Rivista Scrivere Donna — 03 settembre 2013

Era pomeriggio ed erano i primi di maggio del 2012. Seduta dietro il bancone del negozio ho aperto una pagina pulita di word e ho cominciato a scrivere: una riga, poi due, una pagina e poi due. Mezz’ora. Assorta, le dita guidate da passioni e ricordi. Nasceva uno dei capitoli centrali di Profumo di Terra a e Fragole. Non sapevo che ne sarebbe stato di quelle due pagine, se il loro destino sarebbe stato morire nel cestino del pc o rimanere sepolte tra le foto del desktop. Il mattino dopo le ho rilette, mi piacevano.

Ne scrivo ancora, voglio scrivere ancora”

Fragole, girasoli, bambù… speranze, ricordi, svolte… tutto dai tasti verso quei fogli virtuali. Profumo di terra e Fragole è nato così. Mancavano ancora cinque capitoli da scrivere quando il dattiloscritto cominciò a girare tra le case editrici, quando Edizioni della Sera mi contattò.

Tutto somigliava a un sogno o a un gioco. Avevo intanto avuto conferma che scrivere è da sempre parte fondamentale del mio essere, qualcosa di irrinunciabile per la mia vita.

Profumo di terra e fragole è una raccolta di racconti, un mezzo per narrare il richiamo della terra e il ritorno alla terra. Sono nata ad Iglesias, in Sardegna, 33 anni fa. Ho sempre vissuto a contatto con la natura, le campagne, le coste selvagge ma per riuscire ad apprezzare tutto questo dovevo staccarmene, perderle. Così ho fatto. Quattro anni di vita e lavoro a Milano mi hanno smontato, smantellato. Pedalavo per chilometri di asfalto per andare al lavoro, cercando alberi, fiori, natura. Il richiamo cominciava a farsi sentire. Lavoravo per un grosso negozio di biciclette , ho lasciato quell’impiego per diventare operaia in un garden, per vivere ogni giorno tra piante e fiori, anche se spesso significava fatica, sudore e schiena a pezzi . Avevo già conosciuto il mio futuro marito e la terra chiamava anche lui. E’ bastato poco, guardarci negli occhi, per capire che dovevamo cambiare vita. Ora eccoci circondati dalla campagna, a coltivare orti e piantare alberi.

 Arianna F.

 

– Presentati con cinque aggettivi, due positivi e tre negativi.

 

La domanda che cerco di evitare da sempre, eccola qua! Mi faccio coraggio e rispondo: Positivi ? Generosa e comprensiva. Negativi : troppo generosa, troppo comprensiva, talvolta permalosa.

 

– Quando hai deciso di scrivere e perché?

 

Scrivere è una di quelle cose che non si possono decidere, ci appartengono e basta. Avevo undici anni quando mi chiudevo per ore in camera a scrivere a mano o con una vecchia macchina da scrivere fogli fitti fitti di racconti di fantascienza, romantici , esotici o ironici. Quei fogli poi li leggevo ai miei genitori e mio papà mi incoraggiò dandomi dei compiti: ricorderò sempre quando mi disse : “scrivimi almeno due pagine per questo titolo: lo stuzzicadenti.” E io gliene scrissi quattro!

La professoressa di italiano era rassegnata, durante le lezioni io scrivevo i miei racconti e lei mi lasciava fare. Arrivata alle scuole superiori accadde qualcosa, i miei temi difficilmente raggiungevano voti superiori al 7, motivo:

lo svolgimento risulta troppo ubriaco”. Mi demoralizzai e volsi la mente ad altro, iniziando anche a scrivere testi di canzoni in inglese e articoli per riviste scolastiche o locali. Poi tutto questo è rimasto travolto dagli eventi della vita, sopito per qualche tempo finché tre anni fa ho ricominciato a scrivere aprendo due blog. La svolta vera è arrivata lo scorso anno , quando ho iniziato a metter nero su bianco tutta la mia ritrovata passione per la natura e le piante. Non lo sapevo nemmeno io ma stava nascendo “Profumo di terra e fragole”.

 

– Sei consapevole che tutti scrivono e solo uno sparuto manipolo di eroi legge?

 

Fortunatamente tra le mie conoscenze sono moltissimi i veri appassionati di libri e lettura ! Devo ammettere che, nonostante mi sia appena affacciata nel mondo degli autori, mi rendo conto che scrivono molte più persone di quanto credessi.

 

– Cosa risponderesti a un autore che afferma: “Io non leggo, io scrivo”?

 

E’ come se un atleta dicesse: io non riposo, non mi nutro né bevo, io corro solamente.

