Approfondimenti Rivista — 11 dicembre 2013

Volendo accennare ad alcuni incontri insoliti con i libri, questo articolo rischia di essere lievemente aneddotico; ciò non toglie che la natura stessa dell’incontro casuale ed inaspettato sia conforme all’aneddoticità, e che resti quindi nel giusto spirito.

E’ un’usanza non del tutto sconosciuta quella di costruire in alcuni luoghi pubblici delle biblioteche di libero scambio, che invitano a prendere in prestito un libro per riportarlo indietro, o magari ad aggiungerne uno. E’ l’intento del Book-Swapping, lo scambio di libri, una pratica sempre più popolare che ha anche siti dedicati, come il più noto BookMooch (http://bookmooch.com/ mooch significa bighellonare, andare a zonzo, vivere a scrocco). Solitamente queste biblioteche si trovano in bar, caffetterie, nei bagni estivi, in luoghi dove la base di fiducia è la clientela. Non rientrano nella casistica le biblioteche, dove nessuno potrebbe stupirsi di incontrare dei libri.

Anche in biblioteca tuttavia può capitare di fare incontri inaspettati: alcune universitarie infatti offrono uno scaffale con “Libri Omaggio”, da prendersi e tenersi.  Sono per lo più giacenze di magazzino e solitamente non si tratta di libri di grande o riconosciuto valore, ma nascondono talvolta letture specialistiche di discreto interesse, anche solo antiquario. Come tra le bancarelle dell’usato si possono nascondere tesori, così quegli angolini possono sporadicamente rivelarsi delle miniere: perciò, aguzzate la vista.

Un incontro particolare con dei libri è stato anche quello proposto da una libreria di Amsterdam:  “A Blind Date with a Book” (Un incontro al buio con un libro), una trovata geniale nella sua originalità. Alcuni libri venduti impacchettati, con sulla carta scritti alcuni aggettivi che diano un’idea vaga del contenuto: il coraggio sta nel lanciarsi nell’acquisto alla cieca, facendosi ispirare un po’ dalle parole, un po’ dal caso. E’tra l’altro un buon modo di regalare un libro senza prendersi troppe responsabilità ( andrebbe aggiunto come consiglio alla lista di regole su come regalare un libro).

Altro tipo di iniziativa è quella delle Librerie degli Onesti di Pontremoli, in Lunigiana (http://www.libreriedeglionesti.it/chisiamo.htm ). Qualche carrello, disseminato in vari punti del borgo, che permette di lasciare e prendere libri a proprio piacimento. Anche lì un’offerta arricchita dal baratto e dalle donazioni, che ne fanno un incontro insolito e piacevole con la letteratura.

Volendo terminare questa breve lista con un museo, gratuito, si deve citare di certo il Librarium di Bruxelles, il Museo sulla storia del libro e dello scritto. Per nulla pubblicizzato, è situato all’interno della biblioteca reale dl Beglio, sul Monts des Arts (http://brusselsmuseums.be/en/museum/109-librarium-royal-library-of-belgium ), ed è un commisto ben costruito di innovazione e storia. Accanto a vecchissimi volumi, geroglifici, pagine scritte, strumenti di scrittura, si scorrono giornali, fumetti, stampe, il tutto arricchito da materiale multimediale. Ci sono persino degli schermi touch per scorrere le informazioni, ma anche delle sovrapposizioni digitali di immagini davvero ben fatte (ad esempio, la Lettrice di Fragonard sfuma nella fotografia di una moderna lettrice nell’identica posa, o la statuetta di uno scribano egizio nella foto di un uomo che scrive al pc).

Tutti questi spunti per dire che spesso i libri sono dove, o come, meno te li aspetti: possono essere un incontro quotidiano che arricchisce e fa riflettere, suggerendo che benchè i libri nascano dalla realtà, il lettore si nutra anche di meta-letteratura.

Chiara Piotto

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