le interviste Rivista Scrivere Donna — 24 settembre 2013

Jolanda Buccella nasce nello splendido sud della provincia di Salerno nel 1980. Attualmente vive a Milano per motivi di lavoro, ha una famiglia numerosa che adora ma lei è single per scelta di altri. Accanita lettrice di romanzi latino americani, dipinge quadri astratti per sfogare tutte le sue emozioni negative e nel tempo libero ama cucinare i piatti della sua terra, andare al cinema e seguire il calcio, essendo una tifosa sfegatata del Milan. Fortuna, il buco delle vite edito da Ciesse edizioni è il suo primo romanzo.

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– Quando hai deciso di scrivere e perché?

Non ho mai deciso di scrivere, è successo, mi sono divertita tantissimo a farlo e spero di continuare a conquistare sempre più lettori.

– Che tipo di libri leggi normalmente?

Amo alternare un grande classico a un libro di un autore emergente o comunque contemporaneo, non a caso le mie ultime letture sono state Emma della Austen e Apnea di Amurri.

– Hai mai preferito un libro a un altro per il genere dell’autore?

Come lettrice compulsiva sono sempre stata molto fortunata, non ho mai letto un libro che mi abbia lasciata scontenta, però i romanzi che occupano un posto speciale nel mio cuore sono tutti quelli scritti da Oriana Fallaci, per la capacità della grande autrice fiorentina di arrivare al cuore del lettore anche utilizzato un linguaggio crudo e amaro molto spesso.

– Hai mai avuto la sensazione che il tuo essere donna potesse, in qualche modo, ostacolare/favorire la tua passione per la scrittura?

Penso che oggi essere donna sia molto complicato, noi donne facciamo fatica ad affermarci in qualsiasi campo per colpa di un mondo del lavoro ancora eccessivamente schiacciato da un intollerabile maschilismo. Credo nel talento e nelle capacità dell’essere femminile, se soltanto ci lasciassero libere di dimostrarlo un po’ di più saremmo in grado di fare grandi cose in tutti i campi dalla medicina, alla politica, alla scrittura.

– Ritieni esista e sia individuabile una scrittura al femminile?

Alcuni affermano che la scrittura femminile sia più sensibile e intuitiva ma credo di aver trovato queste caratteristiche anche in molti autori. Esiste la buona scrittura e basta, odio la distinzione di genere, perciò abbasso “la scrittura al femminile”.

– Ritieni esista un pregiudizio nei confronti di un’autrice da parte dei lettori uomini?

Effettivamente quando ho scritto “Fortuna” la mia paura era che potesse essere snobbata dagli uomini, invece da quando il mio romanzo è in libreria, sto ricevendo molti apprezzamenti positivi anche da parte del pubblico maschile e naturalmente è una sensazione molto gratificante.

– Storie d’amore nei romanzi, pensi sia una roba da donne?

Assolutamente no, l’amore appartiene alla vita di tutti perciò anche un uomo può raccontare una bella storia d’amore.

– Esiste un pregiudizio nei confronti della cosiddetta narrativa rosa? E, se sì, come si manifesta?

In realtà non sono una fan sfegatata della narrativa rosa, però ci sono tante persone che lo sono e lo nascondono per paura che le loro letture vengano considerate letture di serie b.

– È possibile, a tuo parere, una collaborazione tra scrittrici così come si configura tra scrittori nella creazione di movimenti letterari?

Purtroppo  credo che sia difficile, è da poco tempo che sono entrata a far parte di questo ambiente ma mi sono subito resa conto che tra le donne c’è una rivalità che a volte può diventare esasperante, gli uomini sono decisamente più bravi a fare gruppo.

– Molte donne lamentano la difficoltà di dedicarsi quanto vorrebbero alla scrittura e i sensi di colpa per la necessità di trascurare altre cose. Tu come ti poni?

Per il momento sono single e non ho figli, perciò posso dedicare alla scrittura tutto il tempo che desidero, per il futuro si vedrà.

– Cosa ne pensi dei fenomeni editorial-marketing degli ultimi anni e della fruizione soprattutto femminile che li caratterizza?

Non sono una donna che segue le mode tanto meno i fenomeni momentanei senza alcun contenuto, credo di essere stata tra le poche lettrici italiane a non aver acquistato le famose Cinquanta Sfumature di… che l’estate scorsa hanno fatto tanto rumore. Io amo le cose concrete, quelle che resistono al tempo e alla vita delle persone come i grandi classici della letteratura italiana e internazionale. La lettura per me non è un momento di evasione ma la capacità di essere risucchiata in un mondo lontano dal mio e vivere le gioie e i dolori dei personaggi che fanno parte del romanzo che sto leggendo in quel momento.