Quando non scrivo leggo, quando scrivo mi prendo delle pause per leggere. Per me è l’unico modo per rigenerarmi, per sentire di nuovo la mente fresca e vivace, è un mezzo che uso anche per valutare con chiarezza il mio lavoro.

Chi afferma “non leggo, io scrivo” forse è un bugiardo oppure è dotato di incredibili superpoteri…

 

 

– Che tipo di libri leggi?

 

Prediligo le raccolte di racconti, romanzi e romanzi brevi. Mi piace leggere la vita vissuta e rendermi conto che la quotidianità supera ogni fantasia e inventiva. Amo tutto ciò che è vita e storia delle persone, dei luoghi e delle famiglie passando anche per tematiche storiche e naturalistiche. Ultimamente mi sto avvicinando anche alla poesia. Amo i libri di carta, nonostante abbia pubblicato in ebook , adoro il peso delle pagine tra le mani.

 

– Essere donna ha, in qualche modo, ostacolato/favorito la passione per la scrittura?

 

Credo che l’essere donna mi abbia dato una sensibilità più sottile che, spesso, mi permette di guardare oltre. Ho avuto la grande fortuna di poter scrivere in quanto persona e di essere incoraggiata in quanto tale, senza particolari ostacoli.

 

 

– Ritieni esista e sia individuabile una scrittura al femminile?

 

Esiste ed è individuabile … solo se l’autrice vuole.

 

 

– Ritieni esista un pregiudizio nei confronti di un’autrice da parte dei lettori uomini?

 

Il pregiudizio è qualcosa di insito e istintivo credo, in ogni essere umano. A maggior ragione sono convinta che molti uomini passino velocemente davanti a titoli firmati da nomi femminili, pensando a racconti smielati, scontati e senza verve. Quanta ricchezza si perdono!

 

 

– Hai mai avuto la sensazione di una preclusione editoriale nei confronti delle donne, soprattutto nei generi da sempre roccaforte maschile?

 

A sensazione direi di no, ho letto molte donne che si sono cimentate in ogni genere di argomento, più che brillantemente. Nella mia piccola esperienza personale ho avuto la fortuna di trovare chi credesse in me per i miei argomenti e per la mia passione. Quel qualcuno è stato un uomo, Stefano Giovinazzo di Edizioni della Sera. Assolutamente nessuna preclusione.

 

 

– Confessa: hai dei pregiudizi nei confronti della cosiddetta narrativa rosa?

 

Come dicevo prima il pregiudizio è insito nell’essere umano. Più che di pregiudizio però si tratta di una mera questione di gusti. Io non amo particolarmente la narrativa rosa. Ho pregiudizi verso i grandi fenomeni dell’editoria (estiva e rosa), quello sì. Ho provato a leggere la trilogia delle 50 sfumature ma mi sono fermata a pagina 280 del primo volume! Ci ho provato in tutti i modi ma… il segnalibro è rimasto inchiodato lì, ormai sono passati 10 mesi.

 

– Le donne, a tuo parere, sanno fare rete?

 

Le donne sono maglie di una rete, maglie vive e attive. Maglie di solidarietà . Si, le donne sanno fare rete.

 

 

– Molte donne lamentano la difficoltà di dedicarsi quanto vorrebbero alla scrittura e i sensi di colpa per la necessità di trascurare altre cose. Tu come ti poni?

 

Da donna che lavora, da moglie e da individuo con diversi interessi e passioni si, devo ammettere, devo fare delle scelte. Scelte libere, che arrivano solo da me stessa. Perché non riesco a dare meno importanza anche alle altre cose che compongono le mie giornate. A volte vorrei regalarmi settimane intere da dedicare alla scrittura ma finisce sempre che solo dopo la mezzanotte le idee e i pensieri diventano storie e parole. Durante il giorno predo appunti, scrivo frasi e periodi, annoto situazioni e riflessioni. Forse alla fine sono le altre cose della mia vita che rientrano nella scrittura…

 

– Perché produzioni come Twilight o Le 50 sfumature sono piaciute soprattutto alle donne?

 

Di Twilight, devo ammetterlo, ho solo una vaga idea. Le 50 sfumature mi sono più chiare. Forse dentro c’è quella buona dose di sogno, romanticismo , fantasia e trasgressione che nessuna donna vuole farsi portar via.

 

 

– Sfornare trilogie erotiche in linea con la moda soft-porn o mom-porn è il target di molte delle major editoriali. Come risponderesti alla proposta di entrare nel ciclo produttivo?

 

Scrivere è dar libertà ai propri movimenti interiori, alle proprie passioni. Non può essere la speranza di un successo annunciato o di una buona dose di soldi che può congelare quella danza interiore che metto nei miei scritti. Almeno questi sono il presupposto e il proposito. Conoscendomi, rifiuterei.

