News Rivista — 23 settembre 2013

Altra tegola su Mondadori dopo quella, ben più grave, del famoso “lodo”. E tegola importante anche su Roberto Saviano e sulla sua reputazione. Già, perché nessuno toglierà mai a Saviano il merito di aver scritto un best-seller di successo mondiale, a meno che non si dovesse scoprire tra qualche decennio il “doping” per scrittori. Ma di certo una macchiolina sulla sua fama resterà.

Dopo la sentenza di primo grado, che aveva premiato Saviano e la Mondadori, è arrivata, puntuale, la condanna della Corte d’Appello di Napoli.

Una multa di 60 mila euro, più le spese legali che però, a livello simbolico, costa molto di più. Perché “illecita riproduzione” è un accoppiamento di parole piuttosto difficili da leggere con superficialità. E se un’accusa del genere piove su una di quelle che viene spesso considerata un’opera letteraria e giornalistica monumentale, la macchiolina rischia di diventare un neo importante.

Saviano ha inserito in “Gomorra” tre articoli pubblicati dai giornali locali “Cronache di Napoli” e “Corriere di Caserta” in cui non erano indicati i nomi degli autori dei tre articoli, della casa editrice Libra scarl e delle testate da cui sono stati tratti. Tant’è che, stando alla sentenza d’Appello, nelle edizioni di Gomorra dovranno ora essere riportati.

Fin da subito, ossia dal 2008, Saviano si è difeso parlando di “autonoma attività creativa dell’autore”, e sostenendo che le fonti di cronaca fossero di pubblico dominio.
Una leggerezza, si dirà. Ma è risaputo che per essere grandi le leggerezze non sono ammesse. Perché la differenza tra un grande e uno semplicemente bravo è proprio che un grande non commette leggerezze, non lascia nulla al caso e non accetta alcuna macchia sul frutto del proprio lavoro.

Nel caso di Saviano le macchie sono ben tre e corrispondono ai titoli non menzionati degli articoli “plagiati”: “Il multilevel applicato al narcotraffico”, “Ore 9: il padrino lascia la ‘sua’ Secondigliano” e “Boss playboy, De Falco è il numero uno”.
Lo scrittore ha già annunciato che farà ricorso in Cassazione.

Purtroppo appare palese che l’Italia sia diventata un posto in cui si è “colpevoli fino a prova contraria”, e in parte proprio Saviano ha contribuito ad acuire questa tendenza, quindi, in attesa del responso della Cassazione, lo scrittore napoletano viene declassato da “grande” a “bravo”.

Redazione


Share

About Author

scrivendovolo

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.