News Rivista — 22 febbraio 2013

Come avevamo avuto modo di segnalare giorni fa sul nostro portale, le organizzazioni sindacali dei rivenditori di quotidiani e periodici, Snag-Confcommercio, Sinagi affiliato Slc-Cgil e Usiagi-Ugl avevano indetto uno sciopero del settore che si sarebbe tradotto nella chiusura delle edicole in programma i prossimi 24, 25 e 26 febbraio. Proprio in queste ore però, il Sinagi, il sindacato degli edicolanti affiliato a Slc Cgil, ha comunicato la scelta di rinviare ad altra data lo sciopero. Ad annunciarlo è Massimo Cestaro, segretario generale Slc Cgil: “La decisione è maturata dopo l’incontro col Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro che, in una nota, riconosce il ruolo di servizio pubblico svolto dalla categoria nel garantire il pieno rispetto dell’art. 21 della nostra Costituzione.”

Appare non più rinviabile – aggiunge Cestaro – un confronto che dovrà avvenire rapidamente col nuovo governo, teso a definire regole certe per tutto il sistema dell’informazione, dalla carta stampata all’informazione digitale, all’emittenza pubblica e privata; dal mercato pubblicitario alla regolazione dei conflitti di interesse”.

A questo proposito ha avuto sicuramente un certo peso la presa di posizione di Pier Luigi Bersani, candidato premier del Partito Democratico e considerato, sondaggi alla mano, il favorito per la corsa alla poltrona di Palazzo Chigi. ”Domenica 24 e lunedì 25 febbraio – ha dichiarato in una nota Bersani – gli italiani votano per rinnovare il Parlamento e il governo del Paese. È un passaggio decisivo per la democrazia. In questo contesto, anche se conosco e riconosco i problemi sollevati dagli edicolanti, faccio loro appello perché rinviino lo sciopero e la protesta fissati per quegli stessi giorni. Il governo in carica li ha convocati. La crisi strutturale e congiunturale dell’editoria e più in generale dell’intera filiera dell’industria dell’informazione dovrà essere al centro dell’attenzione anche del nuovo esecutivo.
In tale cornice è evidente che sarà affrontato anche questo problema. Li invito dunque a una riflessione sull’opportunità di mantenere la protesta in giorni così importanti per la vita del Paese”.

Parole gradite dal segretario generale di Slc Cgil, che a questo proposito ha concluso: “Se il nostro paese avesse già norme e regole su un terreno così delicato com’è quello dell’informazione anche la vendita di La7 avrebbe sollevato molti meno dubbi. Pertanto, apprendiamo con favore la nota del candidato premier, Pierluigi Bersani che, proprio in relazione allo sciopero degli edicolanti rileva che l’intera filiera dell’industria dell’informazione dovrà essere al centro dell’attenzione del nuovo esecutivo”.

 

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