Approfondimenti Rivista — 21 agosto 2013

L’editoria sta cambiando. Sempre più spesso all’interno dei nostri articoli abbiamo parlato delle nuove tendenze che stanno apportando cambiamenti significativi nel modo di fare editoria.

 

L’avvento della tecnologia e l’influenza sempre maggiore delle grandi piattaforme informatiche hanno stravolto i parametri tradizionali dell’editoria; di un’editoria profondamente consapevole della sua grande responsabilità culturale e del suo impegno nei confronti di scrittori e lettori.

 

Tra quelli che possiamo definire i nuovi orizzonti editoriali, si ritrova certamente il grande fenomeno del self-publishing (o auto-edizione) che permette ad una pletora sterminata di aspiranti scrittori di vedere pubblicato il proprio libro su una piattaforma digitale. All’estrema, ma soltanto apparente, semplicità che contraddistingue questo processo, si affianca, di contrappeso, la difficoltà di farsi davvero sentire dal pubblico dei lettori: in primo luogo, perché manca un sistema che pubblicizzi l’attività dello scrittore in maniera convincente e diffusa e, in secondo luogo, perché manca un filtro editoriale capace di condurre l’autore verso le preferenze più radicate tra il lettorato moderno.

 

Carmine Donzelli, amministratore delegato e direttore editoriale della Donzelli Editore (casa editrice specializzata nella saggistica di cultura) commenta così il fenomeno del self-publishing: “Io credo che il self publishing potrà riguardare quei pochi autori capaci di vendere se stessi senza l’intermediazione dell’editore; nella maggior parte dei casi, però, l’autorialità è sì il frutto del genio individuale, ma non può prescindere da altri elementi più condivisi che fanno riferimento a un editore”.

 

Ma quali sono questi elementi così necessari e peculiari offerti solo dalle case editrici? Certamente la funzione di filtro, la capacità di selezione, la certificazione della qualità. Un bravo editore sa prevedere il successo di un determinato libro piuttosto che un altro; sa riconoscere un testo di alto livello da uno scritto senza criterio letterario alcuno. Con il self-publishing, invece, sembra venir meno questo senso di responsabilità, perché la verifica della qualità viene giudicata come una perniciosa e futile perdita di tempo.

 

Ma, d’altra parte, è anche vero che, così facendo, l’editoria sbarra le porte a molti autori emergenti: i filtri selettivi sono spesso molto vincolanti e in questo modo si rischia di inibire un potenziale che magari, un giorno, potrebbe offrire tanto. Tuttavia c’è chi come Giuseppe Russo, direttore editoriale di Neri Pozza, non sembra essere molto convinto di questa prospettiva e si lascia ad un commento superficiale sulle possibilità dei libri self-publishing: “Le Sfumature sono una delle pochissime operazioni di successo tra le migliaia uscite dal self publishing, le altre non hanno raggiunto neanche livelli minimi: è giusto che per questi libri ci siano le piattaforme digitali, per le quali il progetto è una questione irrilevante”.

 

D’altro canto, Russo condivide con Donzelli il pensiero riguardo alla necessità dei servizi proposti dalle case editrici: “Il rapporto con gli agenti e con gli editor viene saltato a piè pari nel self publishing e si sta indebolendo anche nell’editoria generalista e commerciale. Sarà questa ad andare in crisi, portandosi dietro le inquietudini dei suoi autori, che non si ritrovano più.”

 

Un futuro disagiato è quello che aspetta l’editoria? Da una parte, il mercato indistinto e di bassa qualità del self-publishing e dall’altra il prodotto curato e di nicchia dell’editoria tradizionale? La tendenza ad assumere tutto quanto è datato e consolidato come superiore e ottimo domina anche lo scenario dell’editoria moderna. E se invece ponessimo la questione in questi termini: che sia pubblicato direttamente dall’autore o dalle coscienze esperte di una casa editrice, sempre di un libro si tratta. Verrà letto da qualcuno, saprà sedurre qualcun altro, disgusterà un altro ancora. Ma gli verrà data la possibilità di essere indagato e sfogliato, regalerà emozioni. Difficile trovare una soluzione e persino un compromesso. A voi il giudizio.

 

Valentina Giovannini

 

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