News Rivista — 28 agosto 2013

Da scrittrice, cosa suggerirebbe ai lettori (e agli “addetti ai lavori”) per riuscire concretamente, nel proprio piccolo, a diffondere e promuovere la lettura e l’amore per i libri?”

Si fa volentieri ciò che si ama, ciò che incuriosisce, ciò che sembra accessibile. L’amore per la lettura dovrebbe essere un contagio positivo, una moda che non si spegne, un passaparola che raggiunge anche e soprattutto chi ancora deve scoprire quanto bello, utile e appassionante sia leggere. L’amore trascina e si diffonde, ricordiamolo. Se amo leggere e so parlarne, se regalo libri ogni volta che posso, se mi faccio vedere con il libro in mano dalla famiglia, dagli amici, dai colleghi, dagli sconosciuti in treno, metropolitana, autobus aiuto la promozione della lettura. Se ho amore, gioia quando descrivo le mie letture posso motivare anche gli scettici e conquistare lettori in più (per tutti i libri, non alludo ai miei).

L’esempio di chi scrive e’ fondamentale. E l’accessibilità anche: libri nella forma e nei luoghi più vasti, linguaggio adeguato alla popolazione, argomenti vari, diversi, che incontrino tutte o quasi le sensibilità. Essere aperti all’evoluzione della gente, provare a raggiungere i gruppi di persone più difficili e disinteressati: la vera sfida non può essere conquistare chi già ama leggere, ma chi magari al solo pensiero di leggere si annoia. Molto fa il linguaggio, il mio approccio nella scrittura segue l’idea di Carver: se qualcuno leggendomi non capisce io ho fallito!

Gli scrittori hanno una grande responsabilità nella promozione della lettura e dovrebbero essere esempio per chi li segue: non alludo alla promozione dei propri libri, ma alla diffusione dell’amore, della passione per la lettura. Poche cose sono tristi come la constatazione che alcuni scrittori non leggono, purtroppo qualche volta accade. Lo scrittore dovrebbe mostrare il proprio amore per la scrittura anche nella forma di lettura: incontrare uno scrittore che legge molto e ne parla rappresenta un esempio positivo, un rinforzo, un senso ulteriore per chi esita o non ha ancora deciso se e cosa leggere. Lo scrittore può contribuire alla diffusione della lettura leggendo a sua volta, e parlandone, partecipando agli eventi e rendendosi disponibile. Usando i “nuovi” media, anche. Nel rispetto delle scelte di ciascuno, ho deciso tanto tempo fa di comunicare, diffondere, divulgare: voglio avvicinarmi e non allontanare, essere in mezzo alla gente per provare ad allargare il mondo dei lettori. A costo di perdere in “fascino culturale”: la ritrosia dello scrittore non mi appartiene, credo che esista una responsabilità di amore per i libri propri e altrui, e tale responsabilità diventa contributo attivo al livello culturale medio della popolazione. Per questo, per esempio, mi batto per la presenza dell’interpretazione LIS (lingua dei segni italiana) agli eventi letterari:  che a tutti arrivi l’opportunità di leggere e scoprire i libri, poi decidano in libertà.

Un suggerimento agli editori? Accessibilità, accessibilità, accessibilità. Prezzi, forme di pubblicazione diverse e varie, offerta di titoli adeguata e promozione reale. Eventi che cambino insieme ai tempi e tengano conto di ciò che oggi funziona e ciò che invece sembra obsoleto.”

MariaGiovanna Luini

Share

About Author

scrivendovolo

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.