librerie ai salotti delle case degli americani.

Oltre a questa che pare essere una dinamica ormai consolidata del mercato editoriale a stelle e strisce, c’è da tenere in considerazione l’opera di “rinnovamento politico” che alcuni membri del “gran vecchio partito” (quello repubblicano) stanno conducendo, per cercare di tenersi al passo con i mutamenti socio-politici del loro paese e riuscire a sposare le cause anche alle minoranze etniche dalle quali vengono osteggiati, e che si sono rivelate fondamentali per la determinazione dell’esito delle elezioni. Perciò è lecito aspettarsi delle pubblicazioni, da parte dei repubblicani sopra citati, contenenti argomentazioni di questo genere.

Dal canto loro poi, i democratici, avranno l’arduo compito di preparare il terreno per il post Obama, e quindi far conoscere le proprie idee e i propri programmi di continuità con l’amministrazione corrente sarà una preoccupazione non da poco.

A rappresentare un punto fermo in questo valzer di pubblicazioni, Nate Silver, che è riuscito a prevedere correttamente i risultati delle elezioni di tutti e cinquanta gli stati americani. Il suo blog, Five Thirty Eight, ha decuplicato il numero di visitatori e il suo libro è schizzato al secondo posto della classifica di Amazon.

Nessuno resterà sorpreso di vederlo presto in veste di autore di aspiranti best seller.

Share

About Author

scrivendovolo

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.