News Rivista — 06 febbraio 2013

Ripensare il concetto di cultura collocandolo in un sistema organico di integrazione con altre realtà, valorizzandole tutte al tempo stesso. Audiovisivo, cultura, sport e creatività tutto insieme.

È questa la proposta avanzata dall’economista Flavia Barca, esperta di contenuti, broadcasting e pianificazione strategica, coordinatore dell’Istituto di Economia dei Media – Iem della Fondazione Rosselli. Da un punto di vista puramente strategico, questa, più che una proposta, viene considerata una vera e propria necessità, come spiega la stessa Flavia Barca: “La Commissione europea ha presentato, il 26 settembre 2012, il Piano strategico di valorizzazione delle industrie culturali e creative che stabilisce definitivamente il legame strategico tra audiovisivo e cultura e il ruolo dell’abbinamento creatività-cultura come elementi fondamentali di crescita economica e di identità dell’Unione Europea”.

E proprio dall’Unione Europea partirà un programma comunitario, denominato Europa creativa, che prevede lo stanziamento di 1,8 miliardi di euro, ripartiti nel periodo 2014-2020, per finanziare la cultura, l’audiovisivo, le industrie culturali e creative. Per poter beneficiare di questa possibilità occorre quindi ripensare l’intero modello di governance della cultura italiana, troppo frammentato, policentrico, e poco trasparente sotto il profilo della gestione.

Questo concetto di “comparto integrato”, come ribadisce Flavia Barca: “ diventerà una delle chiavi di volta dell’intero sistema economico, strumento non solo di stimolo e promozione di filiere integrate tra loro ma anche di rilancio, ripensamento e valorizzazione dei piani economici nazionali”. C’è necessità, dunque, di cambiare gli strumenti di coordinamento di queste attività in modo da ricondurre a una visione unitaria e integrata le politiche di intervento nella cultura e nella comunicazione. 

Nel resto d’Europa c’è già chi si è adoperato per non restare indietro. In Gran Bretagna il Department for Culture, Media and Sport (affidato al Segretario di Stato Maria Miller) ha deciso di allargare le sue competenze dall’arte alle industrie creative, incluso lo spettacolo e la moda, approdando allo sport, al turismo, alla tutela della libertà di stampa, al patrimonio storico e naturale. In Francia il ministero della Cultura, guidato da Aurélie Filippetti, ha tre indirizzi: Patrimonio, Media e industrie culturali, Creazione artistica: quindi dall’archeologia e dal patrimonio museale alle industrie culturali, all’audiovisivo e alla stampa.

Anche e soprattutto in Italia c’è quindi la necessità di provvedere in tempo alla formazione di enti ad hoc, o all’ampliamento delle funzioni di quelli attuali, per potenziare la promozione del Made in Italy, gli incentivi alle start-up creative, i contributi allo spettacolo e al cinema, l’innovazione tecnologica, le politiche di internazionalizzazione

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