 

– Come ti poni davanti al dilagare dei fenomeni editoria a pagamento, print on demand o self-publishing?

 

Drastica, almeno per quanto riguarda me stessa. Mi sono sempre detta e ho sempre dichiarato : “Se dovrò pubblicare non sarà per mia scelta ma perché qualcun altro, qualcuno del settore, ha trovato nel mio scritto qualcosa di buono”

O NO EAP o nulla, almeno per quanto mi riguarda.

L’editoria a pagamento fatico davvero a concepirla, è un controsenso incredibile. Il self publishing invece è una scelta, un modo di essere imprenditori di se stessi.

 

– Cosa ritieni che possa far la differenza nell’attirare un lettore: copertina, titolo, autore personaggio, passaggio televisivo o D’Orrico che si innamora di te?

Esistono diverse categorie di lettori: chi legge solo perché l’autore è appunto un personaggio televisivo, radiofonico etc… e in quella categoria rientrano anche i lettori che “ciò che dice la tv è cosa buona” perciò il passaggio televisivo diventa arma strategica. Copertina e titolo mettono in risalto anima e cuore di chi pubblica e scrive, ma sono destinati a un’altra categoria di lettori : quelli attenti, quelli che annusano la carta, che amano le parole. D’Orrico che si innamora di me sicuramente sarebbe una bella spinta!

– Quali buoni propositi salterebbero dopo le prime 100mila copie vendute?

 

Centomila copie vendute?? Bisogna arrivarci prima di tutto! Non accantonerei nessuno dei buoni propositi, ne sono certa…anzi ! Il traguardo sarebbe mio e della casa editrice, gioia da dividere tutti insieme e motivo i più per continuare a perseguire i buoni propositi!

 

 

– Sei autrice del bestseller del momento, tradotta nel mondo, milioni di copie: togliti uno o più sassolini dalla scarpa.

 

Sono troppo pacifica per togliermi i sassolini piccoli, forse toglierei solo quelli grossi… Per ora le mie scarpe sono comode e pulite. Mi riservo di rispondere se mai arriverà qualche sassolino e semmai diventerò autrice di bestseller!

 

 

– Scrittore/scrittrice preferito/a vivente e motivazione.

 

Un anno fa, penna e taccuino alla mano, attendevo nella biblioteca di Iglesias l’arrivo di Michela Murgia per la presentazione del suo ultimo romanzo “L’incontro”. Dovevo scrivere un pezzo per un giornale locale ed ero piuttosto emozionata perché il suo Accabadora mi era entrato nel cuore. Presentazione fantastica. Disse una frase che ha ribaltato il mio modo di concepire la scrittura : “tutta la scrittura è internazionale, uno scrittore di Iglesias è cittadino del mondo tanto quanto uno di New York. Spesso i piccoli scrittori locali, per errata cultura, si sentono limitati, provinciali. Il pensiero è internazionale, la scrittura lo è indipendentemente dalla sua provenienza”.

Nel giro di due mesi ho letto tutti i suoi libri, gustando il modo lineare e intelligente di affrontare tematiche così diverse in maniera brillante. E’ sarda, è una donna forte e sicura di se, è una personalità che serve. Scrittrice preferita, Michela Murgia.

 

– Scrittore/scrittrice vivente che non riesci ad apprezzare e perché.

 

Quando un libro rimane fermo per troppo tempo col segnalibro nella stessa pagina ecco che qualcosa non funziona. Questo mi è accaduto varie volte… dimenticando anche autori e i titoli, sommersi , nel fondo della classica pila di libri da comodino.

 

– Parlaci del tuo ultimo lavoro e fornisci un motivo per cui dovremmo leggerlo.

copertina-singola

Profumo di terra e fragole è un inno al ritorno verso la terra e la natura, una serie di racconti che si collegano tra loro creando un percorso di vita che si snoda tra esperienze e ricordi, tra scelte e il racconto delle conseguenze di ogni scelta. Leggerlo… perché riavvicina alla nostra essenza , perché può essere spinta o esempio per chi vorrebbe svoltare nella mia stessa direzione, scegliere quello che ho scelto io, ma non ne trova il coraggio. Leggerlo perché è un’immersione nello splendido mondo delle piante, raccontate come se ognuna avesse carattere e personalità. E’ un ritorno al nostro vero mondo. E’ immergersi in un mondo di pace.

 

Puoi fornirci un link che rimandi alla possibilità di acquisto? Grazie

http://www.bookrepublic.it/book/9788897139355-profumo-di-terra-e-fragole/

http://www.edizionidellasera.com/2012/12/28/profumo-di-terra-e-fragole/

 

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