Approfondimenti Rivista — 27 luglio 2013

Tutti coloro che guardavano al 2014 come all’anno della rivoluzione digitale nelle scuole resteranno delusi. Gli studenti che già si preparavano a deporre i libri stampati in favore degli e-book dovranno pazientare ancora. Già, perché lo stop arriva dal ministro dell’istruzione, Carrozza, che, contravvenendo a quanto stabilito in precedenza dal decreto Profumo, il quale voleva rendere obbligatori i libri digitali nelle scuole, ha detto:” Fermiamo tutto, l’accelerazione impressa all’introduzione dei libri digitali è stata eccessiva, voglio prendere in mano la situazione ed esaminarla a fondo. Deponete le armi.”

Potranno tirare un sospiro di sollievo gli editori che erano fermamente contrari al decreto Profumo e, avendo perso troppi soldi, erano ricorsi al TAR: “Temevano il crollo delle vendite dei libri cartacei e temevano il contenimento dei prezzi dei loro prodotti,sia cartacei che digitali.”

Ma la verità è che la rivoluzione digitale dei libri sta già avvenendo. Rispetto al 2012 i lettori in digitale sono il 45,5% in più e le scuole europee si stanno attrezzando.

In Inghilterra, ad esempio, l’80% delle classi è pronta per un nuovo modo di imparare e fare scuola, più tecnologico.

Allora viene da chiedersi: perchè in Italia ancora no?

Ferri, docente dell’università Bicocca di Milano e uno dei massimi esperti di scuola digitale, si è dimostrato molto critico nei confronti della decisione presa dal ministro Carrozza: “Spero che la dichiarazione del ministro resti tale e non abbia effetto, altrimenti si impantana la rivoluzione digitale nelle scuole. Significa bloccare l’adeguamento dell’offerta editoriale e la formazione degli insegnanti agli standard europei.”

Il ministro Carrozza ha deciso di sospendere tutto anche spaventata dal ritardo della scuola italiana e gli editori, pienamente soddisfatti, esaultano, sottolineando come l’italia non sia pronta a tale cambiamento ed evidenziando l’insufficienza infrastrutturale delle scuole( banda larga,wi-fi…).

“Avremmo dovuto macerare interi magazzini” hanno affermato “L’accelerazione sui libri digitali non poggiava su alcuna seria e ducumentata validazione di carattere pedagogico e culturale,così come non sono state valutate le possibili ricadute sulla salute dei bambini e degli adolescenti,sottoposti ad un uso massiccio di materiale tecnologico.”

Se da una parte non si deve fare un abuso smodato del digitale è anche vero che bisogna adeguarsi ai tempi e al cambiamento.

E se nelle scuole europee tale cambiamento sta già avvenendo perché non stare al passo invece di rimanere sempre indietro?

Susanna Pultrone

Share

About Author

scrivendovolo

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.