Rivista — 07 ottobre 2013

Due pesi e due misure. Accade talvolta che l’accusatore si trasformi in accusato, il moralizzatore in colpevole. Se fossimo in un paese serio… quante volte abbiamo sentito utilizzare – talvolta a sproposito – questa frase?

Se fossimo un paese serio come minimo Saviano cesserebbe le sue collaborazioni con giornali, televisioni, riviste, perchè per un giornalista o uno scrittore copiare intere pagine di un proprio libro senza citare la fonte in un paese serio è un fatto gravissimo.

Se poi all’accusa si somma una condanna in tribunale per plagio il fatto diventa rilevantissimo.

Saviano con questa vicenda sintetizza tutti mali italiani condannati a parole – ma evidentemente non a fatti – nei suoi articoli. Presunta furbizia e incapacità di assumersi le proprie responsabilità.

Su Facebook, a proposito della condanna per plagio, ha scritto:

Neanche due pagine su di un totale di 331. Ricorrerò in Cassazione. Anche se si tratta dello 0,6 per cento del mio libro, non voglio che nulla mi leghi a questi giornali”.

Possono essere anche due righe, non è una questione di lunghezza ma di sostanza. Ammettendo il suo errore Saviano avrebbe per lo meno dimostrato di assumersi le proprie responsabilità dote rarissima nel nostro paese.

Concludo con le parole di Massimiliano Parente, giornalista cultura de Il Giornale:Saviano sulla condanna per plagio: «Erano solo due pagine». Non mi dite che erano proprio quelle due scritte bene”.

Chapeau.

Francesco Giubilei

@francescogiub

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L’articolo è l’editoriale della pagina “Scrivendo Volo” dedicata all’editoria che esce tutti i venerdì sul quotidiano “La Voce di Romagna” in vendita in tutte le edicole romagnole e online a 1 euro su: www.lavocediromagna.com

 

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