Approfondimenti Rivista — 03 gennaio 2013

La realtà dei social network dedicati ai libri è un tipo di piattaforma sociale che da un paio di anni a questa parte ha preso grande piede nell’universo di internet. Ne esistono a decine, da aNobii a Goodreads, da Bookliners a Zazie. Ma la loro logica è sostanzialmente la medesima.

Per prima cosa, il concetto di fondo è lo stesso che riguarda anche altri tipi di social network, ossia, l’idea dello “scambio sociale”: di fatto, così come su Facebook è possibile condividere parole e immagini, su aNobii è possibile condividere opinioni e consigli di lettura.

Anche per quanto riguarda il funzionamento non esistono grosse differenza dall’uno all’altro: si tratta di un modo d’uso generalmente semplice ed intuitivo. Prima di tutto, occorre registrarsi al sito e creare un account personale. A questo punto, si possono indicare le proprie abitudini di lettura, riportando i nomi degli autori e dei generi che più si preferiscono, i titoli dei libri più belli che si è letti, accompagnandoli magari da un commento o da una breve recensione. In seguito, è possibile organizzare i titoli dei libri letti, separandoli da quelli che si stanno leggendo o che si ha intenzione di leggere. Poi, una volta composta la propria identità di lettore, si cercano persone con cui confrontarsi, con cui discutere di questioni letterarie, con le quali scambiare consigli di lettura.

Al di là del meccanismo di base, poi, ogni social network può proporre le proprie caratteristiche funzionalità: su Zazie, nello spazio delle icone ComeDoveQuando (CDQ) è possibile suggerire la circostanza migliore nella quale leggere un certo libro; su Bookliners, invece, sono disponibili alcuni libri in formato elettronico, detti Booklins, che, se non possono essere scaricati, possono comunque essere letti e annotati dagli utenti; grazie a Goodreads, poi, si possono ricevere informazioni riguardo a eventi letterari, o si possono organizzare incontri a tema tra gli stessi iscritti alla piattaforma.

Insomma, una grande possibilità di scambio e di interazione collettiva sul mondo dei libri. Opinioni, consigli e critiche animano l’universo di questi spazi cibernetici, offrendo vere e proprie occasioni di confronto tra lettori appassionati.

Tuttavia, occorre tener presente che gli utenti di questi social network non sono deputati ad essere grandi critici letterari o professori esperti del settore: sono comuni lettori con pareri, esperienze e gusti diversi. Di conseguenza, le loro opinioni saranno soggettive e personalissime. Il più delle volte, quindi, potranno anche non rendersi conto del valore letterario di un’opera, ma potranno farne emergere altri connotati altrettanto seducenti. A mio avviso, dunque, sono inappropriate le parole di qualcuno che, come Nicla Vassallo, afferma: “Su aNobii, con trenta milioni di volumi, ci si ritrova in una selva oscura ché la diritta via era smarrita. Incerta la competenza degli aNobiiani che recensiscono, commentano, votano. Meglio il «tutto-e-di-più» di Facebook delle presunzioni simil-intellettuali di un social network che si spaccia per la biblioteca di Alessandria”.

I social network dedicati ai libri come aNobii non sono da confondere con salotti letterari, questi, essenzialmente dedicati agli addetti ai lavori. Su quegli spazi virtuali non è necessario che vi siano specialisti del settore: qui la discussione è aperta a tutti, e la cultura può essere interpretata nei modi più personali. Toccherà poi al lettore raffinato diffidare da chi valuta la “Repubblica” di Platone con tre stelline (su cinque).

Oggi come oggi, dopo tante battaglie sociali che sono state condotte in questa direzione, la cultura è finalmente libera e accessibile a tutti. Ognuno è in grado di leggere un libro e, sulla base della propria formazione culturale, elaborarne un’analisi personale da pubblicare liberamente su internet. Il lavoro del critico letterario, invece, è un’altra faccenda e i social network non hanno questa pretesa: tanto meglio, poi, se gli intellettuali del nostro tempo vorranno partecipare a questo scambio di opinioni.

In conclusione, bisogna approfittare di queste occasioni di scambio offerte dalla rete, diffidando dai giudizi banali e sconsiderati. Il primo modo per evitarli, è entrare a fare parte di queste piattaforme sociali e dire la propria. 

Share

About Author

scrivendovolo

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.