Approfondimenti Rivista — 15 febbraio 2014

I numeri sono drastici e calano ogni anno di più. I giovani non leggono. Non solo in Italia, ma in tutto il mondo la situazione è sempre la stessa. I motivi sono almeno quattro.

Tanto per cominciare proprio il gusto per la lettura, e quindi proprio il piacere di leggere è calato. Nel 2002 “leggere” era al terzo posto, dopo “fare sport” e “praticare un’attività artistica”, negli hobby che i giovani preferivano; nel 2010 è sempre al terzo posto, ma la percentuale ha uno scarto molto superiore rispetto alle altre due. Due anni fa invece passò al quarto posto, con uno scarto ancora superiore.

Il secondo motivo riguarda più una classificazione, ovvero: bisogna ricordarci che chi legge sono le femmine, le ragazze, non gli uomini. La femminilizzazione della lettura esiste da quando siamo piccoli, ma il vero scarto comincia all’età di 11 anni, quando quindi i ragazzi entrano alle medie. Dobbiamo sempre pensare che l’affermazione “i giovani leggono poco” è distorta, in quanto se pensiamo che quella percentuale riguarda maggiormente le ragazze, allora forse quelle cifre non sono poi così preoccupanti, se invece inseriamo in quella percentuale anche i ragazzi allora sì che diventano veramente disastrose.

Il terzo motivo è di tipo sociale. I giovani non pensano più che sia utile leggere, ‘cosa leggono a fare?’ ‘Perché leggono?’, Queste sono le domande che si pongono. I giovani adesso leggono perché lo devono fare, si sforzano a farlo, non trovano più nessun piacere.

Ultimo motivo, non meno importante, nel mondo d’oggi se si pensa lettura, la colleghiamo direttamente a lentezza, solitudine, attenzione, ma un’attenzione negativa perché forzata… si preferiscono le nuove tecnologie agli ‘insignificanti e vecchi libri’.

 

Ai giorni d’oggi chi è che legge un libro? Una mia prof.ssa dice “Se mi regalano un libro, io lo butto. Li odio, e pensare che prima li amavo”. Di fronte a questa frase sono rimasta sbalordita, perché non pensavo che una professoressa di Lettere potesse dire una cosa del genere; invece l’ha detta e tutt’ora la sostiene e la ribadisce perché è entrata dentro quel vortice della tecnologia che tutti conosciamo. Oggi possiamo leggere, scrivere, commentare, studiare, giocare, tutto con un solo mezzo.

Tutto questo multi-tasking però ci da solo l’illusione di essere simultaneamente collegati su più canali, di parlare con diversi amici; questo è comprovato anche da alcuni studi scientifici che affermano che grazie, o a causa, delle nuove tecnologie siamo sempre meno attenti e concentrati. Questo perché non sappiamo dove volgere lo sguardo, guardiamo in mille posti diversi in un solo minuto, senza però porre l’attenzione su uno solo di questi, ne guardiamo tanti, ma non ce ne ricordiamo nessuno.

Quindi, cosa dobbiamo fare per far ripartire i giovani a leggere?

Tanto per cominciare è importante che i libri siano fisicamente presenti, quindi in casa ci dovrebbero essere molti libri in modo che i ragazzi si sentano attratti, da un titolo, da una copertina, perché lo sappiamo bene che anche l’occhio vuole la sua parte. È importante che gli adulti leggano, perché se il ragazzo vede leggere il genitore, allora sarà più portato a farlo anche lui.

I libri devono essere presenti dove in realtà sono assenti, così come ha fatto una Ong francese, Atd Quart Monde, che ha messo dei volontari per strada, mentre leggevano, nello stesso posto nello stesso giorno della settimana. Così facendo, piano piano, si creava un appuntamento sempre più allargato tra giovani e meno giovani.

Altro fattore molto importante è l’età. Fin da piccoli i bambini devono avere la possibilità di entrare in contatto con i libri, che siano solo di figure o con canzoni, basta che siano dei libri.

Il libro per tornare ad essere quello che era, deve tornare a piacere, quindi a divertire. Non deve più essere sinonimo di solitudine.

In tutta Europa ci sono mille iniziative ogni giorno per cercare di riportare alla ribalta il libro, anche noi in Italia lo possiamo fare, a partire da questi piccoli, ma utili consigli. Nei Paesi Bassi si fanno delle gare di lettura ad alta voce, in Germania si è decisa la data per la giornata nazionale per la lettura. Sicuramente chi non legge oggi non leggerà domani.. ecco che bisogna muoverci a creare nuove generazioni di ragazze e ragazzi con la passione nella lettura e la voglia di condividere i diversi piacere che essa regala con gli altri.

Francesca Macchiarini

Share

About Author

scrivendovolo

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.