Sto leggendo il libro di Laura Bonalumi “La bambina dai capelli di luce e vento” (Fanucci). Un romanzo per ragazzi, ma non solo. L’editore dice che i romanzi così si definiscono crossover, ma conta poco. Conta una bella scrittura, la voglia di raccontare, la capacità di farlo appassionando il lettore e un’idea originale. Questa:

Viola ha undici anni. Undici fotografie di fiocchi di neve, undici pesci rossi, undici coperte di pile, undici palle di vetro con la neve, undici cappelli e ventidue guanti. Vive con la sua famiglia ‘a metà’ in una grande città dove nevica spesso. Ha una sorella sedicenne, e i genitori appena separati.

Non ha tanti amici Viola, a scuola si sente inadeguata, a casa trascurata; non ha il cellulare, la Nintendo DS e nemmeno la PlayStation. Viola però ha una passione decisamente originale: la neve.

Legge libri sulla neve, conosce più di 100 modi in lingua eschimese per dire neve, poesie, enciclopedie, e non si separa mai dalla sua lente d’ingrandimento perché… il fiocco perfetto potrebbe cadere da un momento all’altro!

Pochi giorni prima di Natale, Viola trova sull’autobus un fermaglio per capelli a forma di fiocco di neve, lo prende, lo porta con sé e lo studia… ma a un certo punto si rende conto che solo lei può vederlo. Perché a tutti gli altri è invisibile? Quale mistero avvolge quel piccolo fermaglio?

Il romanzo è acquistabile in libreria o qui: http://www.ibs.it/code/9788834721261/bonalumi-laura/bambina-dai-capelli.html

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E adesso andiamo a conoscere l’autrice:

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– Quando hai deciso di scrivere e perché?

 

Dopo la nascita della mia prima figlia, Margherita. Lasciata la carriera di art director, ho provato a scrivere. Leggendo molto mi chiedevo: perché no? Perché non io?

E così la prima sfida con un romanzo che definirei: rosa.

 

– Che tipo di libri leggi normalmente?

 

Per rilassarmi: Camilleri e Vitali. Per ‘riflettere’: Severgnini. Per sognare: romanzi ambientati in luoghi freddi, nordici.

 

– Hai mai preferito un libro a un altro per il genere dell’autore?

 

Certo. Difficilmente leggo libri gialli; di conseguenza non mi soffermo, per la mia scelta, sul genere. Sicuramente avrò perso molte cose… ma la lettura deve essere un piacere ed è una scelta altamente soggettiva.

 

– Hai mai avuto la sensazione che il tuo essere donna potesse, in qualche modo, ostacolare/favorire la tua passione per la scrittura?

 

Non mi sono mai posta questa domanda e non ho mai fatto una riflessione sull’argomento.

Leggendo la domanda, adesso, direi che una passione, vera, nasce e cresce indipendentemente dal sesso, dall’età, dalla professione o dalla formazione di ciascuno di noi.

 

– Ritieni esista e sia individuabile una scrittura al femminile?

 

Sì. Faccio fatica a leggere un romanzo scritto da un uomo, dove si raccontano emozioni femminili: che ne sa, lui? Io, e forse è un mio limite, non riuscirei mai a fare il contrario. Passatemi il paragone: come quando stai partorendo e il ginecologo – maschio – pretende di sapere come ti senti e COSA senti. Che ne sa, lui?

 

– Ritieni esista un pregiudizio nei confronti di un’autrice da parte dei lettori uomini?

 

Il lettore, se lettore vero, fa una scelta in base ai suoi gusti, alle emozioni che sta cercando: mi piace pensare e sperare che i pregiudizi siano molto lontani dalle sue motivazioni.

 

– Hai mai avuto la sensazione di una preclusione editoriale nei confronti delle donne?

 

No.

 

– Storie d’amore nei romanzi, pensi sia una roba da donne?

