Approfondimenti Rivista — 15 luglio 2012

Un gesto basilare come scrivere con la penna sta davvero rischiando di uscire quasi definitivamente dalle nostre vite? Secondo un sondaggio pubblicato sul proprio sito internet dal celebre quotidiano britannico “Daily Mail”, la maggior parte degli adulti del Regno Unito ha avuto modo di impugnare per l’ultima volta una penna,in media, sei settimane fa! Il dato diventa ancor più sconcertante quando si va ad osservare che due terzi tra i duemila interessati hanno utilizzato la biro soltanto per appuntare brevi frasi che, a distanza di pochi giorni risultano indecifrabili, o per disegnare piccoli scarabocchi. Il sondaggio, ovviamente, non prende in considerazione i ragazzi che, in attesa della sempre più probabile e completa digitalizzazione del mondo scolastico, godono ancora della possibilità di scrivere a mano. Del resto, per le ultime generazioni, la penna rappresenta lo strumento principale attraverso il quale poter ricordare e rivivere tutte le proprie esperienze vissute sui banchi di scuola. Come dimenticare0 ,infatti, le pagine dei quaderni a righe che andavano riempite con vocali e consonanti ai tempi dell’ora di grammatica italiana alle elementari, i terribili e temutissimi segni rossi con i quali le professoresse di latino correggevano le versioni, oppure ancora la mano tremante e la penna nera che sembrava proprio aver deciso di scioperare durante la prima prova della maturità. Lo scrivere a mano ,infatti, ha sempre rappresentato un’esperienza molto più complessa di quanto si possa credere, è un gesto che coinvolge più sensi e attiva diverse aree celebrali. Non può esserci nessun paragone tra il ripetitivo “tic” della tastiera, il freddo touch-screen di tablet e smartphone ,per quanto utilissimi possano essere,e l’odore dell’inchiostro che, al leggero e caldo tocco tra la punta della penna e la carta, come per magia dà vita a parole, storie, emozioni e sensazioni sempre diverse. La stessa grafia, che mette in evidenzia il carattere e le inclinazioni proprie dello scrivente, verrebbe del tutto annichilita nel caso in cui venissero utilizzati i soli recenti strumenti tecnologici. Una tipica attitudine del nuovo millennio,  probabilmente a volte sbagliata, è proprio quella di affidarsi, spesso in maniera quasi completamente cieca alle nuove innovazioni, rilegando così in secondo piano strumenti e gesti che accompagnano l’uomo da secoli e secoli e che, non possono essere radicalmente sostituiti ma integrati con i nuovi strumenti. Tuttavia, romanticismo a parte, bisogna sottolineare anche come amanti e sostenitori della scrittura a mano, spesso, per ragioni professionali, di comodità, velocità e praticità ricorrono a notebook e tablet vari…..del resto anche questo articolo che sostiene la scrittura a mano è stato scritto con i “tic” della tastiera come sottofondo!

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scrivendovolo

(5) Readers Comments

  1. Belle parole, certo, peccato solo che “attitudine” non sia sinonimo di “atteggiamento” e che “rilegare” sia abbastanza diverso da “relegare”.

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