Approfondimenti Rivista — 18 novembre 2012

La scrittura crea i libri, i libri creano biblioteche e una biblioteca è il luogo più forte e radicato di una casa privata, come lo è di una città − se biblioteca pubblica. Una biblioteca sostituisce la realtà assente o malvagia, e ne costituisce il luogo della beatitudine, del piacere: il luogo pagano della gioia. Così recitava Antonio Castronuovo nel suo libro “Se mi guardo fuori”.

Il 13 Ottobre nella città di Napoli si è tenuta la prima giornata Nazionale delle Biblioteche italiane, una sorta di Biblio-Pride istituito dall’Aib ( Associazione Italiana Biblioteche) per far capire l’importanza del sistema bibliotecario nazionale per la crescita culturale, sociale ed economica del nostro paese. Questa giornata ha rappresentato inoltre, un appello di tutti quei bibliotecari, che amano il loro lavoro e che chiedono semplicemente una maggiore attenzione da parte delle istituzioni, per quanto concerne il grave problema che coinvolge tantissimi giovani, ovvero, la quasi totale mancanza di interesse nel leggere un libro.

Come ben sappiamo un anno fa, precisamente il 22 Ottobre 2011 è stata lanciata la notte delle biblioteche, un appello pubblico dei cittadini scesi in piazza per protestare contro gli innumerevoli tagli ai bilanci e il disinteresse del Governo in merito a tale questione.

Anche in Gran Bretagna così come in altri paesi d’Europa, la situazione non è diversa da quella Italiana. Nell’ultimo decennio, infatti, le biblioteche si sono viste dimezzare progressivamente i fondi per mancanza di denaro e i bibliotecari anziani non vengono sostituiti adeguatamente, ma solo con personale precario; insomma il diritto ad una lettura gratuita sta pian piano iniziando a svanire senza che qualcuno si adoperi nel fermare questa indecenza.

Ma a differenza del Regno Unito, dove la reazione del mondo istituzionale ed intellettuale è chiara e decisa, mirando a risolvere in fretta questo problema culturale, in Italia sembra muoversi tutto a rilento, senza dare una visibilità più concreta a tale questione.

Lo scrittore Andrea Camilleri, in occasione del Biblio-Pride ha lanciato un grido d’aiuto al Governo, utilizzando queste parole : “I tagli alle biblioteche, sono un provvedimento insensato. Al giorno d’oggi i libri costano e chi vuole ed ama leggere non può che rivolgersi alle raccolte pubbliche. La chiusura delle biblioteca è ancora peggio di quella dei Musei, perché nelle prime hai tutto lo scibile, mentre nei Musei vai solo a godere dell’arte”.

Le biblioteche rappresentano luoghi di apprendimento, scoperta e partecipazione, dove le persone sono libere di acculturarsi ed imparare i segreti della lettura. Luoghi pubblici, che rappresentano un diritto di tutti i cittadini alla libera lettura. Ambienti che dovrebbero essere valorizzati per le vaste conoscenze che raccolgono.

Sono infrastrutture che costituiscono e tutelano la memoria culturale della nostra nazione, dando libero accesso alla pluralità delle informazioni e al sapere più recondito.

Ricordiamolo a tutta Italia e alle dirette istituzioni governative.

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