 

No. Gli uomini sanno vivere e raccontare storie d’amore bellissime e molto intense. A patto che poi, le facciano ‘vivere’ nei loro libri, a personaggi maschili.

 

– Esiste un pregiudizio nei confronti della cosiddetta narrativa rosa? E, se sì, come si manifesta?

 

Parliamo di narrativa ‘leggera’?

Assoluto rispetto da parte mia.

Penso però, che ci sia un po’ di pregiudizio nei confronti di questo tipo di pubblicazioni, perché giudicate meno intense, forse meno strutturate nel linguaggio e nella costruzione. Pensiero che non condivido.

Come sempre è una questione di gusti: questo genere ha un suo pubblico. E che pubblico!

 

– È possibile, a tuo parere, una collaborazione tra scrittrici così come si configura tra scrittori nella creazione di movimenti letterari (New Italian Epic o TQ, per esempio)?

 

Perché no?

La trovo una bellissima idea.

 

– Molte donne lamentano la difficoltà di dedicarsi quanto vorrebbero alla scrittura e i sensi di colpa per la necessità di trascurare altre cose. Tu come ti poni?

 

I sensi di colpa nascono quando sai che stai facendo qualcosa di sbagliato.

Scrivere è sbagliato?

Coltivare le proprie passioni è un reato?

Poi, è ovvio che bisogna sempre fare come gli equilibristi: evitare di cadere o di fare cadere gli altri. Difficile, ma con un buon esercizio, possibile.

 

– Cosa ne pensi dei fenomeni editorial-marketing degli ultimi anni e della fruizione soprattutto femminile che li caratterizza?

 

Purtroppo non ho mai letto nulla che rientrasse in questa categoria. Da ex pubblicitaria, penso e credo che, solitamente i prodotti lanciati per moda, per creare forti pressioni sul mercato, quindi grandi vendite, seguono poi il classico ciclo di vita. Che è una curva, che ha un grande picco, ma anche, una grande discesa.

 

– Laura Donnini, nuovo direttore generale Edizioni Mondadori, ha annunciato che ci sarebbero molte autrici a lavoro per sfornare trilogie erotiche in linea con la moda soft-porn o mom-porn. Come ti porresti davanti alla proposta di entrare nel ciclo produttivo?

 

Non è il mio genere.

 

– Pubblicare purché sia è un principio da perseguire?

 

No. E la mia storia ne è la testimonianza.

 

– Come ti poni davanti al dilagare dei fenomeni editoria a pagamento, print on demand o self-publishing?

 

All’inizio, può aiutare. Vedere il proprio manoscritto trasformarsi in libro, carica. Ma non appaga. Studiare, lavorare per migliorare e faticare – molto – affinché qualcuno creda in te. E se vali, qualcuno crederà in te.

 

– Cosa ritieni che possa far la differenza nell’attirare un lettore: copertina, titolo, autore personaggio, passaggio televisivo o D’Orrico che si innamora di te?

 

Tutto! La copertina e il titolo sono il biglietto da visita. Importanti e determinanti. Il resto è pura pubblicità e, la pubblicità è l’anima del commercio!

 

– Quali tuoi buoni propositi salterebbero davanti a un improvviso successo?

Nessuno.

 

– Sei autrice del bestseller del momento, tradotta nel mondo, milioni di copie: togliti uno o più sassolini dalla scarpa.

 

Sono felice. Troppo felice per pensare a chi non ha importanza.

 

– Scrittore/scrittrice preferito/a vivente e motivazione.

 

Vitali e Camilleri: con loro, il mondo reale si sposta e si ferma.

Mattia Signorini: i suoi romanzi sono lunghe poesie.

 

– Scrittore/scrittrice vivente che non riesci ad apprezzare e perché.

 

Tanti.

Tante.

Ma la lettura è soggettiva. L’abbiamo già detto.

 

 

http://www.ibs.it/code/9788834721261/bonalumi-laura/bambina-dai-capelli.html

 

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