Rivista Scrivere Donna — 11 dicembre 2012

Dorotea De Spirito è una voce diversa nel nostro progetto. È giovanissima, è stata un fenomeno editoriale alla sua prima uscita, scrive un genere (chiamiamolo fantasy) che è pari solo al romance nell’essere ampiamente e pregiudizialmente sottovalutato. Voglia vedere attraverso i suoi occhi, giovani ma attentissimi, il nostro panorama editoriale?

 

– Dorotea, hai deciso di scrivere o…

Ho sempre scritto, non si può parlare di una decisione o di un inizio vero e proprio, è un qualcosa che ha fatto sempre parte della mia vita, fin da piccolissima. Una frase molto bella di una delle mie autrici preferite, Moony Witcher, suona più o meno così: “Non c’è mai un inizio per qualcosa che è sempre stato tuo, lo sai fin dall’inizio che quel qualcosa fa parte di te.” Ecco anche per me è così; amavo la scrittura e l’inventare storie prima ancora di saper materialmente scrivere, quindi le disegnavo o costringevo la mia mamma a prendere la macchina da scrivere e scrivere sotto la mia dettatura.

 

– Che libri leggi?

Sono sempre stata una lettrice onnivora, non ho un genere specifico a cui mi sento più legata né mai è stato così. Da bambina leggevo di tutto: libri per ragazzi, classici, libri per adulti quando i miei genitori, anche loro famelici lettori, li lasciavano per casa. Questo aspetto mi caratterizza ancora, leggo classici, contemporanei… tutto quello che attira la mia attenzione!

 

– Hai mai preferito un libro per il genere dell’autore?

No e devo dire che è un argomento verso il quale ho sviluppato una certa sensibilità quando è uscito il mio primo libro; all’epoca ho spesso rischiato di essere io preferita o rigettata a priori ma non per il mio genere quanto per la mia età molto giovane: avevo sedici anni. Credo che un libro non debba essere giudicato in virtù del genere dell’autore né della sua età.

 

– Hai mai avuto la sensazione che il tuo essere donna potesse ostacolare/favorire la tua passione per la scrittura?

Io non ho mai riscontrato problemi ma purtroppo devo ammettere di avere una sensazione non molto positiva a volte: guardando le proposte editoriali e le premiazioni più importanti sembra quasi che in Italia, malgrado la maggior parte dei lettori siano donna e anche le autrici, si tenda a dare maggior credito a opere maschili.

 

– Ritieni esista una scrittura al femminile?

Indubbiamente abbiamo una sensibilità maggiore, il cervello e l’animo femminile hanno una profondità e una complessità diverse quello maschile e questo si manifesta nella scrittura come in altre arti.

 

– Ritieni esista un pregiudizio nei confronti di un’autrice da parte dei lettori?

Spero di no, ma forse può capitare

 

– Hai mai avuto la sensazione di una preclusione editoriale nei confronti delle donne?

Questo no, si pubblicano molto le donne ma come dicevo temo possa esserci ancora l’idea che i grandi libri, quelli degni di essere letti e di ricevere certi premi possano essere solo quelli scritti da penne maschili.

 

– Storie d’amore nei romanzi, pensi sia una roba da donne?

Non necessariamente, l’amore è universale, il più totale dei sentimenti, non può certo essere considerato un elemento esclusivo della scrittura femminile.

 

– Se esiste un pregiudizio nei confronti della narrativa rosa, come si manifesta?

Sicuramente tendendo a considerarla una narrativa di consumo, commerciale e senza spessore.

 

– È possibile, a tuo parere, una collaborazione tra scrittrici così come si configura tra scrittori nella creazione di movimenti letterari (New Italian Epic o TQ, per esempio)?

Sarebbe sicuramente interessante.

 

– Molte donne lamentano la difficoltà di dedicarsi quanto vorrebbero alla scrittura e i sensi di colpa per la necessità di trascurare altre cose. Tu come ti poni?

Al momento sono ancora una studentessa non devo preoccuparmi di mandare avanti una famiglia o simili ma ciò nonostante devo fare i salti mortali per trovare il tempo di scrivere. Credo sia normale, la vita di tutti è sempre più complessa e ricca di impegni ma come per ogni passione, se è davvero una passione, si riesce a trovare il tempo per coltivarla.

