Approfondimenti News — 10 gennaio 2013

Siamo abituati a pensare allo scrittore “esordiente” come ad una persona di poco più di vent’anni – massimo trenta – solitamente spiantata, con grandi sogni, speranze ed una grande voglia di raccontare una storia.
Sbagliato. Da un recente sondaggio fatto si è scoperto che in particolare proprio negli USA, la maggior parte dei nuovi scrittori ha un’età media di 50 anni ed oltre.
Oltre a suscitare stupore per l’età rilevata, questo studio ha fatto scoprire che la maggior parte di queste persone scelgono di auto pubblicarsi, cioè di non ricorrere alla tradizionale mediazione con un editore. Il “self publishing” si basa sulla presenza di siti o piattaforme online dove l’autore può mettere in vendita il proprio libro dopo averlo creato. Ci può essere il passaggio nelle librerie – specialmente se il libro diventa un successo telematico – ma il più delle volte tutto viene svolto in rete.
Bowker – informatore per il mercato editoriale – ci dice che questo fenomeno negli ultimi tempi è in costante crescita, per una cifra record del 287% in poco più di quattro anni (dal 2006 al 2011).
Perché queste cifre? Forse perché i canali classici non sono abbastanza aperti – vuoi per la crisi economica che rende più cauti nell’investire in nuovi prodotti, vuoi per la scelta di mantenere una linea più “conosciuta” – o magari perché il percorso è troppo lungo, poco soddisfacente. Wikipedia stima che i libri auto pubblicati siano almeno il triplo rispetto a quelli che passano nelle mani di un editore, cosa che abbiamo già potuto osservare per quanto riguarda il giornalismo, ormai prevalentemente online e gestito non da grandi testate ma spesso da singoli – blog, pagine face book – o da piccoli gruppi.
Resta da capire come mai straordinariamente siano gli over 50 a gestire questo fenomeno e non la cosidetta generazione 2.0, quella abituata a considerare il computer ed internet come una specie di terzo braccio. Sarà per via di una voglia di riscatto? Per mettersi alla prova arrivati alla metà della vita?
Quello che è certo è che la letteratura, di carta o e-book, editoriale o auto pubblicata, resta sempre un fenomeno ricco di sorprese e di innovazioni, destinato a continuare vitale nel tempo.

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