News Rivista — 30 dicembre 2012

C’era stato clamore all’annuncio del progetto “Pubblico” e se n’è parlato fino alla sua fondazione ufficiale il Settembre 2012. Ora a tre mesi dalla prima uscita se ne discute ancor di più ma in questo caso sull’immagine del giornale non c’è la luce della nascita bensì l’ombra della fine. Il 28 Dicembre 2012 l’Assemblea dei redattori di “Pubblico”si è dichiarata in sciopero ed ha bloccato l’edizione del giorno successivo. Perchè? Ai 30 dipendenti tra giornalisti e poligrafici è stata annunciata la chiusura dei battenti e quindi l’inevitabile licenziamento. L’interruzione delle pubblicazioni avverrà dal 1º gennaio 2013, così ha annunciato l’amministratore delegato Tommaso Tegarolo in un’assemblea convocata per trovare possibili soluzioni alla crisi di “Pubblico”.

I dipendenti non ci stanno e pubblicano una dichiarazione sul sito del giornale in cui sottolineano l’indecenza della situazione in cui si trovano considerando il fatto che l’azienda non solo fallisce a soli 3 mesi dall’uscita in edicola ma sembra che”non abbia, in un lasso di tempo così breve, nemmeno la liquidità per pagare a tutti i suoi lavoratori le spettanze maturate” . Nel documento pubblicato l’Assemblea dei redattori chiede di rivalutare la decisione di chiusura e di “tentare le strade non ancora percorse per rilanciare questa azienda” per la quale hanno deciso di “lasciare posti e stipendi sicuri”. La denuncia dei dipendenti è chiara anche se già la vita breve del quotidiano parla da sè.

Gaia Schiavetti

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