le interviste Rivista Scrivere Donna — 19 luglio 2013

Direttamente dal suo sito/blog www.nadiaterranova.com :

Sono nata a Messina e dal 2003 vivo a Roma, al Pigneto.
Ho studiato filosofia, mi sono dottorata in storia moderna e dopo, ma anche durante, ho fatto lavori che avevano a che fare con i libri (editor, traduttrice, insegnante).

Nel 1992 avevo quattordici anni, la Lega Nord faceva il suo chiassoso ingresso in politica e nella mia libreria di riferimento, a Messina, comparve un manifesto dove c’erano Leonardo Sciascia e Gesualdo Bufalino che rispondevano brindando con un bicchiere di vino: “i terroni, pur di non lavorare, scrivono”. Il sarcasmo e la letteratura contro l’ignoranza e l’arroganza.
Nel 2010 ho deciso di prendere alla lettera i miei maestri, ho mollato un po’ di cose, ho cominciato a pubblicare libri ed eccomi qua.

nadiaterranova

– Quando hai deciso di scrivere e perché?

 

A sei anni capii di non avere alcun talento per la pittura. Mia madre mi aveva regalato un grembiule da pittrice, i colori, le tele. Facevo obbrobri e tutti mi dicevano “belli!” ma quando li appendevano mi vergognavo da morire. Mi impadronii di un brutto quaderno di carta riciclata e cominciai a usarlo a mo’ di diario per i pensierini.

 

– Che tipo di libri leggi normalmente?

 

Narrativa, memoir, poesia, raramente saggi.

 

– Hai mai preferito un libro a un altro per il genere dell’autore?

 

No.

 

– Hai mai avuto la sensazione che il tuo essere donna potesse, in qualche modo, ostacolare/favorire la tua passione per la scrittura?

 

No.

 

– Ritieni esista e sia individuabile una scrittura al femminile?

 

Se la individuo significa che è una scrittura che non mi interessa.

 

– Ritieni esista un pregiudizio nei confronti di un’autrice da parte dei lettori uomini?

 

Sì.

 

– Hai mai avuto la sensazione di una preclusione editoriale nei confronti delle donne?

Preclusione no. Misoginia sì.

 

– Storie d’amore nei romanzi, pensi sia una roba da donne?

 

Al contrario. Da Tolstoj a Philip Roth, mi sa che sono più i maschi a scriverne.

 

– Esiste un pregiudizio nei confronti della cosiddetta narrativa rosa? E, se sì, come si manifesta?

 

Si manifesta appiccicando l’etichetta “rosa” un po’ a casaccio, anche nei classici. Perché Anna Karenina non è un classico rosa e Orgoglio e pregiudizio sì? Eppure la Austen è molto più crudele e sarcastica di Tolstoj, paradossalmente molto meno rosa. Boh.

 

– È possibile, a tuo parere, una collaborazione tra scrittrici così come si configura tra scrittori nella creazione di movimenti letterari (New Italian Epic o TQ, per esempio)?

 

Sì, se si parte dalla partecipazione a un’idea e non dall’affinità di genere.

Nel 2011 io e altre autrici (Patrizia Rinaldi, che l’ha ideato e coordinato, Francesca Bonafini, Mascia Di Marco), abbiamo firmato un libro a quattro voci, Il cavedio, pubblicato da Fernandel. Ci hanno fatto notare che siamo state il primo esperimento di scrittura collettiva al femminile.

 

– Molte donne lamentano la difficoltà di dedicarsi quanto vorrebbero alla scrittura e i sensi di colpa per la necessità di trascurare altre cose. Tu come ti poni?

 

Non ho sensi di colpa. Scrivere è il mio lavoro e dunque è normale che occupi gran parte della mia giornata.

 

– Cosa ne pensi dei fenomeni editorial-marketing degli ultimi anni e della fruizione soprattutto femminile che li caratterizza?

 

Dipende. J.K. Rowling è stata un genio. Poi Harry Potter è stato più amato dai maschi che dalle femmine, il che fa crollare qualsiasi facile equazione di genere. A metà delle 50 sfumature di grigio, invece, mi sono addormentata. Ma quando leggo critiche al libro basate sul fatto che la sua autrice è brutta o veste male mi chiedo se cotanto spessore analitico sarebbe stato riservato anche a un uomo e quindi la difendo.

 

– Come ti porresti davanti alla proposta di entrare nel ciclo produttivo del soft-porn che ultimamente impazza in librerie e classifiche?

 

Oggi sono nella privilegiata posizione di poter scrivere i libri che voglio scrivere. Se lavorassi ancora come ghostwriter (l’ho fatto in passato) e avessi bisogno di soldi, lo farei. Potendo scegliere però preferirei altri generi. L’avventura per esempio. Perché nessuno legge più romanzi d’avventura?

 

– Pubblicare purché sia è un principio da perseguire?

 

Se si vuole far diventare il proprio manoscritto un libro sì. Io non chiamo libro un libro non pubblicato. È un potenziale, ma non un libro.

 

– Come ti poni davanti al dilagare dei fenomeni editoria a pagamento, print on demand o self-publishing?

 

Le prime due non le considero editoria. Il self-publishing di Amazon invece ha introdotto dei dati nuovi. Non lo preferisco, ma è una realtà.

 

– Cosa ritieni che possa far la differenza nell’attirare un lettore: copertina, titolo, autore personaggio, passaggio televisivo o D’Orrico che si innamora di te?

 

Dipende dal lettore, dalla copertina, dall’autore… Se D’Orrico s’innamorasse di me, il suo lettore abituale potrebbe poi restare deluso, dato che non mi sembra di essere in linea con i libri che di solito consiglia.

 

– Quali tuoi buoni propositi salterebbero davanti a un improvviso successo?

 

Tutto ciò che concerne spendere soldi.

 

– Sei autrice del bestseller del momento, tradotta nel mondo, milioni di copie: togliti uno o più sassolini dalla scarpa.

 

Compro Geronimo Stilton e lo faccio chiudere: i bambini meritano qualcosa di meglio di quella boiata.

 

– Scrittore/scrittrice preferito/a vivente e motivazione.

 

Adoro Jeanette Winterson. Sa raccontare tutto. Usa un “io” e un “tu” spesso privi di genere (aiutata in questo dalla lingua inglese) che si colorano subito di un’epica universale.

 

– Scrittore/scrittrice vivente che non riesci ad apprezzare e perché.

 

Philip Roth. La sua prostata non mi ha mai appassionato.

 

– Parlaci del tuo ultimo lavoro e fornisci un motivo per cui dovremmo leggerlo.

CoverStoriaDAgosto.ai

 

Sto ultimando un romanzo che ci ho messo cinque anni a scrivere. Cinque anni e tutta la vita. Ma in sé non è un buon motivo per leggerlo. Il motivo spero sia dentro la storia.

 

Puoi fornirci un link che rimandi alla possibilità di acquisto? Grazie

 

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