le interviste Rivista Scrivere Donna — 05 luglio 2013

Margherita Hack è stata uno straordinario esempio di forza, carattere, determinazione, ma nello stesso tempo è riuscita a farci comprendere il profondo amore e rispetto per tutte le creature. Ha avuto un carattere d’acciaio, con un personalità eccezionale, ma il ricordo più bello è ripensare alla sua straordinaria storia d’amore con il marito Aldo. A lui va il nostro affetto in questo momento di dolore, perché dopo tanti anni si ritrova senza di lei”. A parlare è Raffaella Ranise, curatrice, insieme a Giuseppina Tripodi, del saggio testimonianza “Rita Levi-Montalcini: aggiungere vita ai giorni” (ed. Longanesi).

Un libro che riporta una delle ultime testimonianze di Rita Levi- Montalcini e di Margherita Hack, due delle grandi donne che ci hanno lasciato negli ultimi tempi. Accanto a loro, otto altre grandi del nostro tempo: Carla Accardi, Biancamaria Bosco, Chiara Castellani, Nicoletta Conti, Mariella Devia, Micol Fontana, Carla Fracci, Maria Luisa Spaziani raccontano la loro vita. Riunite in un solo volume dieci personalità eccezionali, dieci storie uniche per altrettante visioni del mondo, da cui emerge un’affascinante concordanza di valori fondamentali: dedizione al lavoro, passione, impegno e sacrificio, onestà e attenzione agli altri e soprattutto, la forza di rialzarsi sempre dopo le inevitabili sconfitte.

Il ricavato è interamente devoluto alla Fondazione Rita Levi Montalcini Onlus.

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Aggiungere vita ai giorni_PIATTO

– Raffaella, dall’alto della tua esperienza di studiosa delle tematiche e della legislazione del lavoro femminile, a che punto siamo in Italia?

Mi sento di andare controcorrente ed essere ottimista ed è proprio lo studio del diritto del lavoro che mi porta ad esserlo.

Il diritto del lavoro è un ramo del diritto che ha avuto origine solo in tempi recenti, in seguito alla rivoluzione industriale, quando il legislatore ha avvertito la necessità di regolamentare le condizioni di coloro che lavoravano nelle fabbriche, sottoposti ad orari massacranti e ridotti a condizioni igieniche del tutto insufficienti. Spesso venivano impiegate donne e bambini, perché pagate in misura inferiore rispetto agli uomini.

La prima legge che in Italia ha posto in essere una regolamentazione del lavoro femminile è stata la Legge Carcano, la n. 242 del 1902, talvolta ritenuta inadeguata e non certo sufficiente, ma se leggiamo il messaggio ha rappresentato una svolta storica. Per la prima volta in Italia è stato affrontato il problema dell’età minima dei lavoratori e il congedo della maternità, limitato ad un mese dopo il parto: almeno sulla carta sono stati posti dei paletti importanti per la tutela delle lavoratrici.

Le norme emesse in questa materia in poco più di un secolo sono in numero elevatissimo e, step by step, si è finalmente arrivati all’affermazione del concetto della parità di genere che fino a cinquant’anni fa era impensabile. Oggi la chiave di lettura è finalmente diversa: una tutela non per la donna, ma nel rispetto della parità di ambo i sessi !

Certo la grave crisi economica che stiamo attraversando ha visto penalizzati soprattutto giovani e donne, perché nonostante tutto continuano ad essere gli anelli più deboli, ma sono convinta che, una volta usciti dal tunnel, vi saranno i presupposti normativi e, soprattutto, culturali per una parità lavorativa. Il cammino svolto in poco più di un secolo non può che farci ben sperare.

– Come nasce l’idea di raccogliere nel saggio le esperienze di dieci donne che hanno fatto la differenza?

L’idea di questo lavoro è nata in seguito alla mia collaborazione con la professoressa Enrica Minale, docente di diritto del lavoro all’Università degli Studi di Genova.

Da tempo desideravo raccogliere testimonianze di donne di successo in diversi ambiti lavorativi, che avessero saputo trasformare le difficoltà in grande motivazione per riuscire.

E’ stata proprio Enrica Minale a suggerirmi di mettermi in contatto con Giuseppina Tripodi, che per oltre quarant’anni è stata la collaboratrice della grande scienziata e umanista.

L’incontro con Giuseppina Tripodi è andato al di là di ogni mia aspettativa, perché si è dimostrata da subito interessata al libro e intenzionata a parteciparvi in prima persona.

Per usare la frase dello studioso americano Henry David Thoreau, citata dalla professoressa Biancamaria Bosco, “ se uno avanza fiducioso nella direzione dei propri sogni e si sforza di vivere la propria vita come l’ha immaginata, incontra un successo inatteso in condizioni normali.”

– Tu e Giuseppina Tripodi che tipo di lettore vorreste per il vostro lavoro?

Vorremmo un pubblico il più eterogeneo possibile!

E’ importante divulgare i valori e il messaggio di queste grandi donne! Abbiamo cercato di usare un linguaggio diretto e molto semplice e le protagoniste sono state straordinarie, dando un’immagine di sé lontana dalle luci della ribalta o dalle cattedre universitarie.

Hanno parlato della loro infanzia, della famiglia, dei momenti difficili, dei loro valori. Le loro paure coincidono con le nostre, i loro successi possono essere i nostri!

La grande Rita Levi- Montalcini credeva molto nei giovani, per questo ci rivolgeremo anche alle scuole, perché il suo grande messaggio di solidarietà è indirizzato soprattutto a loro!

