più libri più liberi Rivista — 06 dicembre 2012

Spesso si sente parlare di rivoluzione digitale confinando il discorso all’attività editoriale di pubblicazione dei testi, quindi diverso formato, diverso tipo di distribuzione e diverso target di consumo. Ma il “salto” nel web riguarda anche un’altra importante realtà del panorama culturale: le riviste. Il confronto con il web a cui devono sottoporsi è fatto di incognite non meno di quelle con cui devono fare i conti le case editrici. Barbara Casalini, della piattaforma “Torrossa”, il giornalista Vittorio Cielo, Rosario Garra, il caporedattore di Reset Alessandro Lanni e due luminari come il professor Gino Roncaglia, filosofo e saggista e il professor Sergio Ristuccia, Presidente del Consiglio di Scienze Sociali dal 1991, si sono confrontati sulle modalità di diffusione delle riviste culturali nel web. Tra le questione sollevate, da segnalare la necessità di inserire nelle riviste contributi in inglese per renderle appetibili a diversi paesi al di fuori del nostro, e di abbandonare alcuni dei concetti appartenenti al vecchio modo di impostare le riviste cartacee, come ad esempio il rispetto di una certa periodicità. Le parole d’ordine più utilizzate sono state “condivisione, “vendita on demand”, “open content”. In virtù dell’importanza e dell’attualità delle tematiche, i concetti chiave verranno ripresi e ampliati prossimamente.

Daniele Dell’Orco

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