News Rivista — 03 settembre 2013

Mancano, ormai, pochi giorni all’apertura delle scuole e le polemiche sul prezzo dei libri continuano a farsi sentire. Secondo Federconsumatori, nel 2013, per testi scolastici e dizionari si spenderanno mediamente 521 euro per ogni ragazzo, il 2,8% in più rispetto allo scorso anno. Per alcune classi gli aumenti sono anche più marcati: per quel che riguardo l’istruzione secondaria, confrontando licei classici, scientifici e tecnici a Milano, Roma e Palermo, si scopre un incremento medio di circa 13 euro, equivalente al 4,5%; nelle scuole medie di Bologna, Firenze e Bari, invece, l’aumento medio risulta essere di 8,50 euro, ovvero del 5,5%. Dati in linea anche con le stime fornite da Codacons, che parla di un incremento medio del 5% per i libri. A questi, si aggiungono i costi accessori: Federconsumatori fa sapere che quest’anno il corredo scolastico costerà il 2,4% in più, passando in media da 488 a 500 euro. Nonostante la decisione di non emanare il decreto sulla rimodulazione dei tetti di spesa sui libri di testo scolastici all’inflazione -come annunciato dal Ministro Maria Chiara Carrozza- i costi per l’educazione continuano a salire. “Peccato che gli stipendi degli statali siano bloccati ormai da tre anni”, commenta Rosalba di Placido, responsabile nazionale Scuola del Codacons. Alla stangata, gli italiani rispondo con l’usato online: Subito.it, osservano i trend di ricerca sul proprio sito, rileva come si faccia sempre più marcata la tendenza a vendere e acquistare i testi usati attraverso la compravendita online, assicurandosi un forte risparmio. Analizzando gli annunci presenti nella sezione “Libri e Riviste”, ad agosto del 2013 il sito conta oltre 80 mila annunci, registrando un incremento del 31 % rispetto all’anno precedente. Il dato è ancora più evidente per quando riguarda le ricerche effettuate nei due mesi che precedono l’inizio dell’anno scolastico: rispetto allo scorso anno, infatti, sono aumentate del 350%. Tuttavia, non c’è da cantare vittoria. La norma varata dall’ex ministro Gelmini che- con l’articolo 5 del dl 137/2008, poi trasformato in legge- sanciva l’obbligo di adottare libri che mantengono invariato il proprio contenuto per 5 anni, è stata sostituita dalla legge 221/2012 del governo Monti: il provvedimento rientrava nell’ottica dell’introduzione dei testi digitali nel 2014/2015 e che avrebbe dovuto garantire un risparmio notevole (fino al 30%). Il Ministro Carrozza, però, ha bloccato tutto: le scuole non sono pronte al digitale. Ma intanto la norma sullo “sbloccamento” dei libri di testo resta: considerando che è entrata in vigore solo il primo settembre, almeno per quest’anno, il rischio è scongiurato.

 

 

Share

About Author

scrivendovolo

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.