le interviste Rivista Scrivere Donna — 18 aprile 2013

 

Il romanzo d’esordio di Giordana Ungaro uscirà il prossimo 15 maggio per Editori Riuniti GDS. E noi l’abbiamo intervistata per primi.

 

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– Quando hai deciso di scrivere e perché?

 

Ho sempre scritto, già da piccola amavo mettere nero su bianco i miei pensieri però mai ho sentito la creatività dar vita ad un vero e proprio romanzo fino a cinque anni fa. In quel periodo, segnato da un drastico e doloroso cambiamento, ho affrontato gli scheletri riposti nel mio armadio interiore scoprendo che, dietro a quel metodo liberatorio, si celava invece un talento. Urlando su carta ciò che avevo dentro ho trasformato allegoricamente le emozioni, sia positive che negative, e le esperienze passate e presenti, in una storia, creando così il mio primo romanzo (ancora inedito al momento), da quel giorno non ho più smesso.

 

 

 

 

 

– Che tipo di libri leggi normalmente?

 

Mi definisco onnivora, leggo romanzi di ogni genere, biografie e trattati di psicologia e filosofia, due argomenti che mi affascinano molto.

 

 

 

– Hai mai preferito un libro a un altro per il genere dell’autore?

 

Prediligo l’horror ma la risposta è no, non è il genere che rende un libro più interessante di un altro ma la capacità dello scrittore di catturare il lettore pagina dopo pagina. Ho sempre sostenuto che gli scrittori di talento riescano a rendere avvincente qualsiasi cosa, anche la lista della spesa.

 

 

 

– Hai mai avuto la sensazione che il tuo essere donna potesse, in qualche modo, ostacolare/favorire la tua passione per la scrittura?

 

Assolutamente no, il talento non ha sesso.

 

 

 

– Ritieni esista e sia individuabile una scrittura al femminile?

 

Si, anche se sta nel talento dello scrittore scindersi e divenire egli stesso il personaggio narrante o di cui si narra, quindi essere uomo, donna o bambino a seconda dei casi, tuttavia l’impronta del femminile di una scrittrice rimane sottointesa, le donne sono introspettive e riflessive nei ragionamenti, gli uomini invece semplici e pratici.

 

 

 

 

 

– Ritieni esista un pregiudizio nei confronti di un’autrice da parte dei lettori uomini?

 

Il pregiudizio fonda le proprie basi sull’ignoranza ed essa non discrimina in base al sesso ma in base a presunzione, ego, invidia, odio … veleni che inquinano l’animo sia maschile che femminile.

 

 

 

– Hai mai avuto la sensazione di una preclusione editoriale nei confronti delle donne?

 

No, all’editore importa poco il sesso dello scrittore, ciò che conta è la capacità di scrivere.

 

 

 

– Storie d’amore nei romanzi, pensi sia una roba da donne?

 

No, forse vengono snocciolate e descritte in modi diversi ma le storie d’amore sono presenti negli scritti come nella vita di entrambi i sessi, senza distinzioni.

 

 

 

– Esiste un pregiudizio nei confronti della cosiddetta narrativa rosa? E, se sì, come si manifesta?

 

Si, come sopracitato le basi dei pregiudizi sono ignoranza e presunzione e già di per se l’appellativo “narrativa rosa” è ingannevole e lo cataloga come prettamente femminile. Il talento di uno scrittore va al di là del proprio genere narrativo, se l’individuo non preclude la lettura in base ad esso ne avrà la consapevolezza, prescindendo si rimane nell’ignoranza del non sapere.

 

 

 

– È possibile, a tuo parere, una collaborazione tra scrittrici così come si configura tra scrittori nella creazione di movimenti letterari (New Italian Epic o TQ, per esempio)?

 

Niente è impossibile, al massimo può essere improbabile o difficoltosa, la rivalità femminile non è un mito ma una realtà.

 

 

 

– Molte donne lamentano la difficoltà di dedicarsi quanto vorrebbero alla scrittura e i sensi di colpa per la necessità di trascurare altre cose. Tu come ti poni?

 

Io, al contrario, mi sento in colpa quando trascuro la scrittura. Scrivendo stacco dal quotidiano, entro in contatto con la mia parte intima e sfogo le emozioni trasformandole in creatività. Ho imparato a ritagliare sempre tra gli impegni il tempo da dedicare alle mie passioni e scrivere è una di esse.

 

 

 

– Cosa ne pensi dei fenomeni editorial-marketing degli ultimi anni e della fruizione soprattutto femminile che li caratterizza?

