Approfondimenti Rivista — 13 novembre 2013

L’idea che ciò che leggiamo possa influenzare le nostre relazioni interpersonali e capacità emotive non è nuova. Studi precedenti hanno correlato i vari tipi di lettura al livello di empatia e sensibilità delle persone. Ma la conclusione tratta dall’ultimo studio in proposito di Scienze Magazine ci dice qualcosa di più.

É stato scoperto che dopo aver letto un testo di letteratura, piuttosto che un saggio o un libro di facile lettura, le persone migliorano le loro interazioni sociali, sono più empatiche e sviluppano maggiormente la loro emotività – abilità messe a dura prova quando ad esempio si prova a leggere il linguaggio del corpo di qualcuno o si valuta cosa l’interlocutore pensa. I ricercatori hanno spiegato che ciò accade perché la letteratura lascia molto all’immaginazione, incoraggiando il lettore ad interagire con i personaggi ed essere sensibile alle sfumature e alla complessità del romanzo, non a una lettura passiva.

I ricercatori, psicologi sociali della “New School for Social Research” di New York, hanno reclutato i soggetti attraverso il maggior fornitore di materiale di lettura: Amazon.com. Per allargare il campo dei partecipanti, oltre ai soliti studenti di college, hanno utilizzato il servizio Mechanical Turk di Amazon, dove le persone si iscrivono per guadagnare qualche soldo con lavori che richiedono poco tempo.

Uomini e donne compresi tra i 18 e i 75 anni sono stati scelti per cinque esperimenti. Sono stati pagati pochi dollari per leggere dei testi per qualche minuto. Ad alcuni sono stati dati degli estratti di opere di grandi romanzieri (come Don DeLillo e Wendell Berry) . A qualcun altro sono stati dati bestellers come “Gone Girl” di Gillian Flynn, un romanzo rosa di Rosamunde Pilcher o un racconto scientifico di Robert Heinlein.

In un altro esperimento, alcuni dei partecipanti hanno ricevuto estratti di saggistica.

Dopo aver letto i testi, i partecipanti hanno preso parte a test computerizzati che hanno misurato l’abilità dei soggetti di decodificare emozioni o a prevedere le reazioni di un individuo in una particolare circostanza. In una delle prove, chiamata “Leggere la mente attraverso gli occhi”, è avvenuto questo: i soggetti hanno osservato trentasei paia di occhi e scelto tra quattro aggettivi quello che li rappresentava maggiormente.

In finale, la vera, grande scoperta messa in luce da questo studio è dimostrare che esiste un collegamento tra gli effetti diretti -quantificabili misurando quante risposte giuste o sbagliate le persone hanno dato nei test- e letture che avvengono per pochi minuti.

I ricercatori -Emanuele Castano, professore di psicologia, e il dottorando David Comer Kidd- hanno scoperto che le persone che leggono romanzi hanno avuto risultati migliori rispetto agli altri tipi di lettori.

Questo si è rivelato vero anche quando i soggetti hanno dichiarato di non aver apprezzato particolarmente i testi affrontati.

I lettori di romanzi hanno ottenuto un punteggio migliore rispetto a quelli di saggistica, mentre quelli che hanno letto i best-seller “commerciali” hanno commesso tanti errori quanti quelli delle persone che non leggono.

In questo tipo di romanzi (commerciali) l’autore ha il controllo, e il lettore un ruolo passivo.” ha aggiunto Mr. Kidd. Al contrario, nella grande letteratura, in Dostoevskij ad esempio, “Non c’è una singola voce. Ogni personaggio presenta una versione differente della realtà, e non è necessariamente collegata ad un’altra. Come lettore bisogna partecipare attivamente a questa dialettica, che è quello che si deve fare anche nella vita di tutti i giorni”.

La letteratura popolare sembra essere concentrata solo sulla trama. I personaggi sono intercambiabili e solitamente stereotipati a seconda del contesto”.

Redazione

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