News Rivista — 27 gennaio 2013

Mentre gli Stati Uniti sono scossi dalla tragedia del Connecticut, il resto del mondo osserva cercando di trovare una motivazione a tale abuso delle armi e si chiede se le concessioni del governo non stiano portando al degrado. Obama prende inevitabilmente a cuore la questione, mira ad una riforma che preveda più controlli e l’abolizione del permesso di possesso di armi d’assalto. Ma a parlarne non sono solo i telegiornali e il presidente americano. L’ennesima strage in una scuola sembra aver indignato un conosciutissimo scrittore a tal punto da indurlo a scrivere in proposito. Stephen King ha infatti pubblicato “Guns”, un saggio breve in formato Kindle. Indirizzato ai possessori stessi di armi e scritto appunto da un detentore di pistole, il piccolo testo edito in digitale tenta di convincere i cittadini ad appoggiare la riforma, a fare un cambiamento che porterà l’America a scrollarsi di dosso il fardello delle stragi. Un buon tentativo di sensibilizzare la popolazione da parte di un personaggio che conosce la sua popolarità e l’influenza che questa esercita sul lettore. Intervento che fa onore al Re poichè lo rende l’unico scrittore che ha scritto di attualità, che ha comunicato in modo diretto le sue impressioni su una problematica in continuo fermento. Forse è solo l’inizio di un processo che porterà l’intellettuale a ritrovare il proprio ruolo di “civis” interessato degli affari del popolo e dello stato. 

Gaia Schiavetti

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