Approfondimenti Rivista — 17 ottobre 2012

Ci sono treni che viaggiano velocissimi. Treni che non si arrestano che, come aquile, fendono l’aria insistendo verso orizzonti inattesi, più lontani, ancora un miglio più in là.

Ritmi elevati, sostenuti, ritmi che incalzano, che non sentono ragioni, ritmi che no, non si fermeranno.

La tecnologia oggi ben si identifica in questo. Le idee si rincorrono, i traguardi si raggiungono quando ancora il fiato è spezzato, la milza dolorante per la corsa appena terminata.

A proposito di tecnologia, la nuova frontiera è Lui: il self-publishing. Sarebbe? Sarebbe che l’autore diviene indipendente: scrive, pubblica e distribuisce materiali instaurando un contatto vivo, diretto con il mercato, senza intermediari.

Il servizio è offerto da Amazon e dall’iBook store di Apple. Inoltre, il gruppo tecnologico Pearson ha recentemente lanciato Early Edition, il programma che permette agli indomabili curiosi di accedere ai nuovi topic e, udite udite, alle anteprime dei libri prima della loro pubblicazione ufficiale. La notizia regala brividi selvaggi. Certo, vi sono autori agguerriti, autori che, indignati, giudicano controproducente e paradossale che il cliente abbia accesso a materiali non ancora terminati. Altri, invece, riconoscono un grande progresso nella scelta adottata. “In fondo – spiega Paul Boger, vicepresidente e editore di Pearson – nessun libro può dirsi realmente finito. Il termine finito deve essere sostituito con usabile. Come si può creare un nuovo libro che sopravviva nel tempo?”.

Una sfida culturale estremamente forte che vuole infrangere ogni convenzione editoriale, ogni patto temporale, ogni orologio. Il cambiamento spetta a editori e autori che dovranno dimostrarsi aperti e disponibili.

Pearson sceglie di pubblicare libri che affiancano alla carta contenuti digitali e libri che possono essere disponibili unicamente in formato digitale. Questi offrono contenuti aggiuntivi destinati a un periodico arricchimento e perfezionamento.

La stessa parola “libro” secondo Boger starebbe cambiando. In origine, identificava l’opera stampata su carta, oggi, invece, il termine “ebook” racchiude in sé significati differenti, caleidoscopici, più audaci.

All’acquisto del libro cartaceo, affiora la nostra quieta premura per la manifestazione fisica dell’atto. Chi, invece, sceglie un ebook, si schiera dal lato della tecnologia, si aspetta che il contenuto intrepidamente si modifichi grazie a revisioni in tempo reale.

L’ebook sta realmente sviluppando il proprio set di aspettative commerciali e il proprio pubblico di fedelissimi.

Ovviamente non è l’autore a dover impiegare il proprio tempo rivedendo e rinnovando il prodotto.

Spetta all’editore, figura camaleontica che, con ingegno, dovrà focalizzare le sue forze per fornire contenuti straordinariamente aggiornati e aggiornabili.

L’idea di Pearson è un libro che viva. Un libro che cammini, che cambi in virtù di una perfezione squisitamente interattiva.

Lanciamoci. Saltiamo su questo treno.

La ricompensa? Nuove competenze, nuovi aggiornamenti, nuove funzioni da gustare.

 

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