– Come ti porresti davanti alla proposta di entrare nel ciclo produttivo delle trilogie soft-porn?

Credo che qualsiasi scrittrice vorrebbe pubblicare con una casa editrice prestigiosa, ma anche che sia necessario essere onesti con se stessi e con i lettori. Il genere erotico non mi piace, perciò scrivendo un romanzo del genere probabilmente non sarei in grado di mettere in campo tutte quelle potenzialità che spero di avere come autrice.

– Pubblicare purché sia è un principio da perseguire?

Assolutamente no. Bisogna cominciare a pensare alla pubblicazione soltanto dopo aver fatto un’analisi attenta, scrupolosa e impietosa del proprio lavoro e affidarsi a case editrici che non chiedono alcun tipo di contributo. Probabilmente non vali molto come scrittore se per veder pubblicato il tuo lavoro sei obbligato a pagare. Detesto l’editoria a pagamento perché crea sogni fragili e senza speranza. Per quanto riguarda il self-publishing  sono ancora un pochino titubante, anche se negli ultimi mesi alcune opere nate come self-publishing sono state portate in libreria con un notevole successo di vendite come Lasciati odiare il romanzo della Premoli che è stato pubblicato dalla Newton & Compton e in poche settimane è arrivato ai vertici delle classifiche dei libri più venduti.

– Cosa ritieni che possa far la differenza nell’attirare un lettore: copertina, titolo, autore personaggio, passaggio televisivo o D’Orrico che si innamora di te?

La copertina gioca sicuramente un bel ruolo nell’attirare l’attenzione del compratore, il  titolo può suscitare la curiosità, la trama il desiderio di leggerlo, però diciamoci la verità: un passaggio in tv in una trasmissione vista da un bel po’ di telespettatori italiani ha il suo bel peso. Quante volte è capitato che un libro visto in televisione abbia poi venduto centinaia di copie, anche se magari non era un capolavoro.

– Quali tuoi buoni propositi salterebbero davanti a un improvviso successo?

Nessuno, anzi cercherei di mantenere tutti i miei buoni propositi. Il successo improvviso o meritato e costruito negli anni con tenacia e sacrificio, non deve cambiare quello che sei nel profondo del cuore e farti perdere di vista quelle che sono le cose veramente importanti della vita.

– Sei autrice del bestseller del momento, tradotta nel mondo, milioni di copie: togliti uno o più sassolini dalla scarpa.

Dedicherei questo successo a chi non ha mai creduto veramente in me, li ringrazierei dal profondo del cuore per avermi dato la forza e la tenacia di non arrendermi mai con un bel sorriso a quarantadue denti.

– Scrittore/scrittrice preferito/a vivente e motivazione.

Isabel Allende e Gabriel Garcìa Marquez, perché raccontano mondi fantastici nei quali è così facile lasciarsi trasportare.

– Scrittore/scrittrice vivente che non riesci ad apprezzare e perché.

Non mi piacciono in modo particolare né Roberto Saviano né Fabio Volo pensando alle loro opere letterarie mi verrebbe da dire: tanto rumore per nulla. Inoltre non sopporto tanti scrittori emergenti come me che, soltanto per aver pubblicato un paio di libri, pensano già di essere il nuovo Manzoni della letteratura italiana.

– Parlaci del tuo ultimo lavoro e fornisci un motivo per cui dovremmo leggerlo.

fortuna

Non sono molto brava ad autopromuovermi, ma credo che Fortuna possa essere una lettura adeguata, per tutti quegli uomini e quelle donne che a un certo punto  hanno la sensazione di essere stati sconfitti dalla vita e non hanno più la forza di credere in niente. La protagonista del mio romanzo sembra essere un personaggio sconfitto sin dalla nascita perché le viene diagnosticata una grave malformazione alla colonna vertebrale, ma nel corso della narrazione e nonostante una serie di dolori laceranti, avrà il coraggio di rinascere e reinventarsi una nuova vita, per questo motivo in un certo senso vivrà tre vite molto diverse tra di loro.

Puoi fornirci un link che rimandi alla possibilità di acquisto? Grazie

Fortuna, il buco delle vite edito da Ciesse edizioni è ordinabile in tutte le migliori librerie italiane oppure può essere acquistato sui maggiori bookstore presenti in rete come La Feltrinelli, In Mondadori, Hoepli oppure direttamente dal sito della casa editrice

http://www.ciessedizioni.it/fortuna

dove c’è anche una piccola anteprima.

 

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