News Rivista — 03 luglio 2013

In una delle città simbolo della ricchezza culturale italiana, una ricchezza talmente preziosa da essere non soltanto inestimabile, ma anche imperitura, può capitare che ci si voglia recare da un capo ad un altro per fare la spesa, e durante il tragitto si debba passare per comodità ed evocatività, in un luogo dall’alto valore simbolico come Ponte Vecchio a Firenze. Ebbene, i fiorentini che lo scorso sabato hanno avuto un’idea simile, hanno trovato transenne e guardie private ad impedire il passaggio sul ponte.

Come mai? Il simbolo di Firenze è stato affittato, nel vero senso della parola, dalla Ferrari per per una cena privata legata a una manifestazione organizzata dal cavallino, la Cavalcade 2013, per cui da Maranello avrebbero sborsato 100mila euro per l’occupazione del suolo pubblico e altri 20mila per il restauro di un monumento.

«Lo abbiamo fatto, lo rifarei, lo rifaremo», perché «si tratta di un’iniziativa che ha portato un milione di indotto alla città»: lo ha detto ieri Matteo Renzi, sindaco del capoluogo toscano, parlando a margine del consiglio Comunale per rispondere ai cronisti che gli chiedevano un parere sulle polemiche scoppiate in seguito a tale decisione

Secondo Renzi, «il sindaco di una città deve fare delle scelte: già in passato Ponte Vecchio è stato lasciato tutti gli anni ai gioiellieri per una cena, ma oggi non se lo ricorda più nessuno. A Roberto Cavalli per una sfilata, a Lucio Dalla per una meravigliosa serata in ricordo di Benvenuto Cellini. Tutte queste cose sono state fatte dalle precedenti amministrazioni. Noi questa volta abbiamo anche chiesto soldi, perché ci sembrava naturale chiedere un fracco di soldi. Abbiamo chiesto 120mila euro: chi dice che è poco, chi dice che è tanto, per due ore di cena, ma secondo me vale la pena. In più porti la top clientela di Ferrari a Firenze per fare iniziative. In un mondo dove le città fanno a gara per accaparrarsi chi ha potere di spesa, anche Firenze è importante che lavori in questa direzione».

Gli abitanti dell’ex-capitale d’Italia si sono divisi nel valutare positivamente o meno questa iniziativa del sindaco.

È domenica che le polemiche sono divampate, aprendo un solco tra commercianti contro e a favore: «Il Comune ci aveva avvisato molto tempo fa – ha spiegato la titolare di una gioielleria del ponte che sceglie l’anonimato – Ci è sembrata una bellissima iniziativa, e abbiamo aderito. Chi fa polemiche è contro Renzi, e coglie qualsiasi occasione per attaccarlo». Un’altra orafa, Anna Maria Formigli, la pensa diversamente: «È successo un macello, i fiorentini non potevano passare, noi non si lavorava. Questa iniziativa è stata organizzata male, perché si dovevano mettere cartelli per avvisare le persone». Un’altra: «Così non si fa, perché il ponte, come le altre strade della città, non è proprietà privata del Comune. Il Comune è stato irrispettoso». Il titolare di una bancarella di souvenir proprio a metà di Ponte Vecchio, Dino Nucci, era invece favorevole: «In un momento di crisi come questo, se il Comune prende soldi e li investe in strade, asili e altro, io sono d’accordo».


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