 

Da scrittrice e lettrice onnivora e curiosa quale sono non manco mai di leggere il, per così dire, ‘fenomeno letterario del momento’ che, la maggior parte delle volte, risulta a mio parere deludente rispetto all’aspettativa creata. Questi fenomeni ardono di un fuoco intenso ma breve e, se la sostanza letterale scarseggia, finiscono in fretta nel dimenticatoio assieme ai loro autori. La società tende a seguire la corrente mediatica e il bombardamento pubblicitario che ne consegue arrivando a concepire essi stessi come una moda e non come romanzi e, si sa, le mode passano. La fruizione femminile che li caratterizza potrebbe essere una strategia di marketing oppure un dettaglio del tutto casuale ma, per prendere una posizione in merito, bisognerebbe fare uno studio più approfondito. Propendo in buona fede per la casualità.

 

 

 

– Laura Donnini, nuovo direttore generale Edizioni Mondadori, ha annunciato che ci sarebbero molte autrici a lavoro per sfornare trilogie erotiche in linea con la moda soft-porn o mom-porn. Come ti porresti davanti alla proposta di entrare nel ciclo produttivo?

 

Non amo scrivere su di un tema a richiesta quindi direi di no, a meno che esso stesso non sbocci spontaneamente dalla mia creatività ma… “mai dire mai”.

 

 

 

– Pubblicare purché sia è un principio da perseguire?

 

E’ soggettivo, ciò che si deve perseguire sono i propri sogni.

 

 

 

– Come ti poni davanti al dilagare dei fenomeni editoria a pagamento, print on demand o self-publishing?

 

Con indignazione, raggiri e sfruttamento sono la base di queste frodi speculative in cui ci si imbatte di continuo rischiando ingenuamente di farsi abbindolare magari frustrati dai continui rifiuti o, peggio, dai silenzi prolungati delle case editrici. Se si crede in sé stessi bisogna armarsi di perseveranza e pazienza, mai svendersi.

 

 

 

– Cosa ritieni che possa far la differenza nell’attirare un lettore: copertina, titolo, autore personaggio, passaggio televisivo o D’Orrico che si innamora di te?

 

Senza dubbio la copertina, alla quale attribuisco l’importanza maggiore. Basti pensare a come sono disposti i romanzi nelle librerie, i più venduti sono quelli impilati in torrette e non a scaffale, l’impatto visivo è determinante assieme ad una trama d’effetto ma scarsamente rivelatoria.

 

 

 

– Quali tuoi buoni propositi salterebbero davanti a un improvviso successo?

 

Scrivere a tempo pieno e fare il giro del mondo. Viaggiare è la mia seconda passione, l’esperienza e il contatto diretto con altre culture in altre parti del mondo aiutano la crescita interiore e ampliano le nostre prospettive rendendoci più consapevoli e migliorando così anche il modo in cui affrontiamo la vita di tutti i giorni.

 

 

 

– Sei autrice del bestseller del momento, tradotta nel mondo, milioni di copie: togliti uno o più sassolini dalla scarpa.

 

Non c’è bisogno di togliere sassolini, coloro che mi hanno disprezzato o non hanno creduto in me rifiutandomi avranno già il rimpianto a rosicchiare le loro coscienze.

 

 

 

– Scrittore/scrittrice preferito/a vivente e motivazione.

 

Stephen King, sono cresciuta leggendo i suoi romanzi, amo la sua genialità, il suo modo di scrivere, ha la capacità di rendere i personaggi vivi, tridimensionali, tanto corposi da farci fondere con essi.

 

 

 

– Scrittore/scrittrice vivente che non riesci ad apprezzare e perché.

 

Non ho avversione per nessuno ma divido gli scrittori in due categorie, quelli che urlano e quelli che trascrivono. Gli urlatori scrivono col cuore, emozionano trascinandoci nella storia fino a farci dimenticare la realtà pagina dopo pagina, l’altra categoria invece è quella degli autori privi d’intensità emotiva, aridi e freddi non trasmettendo nulla, essendo così solo terribilmente noiosi.

 

 

 

 

 

– Parlaci del tuo ultimo lavoro e fornisci un motivo per cui dovremmo leggerlo.

 

Il mio primo romanzo edito s’intitola “La luna d’argento”, è un mistery-horror ambientato nei boschi del Trentino Alto-Adige, una storia semplice, avvincente e ricca di colpi di scena, nonché allegoria di una trasformazione esteriore quanto interiore della giovane protagonista, un mutamento che la condurrà pian piano alla consapevolezza e all’accettazione di un lato di sé tanto nuovo quanto sconosciuto.

 

 

 

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