Approfondimenti Rivista — 12 dicembre 2012

Scrivere una biografia è una cosa, che, prima o poi, capiterà di fare a tutti noi. Potrebbe essere per un curriculum, per una breve presentazione di un progetto svolto, per candidarsi per qualche opportunità o per moltissime altre cose. Ovviamente, per ciascun motivo la biografia dovrebbe essere diversa, progettata appositamente per far colpo sulle persone a cui è destinata. Scrivere per un curriculum o per il retro di copertina del proprio primo romanzo è effettivamente ben diverso!

Fondamentale è capire a chi ci si sta rivolgendo: è il pubblico della rete che sta leggendo un blog? Oppure è quello cartaceo, che per decidere se comprare o no un libro si affida alle poche parole scritte nel retro di copertina per presentare l’autore? In entrambi i casi una regola è sempre valida: attirare l’attenzione centrando l’argomento. Un retro di copertina dovrebbe assolutamente menzionare lavori letterari passati, mentre la biografia di un cantante sul suo blog dovrebbe enunciare altri lavori, luoghi dove ha suonato, collaborazioni e quella di un atleta dovrebbe riportare altezza, peso, vittorie ecc. Ovviamente ciò non deve impoverire la cosa, rendendola arida ed impersonale, ma serve esclusivamente a selezionare gli aneddoti. (Esperienze particolarmente divertenti, che magari riescono a strappare un sorriso ai lettori, vanno aggiunte, ma con moderazione! Non si faccia diventare la propria presentazione uno show comico o si potrebbe incappare nell’antipatia del pubblico.)

Parlando di cose un po’ più tecniche, solitamente la biografia va scritta in terza persona: suona più oggettiva, meno “di parte”, come se l’avesse scritta un’altra persona (ed in realtà dovrebbe essere proprio così, visto che non stiamo parlando di “autobiografia”, ma ovviamente non possiamo assumere un giornalista ogni volta che dobbiamo presentarne una a qualcuno). Inoltre non vanno mai omessi particolari fondamentali, quali la professione i il percorso di studio, i campi di interesse ed eventuali premi e riconoscimenti. Lo stile deve essere accattivante, bisogna far affezionare i lettori alla figura che viene presentata, far venir loro voglia di conoscere in prima persona quel personaggio, di farsi un’idea sulla sua personalità o perlomeno di comprare il suo libro.

Dalla biografia sul retro di copertina: “Daniel Pennac, professore di francese in un liceo parigino, è autore della serie di romanzi di straordinario successo centrati sulla figura di Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio, e della sua colorita famiglia, tutti editi da Feltrinelli tra il 1991 e il 1999. Pennac ha vinto il Premio internazionale Grinzane Cavour ‘Una vita per la letteratura’ nel 2002”.

Vedete? C’è tutto: nome, professione, dettagli del suo lavoro e premi vinti, il tutto infarcito di simpatia, incuriosendoci e facendoci venire voglia di approfondire la sua sua conoscenza.

E, prima di inviarla, mi raccomando rivedete il tutto! Strafalcioni grammaticali non sono ammessi, pena l’esclusione immediata da qualsiasi candidatura di lavoro, scaffale di libreria o pagina web.

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