Libri — 21 settembre 2016

Ritrovati i 1.400 libri rubati dalla biblioteca del Reparto di Cardiologia dell’Ospedale di Cattinara-Trieste. Il ladro, un triestino di 65 anni, è stato denunciato dalla polizia per furto aggravato continuato. Le indagini erano state avviate dopo la denuncia, presentata dalla direzione dell’Azienda Sanitaria triestina, per la sparizione di centinaia di volumi dalla biblioteca del reparto di cardiologia. Gli agenti – anche grazie alla collaborazione del personale sanitario e di alcuni pazienti – sono riusciti a identificare l’autore dei furti avvenuti a più riprese e sempre più frequenti.

Nella sua abitazione è stata eseguita una perquisizione al termine della quale sono stati trovati e sequestrati tutti i 1.400 libri che l’uomo “collezionava” con cura. In suo possesso anche altri libri non rubati dalla biblioteca di cui bisognerà appurare la provenienza. La biblioteca dell’ospedale di Cattinara era stata voluta dalla direzione e dal personale del reparto per migliorare l’accoglienza e l’assistenza dei pazienti. I furti dei volumi avevano suscitato un movimento di solidarietà per cui alla biblioteca sono stati regalati nel frattempo numerosi altri volumi.

Il furto, comunque, rappresenta un doppio crimine, poiché le capacità biblioterapiche dei volumi sono ormai riconosciute a livello scientifico. Sottrarre un libro a un degente, dunque, significa negargli la possibilità di una ripresa più rapida e spensierata. Questa è la definizione che dottoressa Rosa Mininno, fondatrice del primo sito di biblioterapia italiano, aveva dato dalle colonne di Cultora al termine biblioterapia:

“È una tecnica integrata alla psicoterapia. Complessivamente si tratta di un percorso scelto e guidato da un esperto, che conosce tanto la letteratura quanto le dinamiche psichiche. Il paziente si immedesima e si confronta con testi e personaggi che poi vengono sviluppati. Esistono comunque due accezioni di biblioterapia: una è clinica e viene applicata in psicoterapia, l’altra è educativa e formativa e consente un coinvolgimento di più attori, tra cui biblioteche, associazioni ecc. al fine di creare una sinergia culturale importante, un circolo virtuoso nel tessuto sociale che porti al confronto e alla crescita collettiva”.

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