Il concetto chiave è di quelli detti e ridetti. Repetita iuvant, però. E allora anche da “Più libri più liberi” la questione torna sotto i riflettori: l’editoria si trova ad affrontare un mercato in cambiamento e deve dunque evolversi e intraprendere nuovi canali di vendita. L’opera non può essere più considerata solo come testo cartaceo, ma come un elemento di base da inserire in un quadro di sottoprodotti: eBook, app-mobile, pubblicazioni on-line e tutto ciò che offre il digitale.

La soluzione del digitale non è sostitutiva del cartaceo, piuttosto è una possibilità per l’editore per minimizzare costi e aumentare la visibilità, mantenendo sempre le giuste cautele. Infatti il rischio di scomparire nel mare magnum delle opere è alto, tanto per lo scrittore, quanto per l’editore, specialmente se piccolo e indipendente.

L’equilibrio giusto può essere mantenuto se si persegue lo scopo di integrare il proprio magazzino di libri con un certo numero di contenuti da poter pubblicare in digitale. L’opera perde in parte i vincoli della fisicità, per liberare i contenuti e renderli visualizzabili in formati diversi, in qualunque posto e occasione. Ciò è possibile grazie all’ausilio di piattaforme create appositamente per facilitare la gestione della distribuzione del prodotto.

L’editore può organizzare i contenuti in modo facile e rapido e commercializzarli agevolmente nei diversi canali di vendita (Google play, Amazon Kindle, Kobo, IBS). Dunque non avrà più un unico modo di rapportarsi con il distributore, ma ne avrà diversi a seconda del canale scelto e, in base a questo, apporre determinati adattamenti.

Questo compromesso è davvero conveniente? Qual è il modo giusto per aumentare la distribuzione a un costo sostenibile? Secondo Paolo Ongaro, direttore generale di Gruppo Meta, società di editoria digitale, la soluzione è proprio quella di rendere i contenuti digitali e uniformare i processi di produzione. Dopo una fase iniziale di organizzazione dei contenuti, la pubblicazione ne sarebbe facilitata e soprattutto si avrebbe la possibilità di inserire sempre nuovi aggiornamenti. In più, una volta che i costi di produzione sono stati ammortizzati, si avrà anche la possibilità di pubblicare i contenuti che hanno solitamente un mercato più basso.

L’utopia, perché di questo si tratta, sarebbe quella di raggiungere un solo sistema editoriale e un solo sistema di rapporto con gli utenti. Sebbene la questione venga ripetuta all’infinito in ogni occasione possibile, infatti, anche la “risposta” che ne scaturisce è più o meno sempre la stessa. La morte del libro è ancora lontana e il digitale, per ora, per quanto comodo e dinamico, non soddisfa totalmente le esigenze dei lettori.

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