Approfondimenti Rivista — 15 novembre 2013

Vi è mai successo di acquistare libri a modici prezzi e accorgervi, durante la fase di lettura, di errori nell’impaginazione o di eccesso di refusi? A me è capitato con un’edizione “leggi e getta” del Grande Gatzby di Francis Scott Fitzgerald, comprata qualche mese fa in un supermercato a 0,99 centesimi: giunto al terzo capitolo, il libro rinizia da capo, per interrompersi nuovamente allo stesso punto e riprendere la narrazione dal capitolo 6.

Inconvenienti di questo tipo non sono affatto rari quando il prodotto ha un costo decisamente sotto la media. Per essere sul mercato con prezzi così competitivi, la casa editrice deve necessariamente operare dei tagli che, nei casi più sfortunati, incidono sulla qualità del prodotto.

Di solito, edizioni come quelle “leggi e getta” fanno parte del repertorio di strategie di cui l’editore si serve per pubblicizzare il proprio nome e accrescere la clientela; tuttavia, quando la cura individuata non risponde alle aspettative, l’effetto può ritorcersi contro: poche cose infastidiscono un bibliofilo come l’interruzione di una lettura, proprio quando la storia sta entrando nel suo vivo!

Così come la casa editrice, anche l’autore stesso ha a disposizione una serie di espedienti per promuovere la sua attività. Con la diffusione capillare di internet e l’avvento dell’era della digitalizzazione, il più comune concerne la distribuzione di ebook gratuiti. Solitamente è possibile effettuare il download del testo inviando un tweet, iscrivendosi a qualche newsletter o registrandosi sul personale sito dello scrittore. Le tre tecniche funzionano in automatico: dopo aver condiviso il link sui principali social network e aver fornito la propria adesione sul portale web, il sistema rimanda a una pagina che permette di scaricare l’ebook o leggerlo direttamente online.

Se in termini economici, lo scrittore sembra compiere una remissione, poiché il suo lavoro non ottiene alcun compenso, di fatto la diffusione del suo nome in un circuito così vasto qual è internet costituisce la migliore pubblicità che possa ottenere e senza dispendio di denaro. Per un autore esordiente che desidera entrare nel mirino di qualche rinomata casa editrice, pubblicare racconti, saggi o addirittura interi libri digitali sul web è un passaggio quasi obbligatorio: costituisce esperienza, permette di farsi conoscere nel settore, consente di giungere di fronte all’editore con un seguito non indifferenti di lettori.

Anche l’autore può, tuttavia, incorrere in errori che potrebbero costargli cari: l’utilizzo di formati non adatti e poca cura nella presentazione del prodotto (scelta della copertina, definizione dell’indice, uso sbagliato degli strumenti di impaginazione…) infastidiscono il lettore, che potrebbe scegliere di non proseguire la lettura o, peggio, sconsigliarla con commenti negativi nel cyberspazio (su social network, blog, forum…).

Quando si pubblica un libro, sia esso cartaceo che digitale, la qualità è importante tanto nel contenuto, quanto nella forma: ignaro dei dettagli della trama e dello stile di scrittura dell’autore esordiente, il lettore sceglie, tra tanti, il libro che lo ispira di più sulla base di elementi che sono puramente formali. Il titolo, la copertina, la cura nell’impaginazione. D’altra parte, l’estetica è il primo indicatore di quanto la casa editrice e l’autore abbiano creduto in quel progetto: l’impegno impiegato per presentare un libro è, in un certo senso, direttamente proporzionale a quello speso per darlo alla luce. Un prodotto di qualità, inoltre, è indizio del rispetto per il lettore. Considerare i lettori una massa indiscriminati di acquirenti a cui propinare i propri libri è controproducente. I lettori sono clienti, forse i più esigenti del mercato: come qualsiasi altro compratore, essi hanno aspettative che devono essere soddisfatte; più di qualsiasi altro compratore amano i loro acquisti. I libri sono, per essi, tesori da conservare e pregi da sfoggiare.

Alessandra Flamini

 

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