Rivista Scrivere Donna — 22 gennaio 2013

Cristina Bove è la prima poetessa che intervistiamo per il nostro progetto Scrivere Donna e siamo felici di farlo a pochi giorni dall’uscita della sua nuova silloge poetica “Mi hanno detto di Ofelia”, edita da EdizioniSmasher.

– Quando hai deciso di scrivere e perché?

Scrivo seriamente da quasi cinque anni, da quando cioè sono libera dalla cura assidua della famiglia, i figli ciascuno per la loro strada.

Scrivo perché è un modo di esternare pensieri ed emozioni, ricordi e vicende che hanno lasciato il segno nella mia vita.

 

– Che tipo di libri leggi normalmente?

In passato ho letto moltissimo e un po’di tutto, romanzi, saggi su argomenti scientifici e filosofici, anche storici, ma oggi le mie preferenze vanno alla poesia.

 

– Hai mai preferito un libro a un altro per il genere dell’autore?

Mai, per me conta l’argomento e lo stile nonché la competenza con cui è svolto.

 

– Hai mai avuto la sensazione che il tuo essere donna potesse, in qualche modo, ostacolare/favorire la tua passione per la scrittura?

Fino a pochi anni fa avevo qualche difficoltà a imporre i miei tempi da dedicare alla scrittura.

Stranamente non ho avuto le stesse remore da parte dei familiari, quando dipingevo o mi dedicavo ad altre forme artistiche.

 

– Ritieni esista e sia individuabile una scrittura al femminile?

Secondo me esistono soltanto buoni livelli di scrittura, che sia maschile o femminile poco importa, purché i fatti siano verosimili e ben documentati, e che tutto l’insieme sia organico, interessante, scorrevole.

 

– Ritieni esista un pregiudizio nei confronti di un’autrice da parte dei lettori uomini?

In passato sì, ma attualmente mi pare che sia limitato a discipline di storica pertinenza maschile, scienza, sociologia, medicina, ecc… purtroppo, come in tutte le altre attività artistiche o lavorative, c’è ancora chi pensa che l’intelligenza maschile sia superiore a quella femminile.

 

– Hai mai avuto la sensazione di una preclusione editoriale nei confronti delle donne?

Ho poca esperienza in merito, io scrivo soprattutto poesia, e in questo campo, sì, noto una maggiore attenzione ai poeti rispetto alle poetesse, ma è probabile che questo dipenda dalla eccessiva autoreferenzialità, con relativa proliferazione di case editrici più o meno serie, dal cui giro però non mi pare siano escluse le donne.

Nella narrativa è invece evidente: diventa famoso l’autore che pubblica con gli editori in grado di sponsorizzare e dare tutta la visibilità mediatica di cui dispongono.

 

– Storie d’amore nei romanzi, pensi sia una roba da donne? Assolutamente no, le più grandi storie d’amore le hanno scritte uomini, Shakespeare, Goethe, Rostand, Tolstoj e tanti altri fino ai contemporanei, Pasternak, Márquez, Murakami, e la lista potrebbe continuare se la mia memoria e questo spazio lo permettessero.

 

– Esiste un pregiudizio nei confronti della cosiddetta narrativa rosa? E, se sì, come si manifesta?

Penso che non venga considerata troppo dall’olimpo letterario, probabilmente perché non è ritenuto possibile scrivere storie romantiche innestate in contesti sociali ben definiti, storicamente e culturalmente attendibili, dove la fantasia è supportata da lessico adeguato e abilità d’inveramento.

 

– È possibile, a tuo parere, una collaborazione tra scrittrici così come si configura tra scrittori nella creazione di movimenti letterari (New Italian Epic o TQ, per esempio)?

Può funzionare, quando le affinità intellettive si compensano e s’incontrano su piani di conoscenza e interessi comuni.

Un felice esempio sono Laura Costantini e Loredana Falcone, entrambe dotate di versatilità e fantasia, tanto che le loro storie sono perfettamente ambientate in luoghi e tempi, tutto seriamente documentato.

In rete ho trovato la coppia Cesarina Bo e Mirella Zucchegna. Ce ne saranno sicuramente altre, ma non ho approfondito.

 

 

– Molte donne lamentano la difficoltà di dedicarsi quanto vorrebbero alla scrittura e i sensi di colpa per la necessità di trascurare altre cose. Tu come ti poni?

Confesso che ne soffro anch’io, e che vorrei, oltre a una stanza tutta per me, di woolfiana acquisizione, anche la libertà di dedicarmi interamente alla scrittura.