– Avete avuto la fortuna di incontrare delle persone speciali. Nel contatto diretto, si sono rivelate così come le avevate immaginate?

Non avremmo immaginato l’affetto e le grandi emozioni che tutte insieme abbiamo provato. Sicuramente il clima di grande condivisione è stato dettato dal messaggio di Rita Levi- Montalcini, la figura che ha unito tutte le altre donne nella coralità del massaggio e ha “tenuto le fila” del libro. Giuseppina Tripodi ed io ci siamo trovate ad essere nel ruolo di “messaggere” come ci ha definito Maria Luisa Spaziani.

Abbiamo riscontrato molti punti in comune tra le protagoniste, oltre al talento nei singoli campi, siamo rimaste colpite dalla profonda serietà, nella vita e nel lavoro, dall’ impegno costante, dal grande rispetto verso se stesse e verso il prossimo. In nessuna occasione ci siamo sentita “piccole”, come invece avevamo immaginato, ma sempre accolte e talvolta persino “coccolate”.

Presentateci con un aneddoto o un’impressione ciascuna le protagoniste della vostra ricerca:

Carla Accardi è la signora dell’astratto ed è considerata la maggiore artista italiana vivente. Le sue tele a prima vista trasmettono solarità, serenità, ma guardate con attenzione sembrano lanciare un grido di dolore.

E’ una donna elegante, gentile, sensibile, ma nello stesso tempo molto coraggiosa, capace di battersi con forza per i propri ideali.

– Biancamaria Bosco è stata la prima donna rettore in Italia. Attualmente ricopre la carica di Presidente della Fondazione Rita Levi- Montalcini Onlus. Rappresenta il rigore, la preparazione, l’attenzione al lavoro e alla famiglia.

– Chiara Castellani è un medico di guerra, come ama definirsi. Una donna che ha coltivato fin da bambina il sogno di recarsi in Africa a curare i malati. E’ quello che vorremmo essere e non siamo.

C’è una sua frase che più di ogni altra amiamo ricordare: la felicità non è né una fortuna, né una scelta è un dovere morale. Chiara è veramente una persona felice.

– Nicoletta Conti è una delle poche donne in Italia ad essere direttrice d’orchestra. Tra tutte le protagoniste è quella che più delle altre ha lanciato un grido contro la discriminazione sul lavoro, che lei stessa ha subito più di una volta, lavorando in un campo per tradizione al maschile. Nonostante ciò è riuscita ad emergere e ad infrangere il tetto di cristallo. E’ un esempio e un modello.

– Mariella Devia è il celebre soprano, nota in tutto il mondo. Colpisce per la perseveranza, lo studio continuo, le ore di prove, la costanza e la determinazione, affiancate da un temperamento sensibile, capace di commuoversi, di emozionare ed emozionarsi.

– Micol Fontana è il mito della moda. L’abbiamo incontrata nella Fondazione che porta il suo nome e lei ha raccontato molto della sua vita, del suo carattere che le ha consentito di superare anche grandi difficoltà e di resistere ai grandi dolori che le hanno attraversato la vita, perché a casa Fontana non si piange, non si dice povero me!

– Carla Fracci è l’etoile,il talento accompagnato all’eleganza e alla grazia. Ha più volte ripetuto come la vita sia sempre prima posizione, un inizio costante, perché mai ci si può credere arrivati, nemmeno all’apice del successo.

– Margherita Hack è stata uno straordinario esempio di forza, carattere, determinazione, ma nello stesso tempo è riuscita a farci comprendere il profondo amore e rispetto per tutte le creature.

Ha avuto un carattere d’acciaio, con un personalità eccezionale, ma il ricordo più bello è ripensare alla sua straordinaria storia d’amore con il marito Aldo. A lui va il nostro affetto in questo momento di dolore, perché dopo tanti anni si ritrova senza di lei.

– Maria Luisa Spaziani è la cultura, il carisma, l’eleganza dei gesti e della parola. Ritrovarsi nel suo studio ad ascoltare i suoi versi, o sentirsi raccontare di lei e di Montale, è stata un’esperienza memorabile.

– L’indimenticabile Rita Levi Montalcini rappresenta la potenza della scienza e la dedizione verso il prossimo. In lei la passione per lo studio e la ricerca si sono unite al desiderio di occuparsi anche dei più umili della terra. Quest’ultimo messaggio è rappresentato dalla Fondazione Rita Levi- Montalcini Onlus, che si occupa di favorire lo studio delle giovani nel continente africano. Ad oggi la Fondazione ha elargito più di 12.000 borse di studio. Tutti i proventi del libro sono destinati alla Fondazione, per questo è molto importante che il messaggio venga diffuso. Per usare le sue parole “Il bene supremo al quale l’uomo deve tendere è la conoscenza. Senza di essa non possono affermarsi tutti gli altri valori fondamentali dei quali l’uomo sente il bisogno per vivere con consapevolezza.”

– Se fosse possibile, quale donna del passato avresti voluto aggiungere all’elenco?

Avremmo aggiunto Marie Curie, la prima donna ad avere ottenuto il Premio Nobel, nel 1903. Ha molti aspetti che ricordano le nove donne che Rita Levi- Montalcini ha voluto accanto a sé per lanciare il suo grande messaggio a favore delle donne. Marie Curie è uno straordinario esempio di genialità, libertà di pensiero, passione per la scienza e nello stesso tempo grande attenzione verso il prossimo e la solidarietà.

Grazie Raffaella, a te e Giuseppina Tripodi per questa importante testimonianza al femminile.

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