 

– Cosa ne pensi dei fenomeni editorial-marketing degli ultimi anni e della fruizione soprattutto femminile che li caratterizza?

Sono appunto dei fenomeni, il marketing fa il suo lavoro cercando di diffonderli e creare un potente flusso di informazione e passaparola. Mi piacerebbe vedere più lavoro e interesse anche per libri meno “fenomenali” nel senso di non ancora celebrati come fenomeni ma promettenti e meritevoli, l’editoria sta diventando sempre più un mare di proposte e si tende a curarle ben poco.

 

– Laura Donnini, nuovo direttore generale Edizioni Mondadori, ha annunciato che ci sarebbero molte autrici a lavoro per sfornare trilogie erotiche in linea con la moda soft-porn o mom-porn. Come ti porresti davanti alla proposta di entrare nel ciclo produttivo?

Non mi ci vedo, sono ancora troppo giovane.

 

– Pubblicare purché sia è un principio da perseguire?

Assolutamente no! Si deve sempre valutare ciò che si ha davanti e anche da parte degli autori non lasciarsi vincere dalla tentazione di scrivere un certo tipo di storia pensando di inserirla ad hoc in un filone che in quel momento è in voga, bisogna sempre mantenere una certa onestà quando si scrive e farlo in primis per se stessi.

 

– Come ti poni davanti al dilagare dei fenomeni editoria a pagamento, print on demand o self-publishing?

La trovo una scorciatoia molto svilente e inutile. Non ci si può porre al di sopra di certi meccanismi o valutazioni… o meglio si può ma a quel punto nessuna lamentela se si riceve un grosso scatolone con 200 libri auto pubblicati a casa e nient’altro.

 

– Cosa ritieni che possa far la differenza nell’attirare un lettore: copertina, titolo, autore personaggio, passaggio televisivo o D’Orrico che si innmora di te?

Ahah tutto direi, ogni elemento che possa aiutare una buona storia ad arrivare meglio al pubblico è ben accetto.

 

– Quali tuoi buoni propositi salterebbero davanti a un improvviso successo?

Nessuno credo, anche perché ai tempi del mio primo libro il successo arrivò davvero e in modo più che inaspettato. Se non sono cambiata quell’anno, penso non avverrà ora.

 

– Sei autrice del bestseller del momento, tradotta nel mondo, milioni di copie: togliti uno o più sassolini dalla scarpa.

Un sassolone: date più credito alle storie del vostro paese. Siamo in Italia, abbiamo una storia narrativa e poetica centenaria, da far impallidire il mondo intero e ultimamente non ci crediamo più e ci si limita a fare i grandi, grandissimi numeri, traducendo best seller americani e inglesi. Bellissimi, non lo metto in dubbio, ma mi piange il cuore ogni volta che scopro una bella storia italiana, bella davvero, e penso che il mondo, neanche un pezzettino di mondo, lo saprà mai.

 

– Scrittore/scrittrice preferito/a vivente e motivazione.

Guillaume Musso per i suoi libri che mescolano al realismo sempre un tocco di poesia e irrealtà.

 

– Scrittore/scrittrice vivente che non riesci ad apprezzare e perché.

Non si ricordano mai le cose che non si apprezzano 

 

– Parlaci del tuo ultimo lavoro e fornisci un motivo per cui dovremmo leggerlo.

Il mio ultimo libro è Devilish, edito da Mondadori, è il seguito del precedente Angel e ritroviamo quindi la storia dei due protagonisti: Vittoria, unico angelo senza ali della sua città e comunità angelica e Guglielmo, giovane demone scappato dall’Inferno. In questo capitolo i due protagonisti devono fare i conti non solo con il loro amore, pericoloso e difficile da proteggere ma anche con fantasmi, demoni vendicativi, antiche profezie e una vera e propria discesa infernale, per salvare se stessi e le persone che amano.

Un libro per chi a voglia di credere nei sentimenti forti dell’adolescenza, nella magia e vedere il proprio paese sotto l’ottica affascinante di antichi misteri e profezie.

E per chi ha sempre desiderato un amore eterno e un paio di ali, naturalmente!

 

Link:

http://www.amazon.it/Devilish-Dorotea-De-Spirito/dp/8804621990

 

 

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(1) Reader Comment

  1. Piccola ma tosta! 🙂

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