Spesso dietro un uomo che scrive o si dedica all’arte c’è una donna che provvede alle sue necessità e alla cura della casa.

Per una donna è possibile solo se tanto ricca da potersi permettere di pagare chi se ne occupi al posto suo.

 

 

– Cosa ne pensi dei fenomeni editorial-marketing degli ultimi anni e della fruizione soprattutto femminile che li caratterizza?

Come ho detto in precedenza, non sono molto addentro alla questione, ho solo notato che le donne si lasciano suggestionare spesso dal guru di turno, e che le case editrici ne traggono vantaggi.

 

– Laura Donnini, nuovo direttore generale Edizioni Mondadori, ha annunciato che ci sarebbero molte autrici a lavoro per sfornare trilogie erotiche in linea con la moda soft-porn o mom-porn. Come ti porresti davanti alla proposta di entrare nel ciclo produttivo?

Non la riterrei una cosa riprovevole anche se io non racconterei storie di questo genere e nemmeno mi interessa leggerle. Ma è giusto che chi si cimenta abbia le stesse chances di chi scrive su altri argomenti.

Mi pare che nella letteratura non manchino donne che hanno dedicato il loro ingegno all’eros, ottenendo notorietà e profitto.

 

– Pubblicare purché sia è un principio da perseguire?

No, il contrario. Ora che si può usufruire dell’autopubblicazione c’è anche un’alternativa.

 

– Come ti poni davanti al dilagare dei fenomeni editoria a pagamento, print on demand o self-publishing?

Sgomenta! C’è una perdita d’identità dello scrittore, del poeta, a solo vantaggio di stamperie improvvisatesi case editrici.

Devo però precisare che non conosco bene le cause di questo fenomeno, riesco solo a capire che il nostro paese pullula di scrittori a fronte di pochissimi lettori.

Per me che devo alla lettura tutta la mia formazione culturale, è una cosa inaudita.

 

– Cosa ritieni che possa far la differenza nell’attirare un lettore: copertina, titolo, autore personaggio, passaggio televisivo o D’Orrico che si innamora di te?

La prima risposta che darei è: la qualità della scrittura.

Ma poi, riflettendo, penso che, se non l’insieme di tutto questo, almeno la parte che riguarda il processo editoriale sia determinante.

 

– Quali tuoi buoni propositi salterebbero davanti a un improvviso successo?

Davvero non lo so. Non posso ipotizzare un cambiamento personale tale da rendermi molto diversa da come sono adesso.

 

– Sei autrice del bestseller del momento, tradotta nel mondo, milioni di copie: togliti uno o più sassolini dalla scarpa.

Certamente farei uno sberleffo a tutti gli editori che l’hanno rifiutato.

 

 

– Scrittore/scrittrice preferito/a vivente e motivazione.

Non dico di amici, che pure apprezzo moltissimo, per ovvii motivi.

In questi ultimi tempi ho letto con piacere Melania Mazzucco alla quale attribuisco tutte le qualità di scrittura sopra elencate.

Stephen Hawking per la semplicità con cui tratta gli argomenti della sua scienza, offrendo anche a chi non ne ha conoscenza adeguata, il modo di comprenderla.

 

– Scrittore/scrittrice vivente che non riesci ad apprezzare e perché.

Mi si permetta di glissare la domanda, non leggo molto ultimamente, a meno che non sia sollecitata da curiosità e interessi specifici.

 

– Parlaci del tuo ultimo lavoro e fornisci un motivo per cui dovremmo leggerlo.

Si tratta di un romanzo, in parte autobiografico.

Potrebbe interessare perché scritto da una donna scampata a violenza e dolorose vicissitudini, compreso un suicidio (non “tentato” ma messo in atto, perché non si pensa di sopravvivere a un volo dal quarto piano).

E per le successive vicende del passaggio di una donna, oggi settantenne, attraverso conquiste sociali, personali, artistiche.

E la vittoria sul tempo che pareva le fosse stato negato.

 

 

Puoi fornirci un link che rimandi alla possibilità di acquisto? Grazie

Certo, http://www.edizionismasher.it/cristinabove.html

e sono io che ringrazio di questa opportunità.

In stampa per la Smasher Edizioni

Mi hanno detto di Ofelia
di Cristina Bove

CollanaORME DI POETI

ISBN 9788863000511

10,00 euro (+ 2,50 euro spese spedizione)

Contatto per l’acquisto Edizioni Smasher

 

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